Chris Froome vince il Giro d’Italia per 46″, oggi passerella ai Fori Imperiali

Chris Froome vince il 101° Giro d’Italia. Il britannico del Team Sky ha chiuso al settimo posto la ventesima tappa, quella arrivata ieri a Cervinia, rispondendo ai tentativi di attacco di Dumoulin e guadagnando al traguardo altri 6’’ sul diretto rivale per la maglia rosa.

Giornata nera invece per Pinot, alla mattina terzo in classifica, che crolla come Yates ieri e accusa oltre mezz’ora di ritardo.

Sul podio sale così il colombiano dell’Astana Miguel Angel Lopez, che precede Richard Carapaz e Domenico Pozzovivo, che oggi si riscatta dopo la  tappa di ieri e si classifica al quinto posto, come migliore degli italiani.

Ieri sera la carovana si è traferita a Roma per la passerella di oggi. Attesi gli sprinter o quanti tra loro sono sopravvissuti alle Alpi.

In basso la classifica dopo la ventesima tappa.

Il tappone Susa-Cervinia

 

Susa-Cervinia: sarà il classico “tappone” a decidere, a 24 ore dalla conclusione, chi vincerà il 101° Giro d’Italia. In maglia rosa partirà oggi Froome che ha ribaltato ieri la classifica. Ma Tom Dumoulin, pur soffrendo, ha resistito e oggi parte con soli 37″ di ritardo.

Si deciderà tutto, quindi, attraverso tre lunghe salite. Tra l’una e l’altra, la tipologia di percorso non permette di recuperare eventuali distacchi accumulati. Il classico “tappone” alpino con 4.000 metri di dislivello concentrati negli ultimi 90 km, all’interno dei quali si scalano 3 salite di quasi 20 km l’una, tutte di prima categoria.

La prima salita è il Col Tsecore, 16 km con una pendenza media del 7,7%, ma tratti che raggiungono anche il 15% negli ultimi 4 km. Dopo una ventina di chilometri di discesa si torna a salire verso il Col de St.Pantaléon, che presenta caratteristiche simili alla precedente: sono 16,5 km al 7.2% medio, ma è meno dura nel finale. Rapida discesa e si inizia la salita finale di Cervinia.

Si tratta di una lunga salita, sono infatti 19 km, ma non particolarmente difficile, vista la pendenza media del 5,3%. Il tratto più duro arriva dai -11 ai -9 km con una pendenza attorno all’8% e rampe al 12%. Nel finale poi spiana con l’ultimo chilometro tra il 2% e 4%. Una tappa quindi decisiva e in cui vedremo l’ultimo grande scontro tra i big per cercare di conquistare il primato.

Purtroppo, per quanto riguarda gli italiani, ieri Fabio Aru si è ritirato dopo aver fallito completamente la partecipazione a questo Giro, mentre Domenico Pozzovivo ha subito un netto distacco da Froome e gli altri migliori.

È crollato l’inglese Simon Yates, dopo aver indossato per 13 giorni la maglia rosa.

La tappa in tv

La ventesima tappa del Giro d’Italia verrà trasmessa in diretta tv RaiSport e dalle 14 su Rai2. Diretta tv anche su Eurosport 1 e diretta streaming su Rai Play ed Eurosport Player

 

La seconda vittoria di Froome il 25 maggio

 

Seconda vittoria di Chris Froome al 101° Giro d’Italia. Il corridore del team Sky ha vinto la tappa di Barnocchia e sconvolto la classifica generale.

Seconda vittoria di Chris Froome al 101° Giro d’Italia, dopo quella dello Zoncolan. Il corridore del team Sky ha vinto la tappa di Barnocchia e sconvolto la classifica generale. Simon Yates arriva tardissimo e la scia la maglia orsa dopo 13 giornate.

Il corridore del team Sky ha vinto la tappa di Bardonecchia e sconvolto la classifica generale, partendo da solo a 80 chilometri dall’arrivo e facendo tutta la strada senza compagni.

Domani ci sono i 2.000 metri di Cervinia, un altro tappone di 214 chilometri con 4.000 metri di dislivello.

Froome – con una grande impresa – conquista la maglia rosa davanti a Dumoulin per 37″. Si perde per strada Simon Yates, che arriva in grandissimo ritardo. È crollato nella terza settimana del Giro.

Pozzovivo in grande difficoltà

Esce dai primi posti in classifica anche Domenico Pozzovivo, che non riesce a concludere la tappa con i migliori e arriva a 8’27” da Froome. Giornata da dimenticare per il ciclista italiana che è partito da terzo in classifica.

Comunque, il Giro non è chiuso, molto si deciderà ancora domani.

 

Tappa ribaltone doveva essere e tappa ribaltone è. La Venaria Reale- Bardonecchia ha visto finora il ritiro di Aru, il crollo della maglia rosa Simon Yates, che perde oltre 15 minuti e l’attacco di Froome a Dumoulin, per ora maglia rosa virtuale.

In difficoltà, ma ancora in lotta, anche Domenic Pozzovivo. Il traguardo è ancora lontano 40 chilometri, anche se è già successo molto.

Fabio Aru si è subito arreso

Non ce l’ha fatta. Dopo l’arrivo dei genitori nel backstage della tappa di Prato Nevoso, forse con il loro conforto, Fabio Aru ha sdeciso di gettare la spugna e di ritirarsi dal Giro d’Italia.

Alcuni tifosi pensavano che Aru, con oltre 45 minuti di ritardo sulla maglia rosa, poteva puntare a un’impresa nelle tappe difficili di oggi o domani al Cervino. Ma Fabio, dopo aver pedalato per qualche chilomentr, ha deciso di smettere. Dovremmo rivederlo alla Vuelta.

Ma, senza sapere cosa è capitato o sta capitando al campione sardo, non si può dire nulla.

 

 

Da Venaria Reale a Bardonecchia

Oggi si parte da Venaria Reale e si arriva a Bardonecchia, 184 chilometri con quattro Gran premi della montagna, tra cui il durissimo Colle delle Finestre e la salita finale dello Jafferau.

Già alla partenza la strada inizia a salire verso il primo arrivo in salita di giornata, il Colle del Lys (13,4 chilometri al 4.1%). Discesa veloce per entrare nella valle della Dora Riparia, in cui è posto il traguardo volante di Sant’Antonino di Susa.

Al chilometro 94 la tappa entra nel vivo con l’inizio della scalata al Colle delle Finestre, che con i suoi 2.178 metri sarà la Cima Coppi di questo Giro 2018. Una salita durissima che misura 18 chilometri, presenta ben 45 tornanti e ha una pendenza sempre costante attorno al 9%.

Gli ultimi 9 chilometri, per finire, sono tutti su strada sterrata, a rendere ancora più difficile questa ascesa. Poi discesa tecnica molto impegnativa per arrivare al traguardo volante di Pragelato, dove inizierà la salita del Sestriere (9,5 chilometri al 5.3%).

L’assalto a Yates

Tom Dumoulin è pronto a dare l’assalto alla maglia rosa di Simon Yates. Anche Froome scalda i motori e Pozzovivo si prepara a difendere il suo terzo posto da tutti gli assalti.

 

L’arrivo di ieri a Prato Nevoso

Maximilian Scachman (nella foto in apertura) vince a Prato Nevoso la diciottesima tappa, secondo Ruben Plaza, terzo Mattia Cattaneo, che ha ceduto solo negli ultimi metri. La tappa di Monte Nevoso del 101° Giro d’Italia si chiude con questi tre ciclisti sul podio.

Gli uomini di classifica avevano deciso di non darsi battaglia, riviando al tappone di domani lo scontro più importante. Ma ngli ultimi chilometri alcuni big hanno attaccato la maglia rosa.

Simon Yates resta, quindi, in maglia rosa, ma perde 26 secondi sui principali inseguitori e ha Dumoulin a 28″ soltanto.

Nei chilometri finali la maglia rosa viene attaccata da Dumoulin, Pozzovivo e Froome.

A 11 minuti da Scachman taglia il traguarda Pozzovivo, seguito da Dumoulin e Froome, che guadagnano 26 secondi sulla maglia rosa. Pozzovivi ora è terzo, a 2’43” da Yates.

Una tre giorni decisiva

Comincia oggi la tre giorni che deciderà le sorti del 101° Giro d’Italia.

Si parte con una tappa medio lunga, due Gpm e un arrivo in quota. La Abbiategrasso-Prato Nevoso può essere una tappa importante in cui gli uomini di classifica saranno chiamati a dare tutto sui 20 chilometri finali di dura salita.

La terza settimana potrebbe avere il suo peso nelle gambe e Dumoulin (nella foto sopra) potrebbe sferrare un attacco alla maglia rosa Simon Yates nei chilometri finali.

Prima parte di tappa piatta, con un tratto di pianura di 130 chilometri fino all’imbocco della prima salita, il Gpm di quarta categoria di Novello situato a 56 chilometri dal traguardo. Segue breve discesa, poi la strada inizia leggermente a salire verso Prato Nevoso: gli ultimi 50 chilometri sono in costante salita. Il via ufficiale all’erta finale sarà a Villanova Mondovì, mancheranno 20 chilometri al traguardo, mentre nei precedenti 20 la strada salirà con pendenze lievi, con passaggio al traguardo volante di Mondovì al chilometro 169.

Ma alla fine arriva la salita verso Prato Nevoso. Si tratta di circa 1.000 metri di dislivello con pendenze medie del 6.3% e massime del 13. Si arriverà a 1.600 metri di quota. Nei 19.6 chilometri di salita ci saranno diversi tratti sopra il 10%, in particolare 800 metri a 4 dal traguardo attorno al 13%. Ma la salita nel finale spiana al 6%.

Diretta Raisport Hd dalle 11.50, switch su Rai Due dalle 14.30. Eurosport live dalle 13. Diretta visibile anche su Raiplay, Eurosport Player e sui dispositivi Premium Play e Sky Go.

 

Il poker di Viviani: le notizie del 23 maggio

Quarta vittoria di Elia Viviani nella tappa del Giro da Riva del Garda a Iseo. Il veronese rafforza la sua maglia ciclamino nella classifica speciale. Viviani ha preceduto Sam Bennet. Negli ultimi chilometri il plotone dei corridori ha dovuto anche subire un forte nubugrafio. Per fortuna nessuna caduta.

La classifica generale resta invariata con Yates in maglia rosa con 56″ di vantaggio su Tom Doumulin.

Domani importante tappa di montagna, con il prevedibile attacco dell’olandese vincitore del 100° Giro alla rivelazione inglese di quest’anno.

Una tappa breve e veloce

Il Giro d’Italia numero 101 affronta oggi – mercoledì 23 maggio – una tappa corta, con poche variazioni altimetriche anche se potrebbe comunque diventare spettacolare. In programma la Riva del Garda-Iseo di 155 chilometri con un solo Gpm e arrivo in pianura.Da domani nuove salite per decidere chi arriverà in maglia rosa a Roma. Domoulin, a soli 56 seocndi da Yates (nella foto qui sopra), può ancora giocare tutte le sue carte, anxche se l’inglese ha dimostrato di essere in gran forma fin qui.

Vista l’altimetria la diciassettesima tappa potrebbe essere un traguardo per finisseur o per uno sprint di gruppo.

Aru penalizzato dopo l’arrivo

Dopo il calcio, la Var (Video Assistant Referee) irrompe nel ciclismo. I giudici sono intervenuti “anche con l’ausilio della Var” – rilancia l’Agenzia Ansa – per infliggere 20″ di penalizzazione a Fabio Aru, per “scia prolungata” nella crono della sedicesima del Giro, fra Trento e Rovereto.

Il ciclista sardo aveva chiuso la prova al 6° posto, con un ritardo di 37″ dal vincitore Rohan Dennis, ma dalle osservazioni fatte attraverso la Var – usata per la prima volta al Giro – i giudici hanno deciso di penalizzarlo, facendolo scendere all’8° posto per quanto riguarda la tappa di ieri. Da notare che Aru (nella foto sotto) è già in ritardo di oltre 25 minuti in classifica generale

Le notizie del 22 maggio

Tom Doumulin non riesce a togliere la maglia rosa a Simon Yates, vinta da Rohan Dennis nella cronometro da Trento a Rovereto. Il vincitore del Giro dell’anno scorso guadagna oltre un minuto sull’inglese, sul quale aveva un ritardo di 2’11”, che però tresta in maglia rosa per 56″. Terzo in classifica generale ancora Domenica Pozzovivo, ora a 3’11”. Al quarto posto sale Chris Froome, quinto Pinot, 6° il vincitore della cronometro, Denis che aveva perso per un niente la crono in Israele e oggi si rifà con gli interessi.

Una buona notizia per Fabio Aru. Oggi è sembrato in netta ripresa.

Il Giro ha ripreso dopo il riposo

Dopo il giorno di riposo, il Giro riprende con una tappa a cronometro di 34 chilometri, da Trento a Rovereto, che potrebbe cambiare il vertice della classifica generale e forse anxche la maglia rosa.

Il primo a partire sarà l’italiano Giuseppe Fonzi alle 13.20, l’ultimo la maglia rosa Simon Yates alle 17.20. Prima della Maglia Rosa partiranno il suo rivale più pericoloso a cronometro, Dumoulin alle 17.18, Pozzovivo alle 17.16 e Pinot alle 17.14. Chris Froome partirà alle 17.08.

Il vincitore del 100° Giro

Per quanto riguarda i favoriti, sicuramente da inserire Tom Dumoulin, il vincitore del Giro dell’anno scorso (nella foto qui sopra) che dovrà guadagnare terreno sulla maglia rosa, anche se in avvio di terza settimana più che le caratteristiche contano anche le forze rimasta in serbatoio. Tra gli uomini di classifica sembra l’unico in grado di giocarsi la tappa. Anche Pinot, più abile degli scalatori a cronometro, potrebbe guadagnare terreno sui rivali.

Dovranno difendersi Pozzovivo e Yates, che non sono dei cronoman.

Diretta tv su Raisport Hd a partire dalle 12.30, switch su Rai Due dalle 14.30. Eurosport in diretta dalle 13. Live anche su Raiplay, Eurosport Player e dispositivi Premium Play e Sky Go.

 

Sulle Dolomiti Yates ha aumentato il vantaggio

Simon Yates vince la tappa delle Dolomiti e aumenta il suo vantaggio in maglia rosa. Chris Froome torna a perdere minuti. Fabio Aru in crisi nera, in gravissimo ritardo. Il sardo ha anche pensato al ritiro, ma poi è andato avanti, anche perché oggi il Giro riposa e Fabio potrà osservare più attentamente cosa gli sta capitando.

Domani, Martedì 22 maggio, la corsa rosa riprende con una difficile cronometro. poi ci saranno altre importanti salite.

Aru ha problemi di salute o di preparazione con cui è arrivato al Giro? Al momento nessuno lo sa.

Ma il ciclista sardo – in classifica è a 25’14’ dalla maglia rosa – non si arrende. Dice il campione italiano: “Troppo facile lasciare tutto adesso, ma devo capire cosa è successo. Sono questi i momenti in cui si vedono le persone che sono al tuo fianco”. Aru, quindi, vuole continuare il 101° Giro, sperando con risultati migliori.

Pozzovivo terzo in classifica generale

Al traguardo di Sappada arriva secondo Lopez, terzo Dumoulin, quarto Domenico Pozzovivo, che resta terzo in classifica generale.

Quinto all’arrivo il giovane Carapaz.

Yates ha ora un vantaggio significativo su Dumoulin, che è secondo a 2’11”, ma che è un fortissimo cronoman. La tappa a cronometro potrà dire molto sull’esito finale del Giro.

Chris Froome arriva a 1’32”.

Una tappa sulle Dolomiti

La quindicesima tappa di domenica 20 maggio è ancora in salita: sono 176 chilometri senza un attimo di tregua. Si va sulle Dolomiti da Tolmezzo a Sappada. Continuo scaliscendi, come mostra la foto del profilo altimetrico che pubblichiamo sotto,  con un solo tratto di tranquillità nel lungo falsopiano verso Cortina d’Ampezzo. Si scalano in sequenza i Passi della Mauria, di Tre Croci, di Sant’Antonio (inedito da questo versante e con pendenze per lunghi tratti superiori al 10%) e Costalissoio altra salita inedita breve, ma molto ripida. Dopo la discesa su San Pietro di Cadore lunga risalita del Piave fino a Sappada dove c’è il traguardo.

Le strade percorse sono tutte di medie dimensioni, con numerosi tornanti sia in salita che discesa e fondo stradale buono.

Si parte con l’inglese Simon Yates ancora in maglia rosa, come mostra il grafico qui sopra. Alle sue spalle Tom Domouilin e Domenico Pozzovivo, che è l’unico italiano tra i primi dieci. Chris Froome con la vittoria per distacco di ieri è risalito al quinto posto e spera di poter dire ancora meglio la sia. Fabio Aru, dopo il crollo di ieri, è tredicesimo.

Ultimi 10 chilometri tutti in salita

Gli ultimi 10 chilometri sono tutti in salita. Si supera una galleria in parte aperta lateralmente per poi affrontare alcuni chilometri attorno al 9% e poi entrare nell’abitato di Sappada dove la strada spiana nell’ultimo chilometro.

 

Chris Froome si riscatta sull’infernale Zoncolan, staccando tutti nel finale, compresa la maglia rosa Yates, staccata di 6″, che conserva il simbolo del primato. Domenico Pozzovivo arriva terzo sul traguardo, dimostrando di saper tenere un passo sostenuto. Pozzovivo scala anche la classifica generale. Dopo lo Zoncolan è terzo. Il grafico evidenzia l’ordine di arrivo sullo Zoncolan.

In classifica generale Simon Yates rafforzare la leadership con 1’24’’ su Dumoulin e 1’37’’ su Pozzovivo. Froome balza dal 12° al quinto posto con 3’10’’ di distacco.

Froome, quinto in classifica generale, alla Rai dichiara che per lui il Giro non è ancora finito, anche se lo correrà giorno per giorno. E se ha davanti una cronometro che può ancora aiutarlo a risalire la classifica.

Non così Fabio Aru, che in questo giro non risorge mai e perde oltre 2 minuti sia su Froome che sulla maglia rosa. Il sardo esce dai primi dieci posti in classifica generale.

186 chilometri con un’ardua salita

101° Giro d’Italia, quattordicesima tappa di 186 chilometri, con il temibile Zoncolan, una delle salite più difficili d’Europa. Solo uno specialista (e in gran forma) può farcela.

Si tratta infatti di affrontare negli ultimi 10 chilometri pendenze con una media del 12%, con punte del 22%. Una impresa da far tremare le vene e i polsi (ma anche le caviglie).

Aru riuscirà a diventare protagonista?

Potrebbe essere il giorno di Fabio Aru, se avrà ritrovato le forze che in questa corsa “rosa” non è mai riuscito ad esprimere. I suoi tifosi ci contano.

Anche Froome, deludente in questo Giro, è atteso a una prova d’appello.

Ma la concorrenza è agguerrita, a partire dalla maglia rosa Simon Yates (nella foto in apertura di pagina), che già ieri ha annunciato un nuovo attacco, se si sentirà le gambe che girano bene.

Potrebbe essere anche il terreno adatto per far perdere qualche minuto al temuto Dumoulin, secondo in classifica generale a soli 47 secondi. Ma c’è anche Pozzovivo, ora quarto in classifica a 1’18” a voler dire la sua.

Da San Vito al Tagliamento allo Zoncolan

Si parte da San Vito al Tagliamento alle 11.50, l’arrivo è in cima al Monte Zoncolan previsto tra le 16.55 e le 17.40.Diretta tv su Raisport, Rai2 e Eurosport con ampia copertura della tappa.

La terza vittoria di Elia Viviani

Elia Viviani (nella foto qui sopra) ha vinto allo sprint la tappa da Ferrara a Nervesa della Battaglia (Treviso), lunga 180 chilometri. È il terzo successo del veneto, che consolida così anche la maglia ciclamino, insidiata dall’irlandese Bennet.

Viviani, prima di quella di ieri, aveva già vinto due sprint in Israele in questa edizione della corsa rosa, a Tel Aviv ed Eilat, nella seconda e terza tappa. Il velocista della Quick-step Floors sul traguardo ha preceduto l’irlandese Sam Bennett, vittorioso a Imola (Bologna) e ieri secondo; l’olandese Danny Van Poppel, terzo; Sacha Modolo, quarto; il sudafricano Ryan Gibbons, quinto; il lussemburghese Jean-Pierre Drucker, sesto; Manuel Belletti, settimo; il francese Clement Venturini, ottavo; i belgi Baptiste Planckaert e Jens Debusschere, rispettivamente nono a decimo.

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto