“Supermarket, donate il cibo invenduto”, petizione: l’Italia come la Francia

Vietare per legge lo spreco di cibo. Accede in Francia, dove qualche giorno fa l’Assemblea nazionale ha approvato – all’unanimità – una norma che prevede obblighi precisi per i grandi supermercati.
Si tratta in realtà di tre emendamenti a una norma che parlava d’altro (transizione energetica, per l’esattezza), ma poco importa.

 

La Francia: 75.000 euro di multa a chi non dona
Presto Oltralpe i supermercati con una superficie di 400 metri quadrati saranno obbligati a donare l’invenduto prossimo alla scadenza (quindi ancora edibile) ad associazioni di volontariato, che si occuperanno di ridistribuire la merce a chi ne ha bisogno.
Un obbligo, non una possibilità, il cui aggiramento sarà punito con multe fiuno a 75.000 euro e pene fino a 2 anni di reclusione.

 

L’esperienza italiana di Last minute market
Qualcosa del genere non esiste in Italia, dove solo Last Minute Market, società spin off dell’Università di Bologna, organizza iniziative del genere su base volontaria, collaborando con istituzioni e rappresentanti del Terzo Settore (qui riassunte alcune delle iniziative di LMM).

 

La petizione
Nasce da qui la petizione promossa su Change.org, per fare approvare una legge italiana che imponga ai grandi supermercati e alla Grande Distribuzione Organizzata di donare il cibo invenduto ad organizzazioni di volontariato o mense per i poveri.
Secondo una ricerca condotta sempre da LMM i luoghi dello spreco sono soprattutto mense, supermercati e ristoranti.

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