Neonata morta dopo il bagnetto: “La pulizia del naso è pericolosa a 2 mesi”

Un lavaggio al naso con gocce ad hoc potrebbe essere la causa del decesso della bambina di Giaveno (Torino), morta lo scorso 24 aprile mentre i genitori le facevano il bagnetto. Per averne conferma occorre attendere l’esito dell’autopsia, ma per Giuseppe Ferrari (nella foto sotto), primario emerito di pediatria all’ospedale Mauriziano e autore di libri sull’infanzia, la possibilità c’è. Tentare di liberare il naso della piccola avrebbe provocato “un riflesso che ha agito sul cuore”.

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“A 2 mesi starnutiscono per liberarsi”

Per il medico, comunque, su bambini così piccoli la pulizia delle narici è inutile, quando non dannosa. “Non hanno bisogno di gocce o acqua nel naso”, dice, “se non in caso di un raffreddore serio, che a due mesi non hanno mai. A quell’età, se il naso è chiuso non succhiano, così starnutiscono per liberarlo: purtroppo molti genitori scambiano questo starnuto per raffreddore e utilizzano le gocce nel naso”.

“Vanno tenuti in un ambiente umido”

Inoltre, per Giuseppe Ferrari, “i pediatri neonatologi devono dare indicazioni precise. La distinzione importante da fare è se un bimbo ‘respira rumorosamente’ o ‘respira affannosamente’. Respirare rumorosamente non è un segnale di pericolo o difficoltà del bambino. Piuttosto, è bene tenere il bimbo in un ambiente umido, 60 o 70 per cento di umidità, utilizzando se occorre un umidificatore: in ambiente umido non si ha bisogno di gocce nel naso. In ogni caso la soluzione fisiologica va ‘appoggiata’ alle narici, non ‘sparata’ con forza: il bimbo la respirerà da solo”.

Giaveno (Torino): autopsia per la neonata morta dopo il bagnetto, le notizie del 25 aprile 2016

Sarà l’autopsia a stabilire le cause della morte di una neonata di due mesi, stroncata da un malore mentre i genitori le stavano facendo il bagnetto. La tragedia è avvenuta ieri all’ora di pranzo a Giaveno, nel Torinese. Immediato l’intervento del 118, che ha rianimato la bambina sul posto e poi l’ha trasportata in ospedale con l’elisoccorso. Prima a Rivoli, poi a Torino, dove però è morta poco dopo l’arrivo.

Polemiche, però, sulla tempestività dell’arrico dell’ambulanza, anche se alla centrale risulta che sono passati solo 18 minuti dalla chiamata all’arrivo dell’ambulanza in una borgata lontana come quella in cui vive la famiglia. I carabinieri, comunque, indagano coordinati dal pm Eugenia Ghi.

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Un indirizzo difficile da trovare

A quanto si dice, i soccorsi hanno fatto fatica a trovare l’indirizzo esatto della casa, tanto che il padre ha dovuto scendere in strada per indirizzarli verso casa.

Ha ingerito per errore la soluzione fisiologica?

L’autopsia dovrà chiarire anche se la piccola possa aver respirato per sbaglio del muco o della soluzione fisiologica usata per lavarle il naso, una procedura abbastanza banale e che difficilmente ha conseguenze gravi, ma che ovviamente rientra tra i dettagli che i carabinieri vogliono ricontrollare e accertare.

 

“La mia polpetta non c’è più…”: le notizie del 24 aprile

“La mia polpetta non c’è più”, ha ripetuto tra le lacrime la mamma della piccola, casalinga di 35 anni, nella sala d’attesa del reparto di Rianimazione del Regina Margherita di Torino (nella foto), dove la bimba è deceduta intorno alle ore 16. Accanto a lei, disperato, il padre, operaio di quarant’anni.

“Come faremo a continuare a vivere? – gli interrogativi senza risposta dell’uomo. E poi: come la prenderà la sorella maggiore?” di sei anni che aveva atteso l’arrivo di quella bimba – nata lo scorso 8 febbraio – con tanto affetto e amore. Per la famiglia doveva essere un tranquillo fine settimana, tra un gioco, una poppata e un cambio di pannolino. All’ora di pranzo la decisione di fare il bagnetto alla piccolina, che si è sentita male tra le braccia della madre che aveva da poco finito di farle la pulizia nasale.

 

“Era sempre stata bene”

“Era sempre stata bene, non ha mai avuto un problema, non capisco”: continua la madre. Stava ridendo, poi ha cominciato a piangere ed è svenuta all’improvviso”, ha raccontato ai parenti accorsi in ospedale per darle conforto. La coppia, in preda al terrore, ha dato l’allarme al 118, intervenuto con una ambulanza in borgata Bellavita. In arresto cardiaco, per un’ora i sanitari l’hanno rianimata, riuscendo a far ripartire il suo cuoricino. Poi la corsa in ospedale, ma quando è arrivata a Torino le sue condizioni già gravi sono nuovamente peggiorate e non c’è stato più nulla da fare.

 

Indaga la Procura di Torino, disposta l’autopsia

Sul caso indaga la procura di Torino. Il pm Eugenia Ghi ha aperto un fascicolo di atti relativi, cioè senza ipotesi di reato né indagati, e ha disposto l’autopsia sul corpicino della piccola, che verrà eseguita nei prossimi giorni.

I carabinieri, su disposizione della magistratura, hanno acquisito tutte le informazioni sulla vicenda.

 

Il padre: “Soccorsi in ritardo”

“Me l’hanno portata via”, accusa il padre, che parla di “soccorsi in ritardo”. “L’ambulanza – dice – non ci trovava”.

Secondo il 118, invece, ha raggiunto la bambina in “18 minuti”. Aspetti, anche questi, che dovranno essere chiariti nei prossimi giorni dall’inchiesta della magistratura.

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