Nonno ucciso dal genero per abusi sulla nipotina: attirato in una trappola

Antonio Crisanti, il nonno di 63 anni ucciso lunedì pomeriggio a Rozzano (Milano), era indagato dalla procura di Milano per presunti abusi sessuali sulla nipote di 5 anni. L’uomo di 35 anni che gli ha sparato e che si è costituito ai carabinieri assieme a un complice ventisettenne (guidava lo scooter usato per la fuga), era il padre della piccola ed ex marito della figlia dell’uomo assassinato, madre della bambina.

Vicenda iniziata ad agosto

In procura era stata sentita di recente anche la bambina sui presunti abusi. Sul caso indagano il pm Monia Di Marco e l’aggiunto Letizia Mannella. Secondo le accuse rivolte alla fine dell’estate scorsa a Crisanti, l’uomo avrebbe iniziato ad avere attenzioni particolari per la bambina ad agosto, quando gli era stata affidata dai genitori.

La vittima si era riparata a Napoli

Quando iniziarono a emergere i primi sospetti, la famiglia si spaccò e l’uomo seguì il consiglio di andare via dalla Lombardia. Aveva infatti trascorso un periodo a Secondigliano, quartiere di Napoli, ed era tornato a casa nei giorni scorsi. Gli inquirenti non escludono che la sua ricomparsa fosse l’effetto di una trappola. Il padre della bambina, avendolo visto, ha detto di aver agito d’impulso, senza premeditazione. Ma potrebbe aver ordito un piano per istigare Crisanti a tornare.

I pm non credono al gesto d’impulso

A questo il sostituto Monia Di Marco e l’aggiunto Letizia Mannella non sembrano credere. Per loro i 5 colpi calibro 9×21 – due hanno colpito Crisanti all’addome, uno alla spalla e uno al collo, più un quinto non andato a segno – potrebbero essere frutto di premeditazione. Intanto l’arma continua a non trovarsi. Per i due uomini fermati l’accusa è di omicidio aggravato. Su Facebook, a dicembre sotto la foto del padre della bambina qualcuno aveva scritto: “Che faccia da killer”.

Le notizie del 26 febbraio

Svolta nell’omicidio di Rozzano: l’uomo di 63 anni  ucciso ieri pomeriggio, era indagato dalla Procura di Milano per presunti abusi sessuali su una nipote di pochi anni.

L’uomo che gli avrebbe sparato e che si è costituito ai carabinieri assieme a un complice, era il padre della piccola ed ex marito della figlia della vittima, madre della bambina.

La bambina era stata già sentita in Procura

In Procura era stata sentita di recente anche la piccola sui presunti abusi. Sul caso indagano il pm Monia Di Marco e l’aggiunto Letizia Mannella.

Da quanto è stato riferito, il padre della piccola – che avrebbe 5 anni – dopo aver saputo che l’ex suocero era accusato di presunti abusi su sua figlia e che la bambina era stata anche sentita in un’audizione protetta in Procura a Milano, avrebbe deciso di uccidere il padre della sua ex moglie.

Due imputati si sono presentati in caserma

Il fascicolo sull’omicidio di ieri a Rozzano, infatti, dopo un passaggio sul tavolo del pm di turno Silvia Bonardi, è stato subito assegnato al pm Monia Di Marco, anche titolare dell’inchiesta sui presunti abusi sessuali, coordinata anche dall’aggiunto Letizia Mannella, capo del pool ‘reati sessuali’.

Accompagnati dal proprio avvocato, si sono presentati alla tenenza di Rozzano E.S., di 35 anni, e A.M., di 27. Il primo è ritenuto l’autore materiale che ha esploso i cinque colpi di calibro 9×21, quattro dei quali hanno raggiunto l’obiettivo. Il più giovane, invece, avrebbe guidato lo scooter.

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