In auto a scuola: 4 studenti su 10 non usano bus e treni

Dal 31,4% al 39,5% in vent’anni, dal 1994 al 2013. È la percentuale di studenti che, per recarsi ogni giorni a scuola, usa un’auto privata. Di mamma o papà, dei nonni, di vicini o amici di famiglia, di una baby sitter o la propria, una volta che si diviene maggiorenni. Lo rivela un’indagine del Centro Studi Continental su dati Istat e diversa, secondo le statistiche elaborate, la distribuzione regionale del fenomeno.

A scuola in auto? Ecco la mappa regionale

In Toscana si fa più spesso ricorso dal trasporto privato con una percentuale cresciuta fino al 55,2 degli studenti facendo registrare un’impennata dal 18,3%. Seguono l’Umbria (51,9, +13,7) e l’Emilia Romagna (50,7, +9,3). Tra le regioni in cui invece si usano più spesso i mezzi pubblici ci sono la Puglia (29,5, in diminuzione dato che nel 1994 la quota era pasi al 31,4%), la Liguria (28,1) e il Trentino Alto Adige (19,9). Il record dell’aumento va poi al Molise, dove l’incremento nell’uso del trasporto privato è cresciuto del 19,7%.

Le cause? Disservizi pubblici e poche piste ciclabili

Una tendenza analoga era stata segnalata poche settimane fa anche dal Cnr e il problema, risolto in termini positivi in altri Paesi europei, trova le proprie cause in inghippi tutti italiani: disservizi ancora diffusi sulle reti di trasporto pubblico e la scarsità di piste ciclabili che disincentiva, e rende pericoloso, l’uso delle due ruote per raggiungere la scuola. A rincarare la dose di negatività della situazione, lo scorso settembre ci avevano pensato il rapporto di Legambiente ed Euromobility.

Dal rischio sedentarietà alle conseguenze sull’aria

Da un lato, la questione ha riflessi sulla salute dei bambini e dei ragazzi, che riducono il tempo dedicato all’esercizio fisico e diventano quindi più soggetti a problemi posturali e legati al peso. Ma c’è poi il discorso dell’inquinamento ambientale. “Sebbene l’86% delle famiglie abiti a meno di un quarto d’ora a piedi da asilo, elementari, medie e superiori”, scrivono Legambiente ed Euromobility, “almeno dieci milioni di persone scelgono di effettuare il tragitto in automobile”. Ed ecco che l’impatto, in termini di pm10, le microparticelle presenti nell’atmosfera a causa dell’inquinamento, pongono Roma, Torino ma anche Venezia in testa alla classifica delle città più venefiche.

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