Ragazzi: La repubblica delle farfalle, ricordando i nazisti

Con la matita o una penna, scritti su una carta ingiallita o su un foglio strappato, disegnati su fogli bianchi o a righe: i testi e i disegni dei bambini di Terezìn sono raccolti e catalogati nel Museo ebraico di Praga. Testimoniano la vita del campo in cui furono imprigionati, dal 1941 al 1944, circa 140.000 ebrei tra cui 15.000 bambini tra i sette e i quattordici anni.

 

Dal ghetto ai campi di sterminio

Da lì, dal ghetto, i prigionieri venivano spediti ad Auschwitz – Birkenau. Alla fine della guerra, solo 100 bambini tornarono. Degli altri restano i pensieri, i disegni, le poesie: “…ma qui non ho visto nessuna farfalla/quella dell’altra volta fu l’ultima/ le farfalle non vivono nel ghetto”.
E restano perché Terezìn era nato come luogo di concentramento e detenzione degli ebrei provenienti dalla Repubblica Ceca, dalla Slovacchia, dalla Germania, dalla Danimarca. I nazisti deportarono i non-ebrei (circa 7.000) in altre località e fecero di questa insolita città-fortezza un “modello” concentrazionario, un campo di transito, orgoglio del suo feroce creatore, Reinhard Heydrich.

 

Una “normale” scuola per bambini

I tanti ebrei lì rinchiusi cercarono di mantenere una sorta di normalità quotidiana e organizzarono una scuola per i bambini. I ragazzi prigionieri scrivevano e diffondevano anche un giornale settimanale: Vedem.
Matteo Corradini, ebraista attento e scrittore sensibile, profondo conoscitore della cultura ebraica e delle vicende della Shoah, è partito da questo pezzo di storia per raccontare, con tocco profondo e partecipe, in un libro appena ristampato, la vicenda dei bambini di Terezìn in “La repubblica delle farfalle” (Rizzoli, 279 pagine, 10,50 euro).

 

Fonte di luce e di speranza

C’è luce, in questo libro. E non è una metafora ma un dato oggettivo. La storia di Jiri, Edison, Zdenek, Peter e gli altri bambini, comincia con una lampadina, preziosa fonte di luce e di speranza. E con una lampadina si conclude. In mezzo, la vita ostinata dei bambini di Terezìn e altre luci che, nel buio delle notti di detenzione, continuano a volersi accendere, fino all’epilogo. Un libro che commuove per intensità narrativa e per la forza spietata dei fatti.

Dai 10 anni.

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