Quirinale: salta l’incontro Berlusconi-Renzi

Sorpresa nella giornata delle consultazioni per il Quirinale. Berlusconi, almeno per oggi, salta l’incontro già fissato con il presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

Il Cav – diversamwnte da quanto annunciato – non sarà presente al vertice di stasera per le consultazioni sul prossimo inquilino del Colle. Alla riunione andrà una delegazione composta da Giovanni Toti, Debora Bergamini, i due capigruppo, Renato Brunetta e Paolo Romani, con i loro vice. Non è escluso che l’ex premier e il leader del Pd si vedano nei prossimi giorni.

 

Resta in agenda l’incontro con i fuoriusciti da 5 Stelle

In vista del 29 gennaio, quando inizieranno le votazioni per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica che il premier Matteo Renzi vuole designare al quarto scrutinio, le opposizioni dentro e fuori il Partito democratico si organizzano. Dopo giorni di abboccamenti nel Transatlantico, Sel, i dieci frondisti che hanno lasciato il M5S, i dissidenti del Pd e anche quelli di Forza Italia stanno iniziando a dialogare per individuare un nome proprio da proporre ai grandi elettori. Una sorta di risposta al patto del Nazareno tra Renzi e Silvio Berlusconi che è ancora tutta da definire e che, comunque, rimane in attesa della proposta della maggioranza sulla quale, per ora, si preferisce glissare.

 

Guerini: oggi incontro con Forza Italia e gli ex M5S

Di certo i dem non restano a guardare. Questa mattina il vicesegretario Pd Lorenzo Guerini ha dichiarato al TgLa7 che alle 21 è in programma un incontro con i fuoriusciti dalle fila grilline – Walter Rizzetto, Aris Prodani, Samuele Segoni, Mara Mucci, Eleonora Bechis, Marco Baldassarre, Sebastiano Barbanti, Gessica Rostellato e Tancredi Turco – che sarebbero disponibili a orientarsi verso un “nome di garanzia” per il prossimo settennato. Sono gli stessi che hanno abbandonato la formazione di Beppe Grillo in aperto dissenso con “i vertici abusivi che hanno tradito i valori del Movimento”. Pier Luigi Bersani, dal canto suo, ha dichiarato invece di voler evitare divisioni all’interno del partito che, inevitabilmente, condurrebbero il grosso dei democratici a rafforzare l’asse con l’ex Cavaliere di Arcore e il suo uomo di fiducia, Denis Verdini, di nuovo in tandem con gli alleati di un tempo poi confluiti nel Nuovo centrodestra, presieduto dal ministro dell’Interno Angelino Alfano.

 

Civati e Sel: il nome è sempre quello di Prodi

Via Twitter, intanto, Radio Forza Italia annuncia che alle 19 Renzi incontrerà nuovamente Berlusconi e la delegazione di Fi sempre in tema Quirinale. Dal canto suo l’uomo-simbolo dell’opposizione democratica a Renzi, Pippo Civati, sul suo blog e via Facebook, lascia vedere altre manovre per il Colle. Lo fa pubblicando una lettera firmata Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio – lettera inviata a tutti i parlamentari – con l’invito a “rendere pubblica una rosa dei nomi”. Questo in nome di “un esercizio di democrazia oltre che un ponte tra forze democratiche e un obbligo di trasparenza verso i cittadini”. E ai due cervelli del Movimento 5 Stella risponde che, se “fino ad ora è stata sempre esclusa una vera e propria discussione”, lui il candidato ce l’ha e come ha fatto nei giorni scorsi rilancia il nome del due volte presidente del consiglio (1996 e 2006) Romano Prodi. Che, almeno a livello di dichiarazioni ufficiali, piace pure a Sinistra ecologia e libertà.

 

Tensione davanti alla sede Pd: trattenuta fotografa

Infine nelle ultime ore qualche nome aggiuntivo è circolato rispetto alla rosa già nota. Tra questi, l’ex leader di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini, artefice della migrazione nelle fila berlusconiane e poi della rottura con l’allora presidente del consiglio, e Luigi Manconi, già esponente dei Verdi, senatore democratico e uno dei sostenitori dell’introduzione del reato di tortura in Italia. Si aggiunge poi chi desidererebbe al Colle Rosy Bindi, attuale presidentessa della commissione antimafia. Ma tutto rimane calato in clima di crescente tensione dato che davanti alla sede romana del Pd, in via Sant’Andrea delle Fratte, ci sono stati attimi di concitazione quando ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, e i capigruppo di Scelta Civica stavano parlando con la stampa. A farne le spese, secondo le prime informazioni, una fotografa che è stata temporaneamente trattanuta dal servizio di sicurezza del partito.

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