Spesa erotica, la Rai sospende “Detto Fatto” a tempo indeterminato (il video)

Stop a Detto Fatto, dopo l’assurda “spesa erotica” andata in onda due giorni fa. “Un episodio gravissimo, che nulla ha a che vedere con lo spirito del Servizio Pubblico e con la linea editoriale di questa Rai”, ha replicato l’ad di Viale Mazzini, Fabrizio Salini.

“Ovviamente – ha aggiunto – ho avviato un’istruttoria per accertare responsabilità e stiamo facendo valutazioni sul futuro di questo programma”.

L’ad – si apprende – ha quindi deciso di sospendere la trasmissione, in attesa che si studi una programmazione che rispecchi una linea editoriale adeguata al messaggio del servizio pubblico.

 

 

Il “siparietto” sbagliato

Bufera fortissima per un siparietto andato in onda ieri a Detto Fatto, condotto da Bianca Guaccero su Rai2, che spopola sui social, suscitando non poche critiche, in occasione della Giornata sulla violenza sulle donne.

Il video mostra una ragazza, Emily Angelillo,in minigonna di pelle e tacchi alti che spiega come comportarsi al supermercato, sia spingendo il carrello con la giusta postura, che raccogliendo i prodotti dagli scaffali in maniera “intrigante.

“Forse occorrerebbe un tutorial non su come fare la spesa ma su come fare servizio pubblico non calpestando il valore e la storia della Rai”: dice il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’EditoriaAndrea Martella, interpellato al telefono dall’Agenzia Ansa.

A quanto pare è saltata la puntata di oggi di Detto Fatto, mentre la Vigilanza Rai indirizzava una lettera a viale Mazzini,

 

Qui il video contestato

https://www.adnkronos.com/intrattenimento/spettacolo/2020/11/25/detto-fatto-tutorial-sulla-sexy-spesa-bufera_kH87Etl4RKbjDCPDA8mgPK.html

 

Protestano Usigrai e Pd

Proteste dell’Usigrai e del Pd: “Una cosa ignobile. Indegna della #Rai #ServizioPubblico – commenta il segretario Usigrai, Vittorio Di Trapani su Twitter -.  Ma chi pensa e realizza questi spazi ha mai letto il Contratto Di Servizio? Li aiuto io: la Rai è tenuta a usare linguaggi e immagini “rispettosi, non discriminatori e NON STEREOTIPATI nei confronti delle donne” (art.9 e 25)”.

“Assurdo, indegno, offensivo – sottolinea inoltre Valeria Fedeli del Pd -: alla vigilia della #giornatacontrolaviolenzasulledonne ecco l’idea di donna intrisa di stereotipi trasmessa da ⁦@RaiDue⁩ a ⁦@DettoFattoRai2⁩ con ⁦@bianca_guaccero⁩. Altro che programmazione dedicata al contrasto della violenza!”.

“Salini e i dirigenti Rai devono rispondere di quanto accaduto all’opinione pubblica e alle donne. La Rai così non può andare avanti”: così la portavoce della conferenza delle donne democratiche Cecilia D’Elia.

 

Cara Rai, ti scrivo…

In particolare, oggi l’Ufficio di Presidenza della Bicamerale, riunitosi a Palazzo San Macuto, accogliendo una proposta del presidente Alberto Barachini, ha deciso all’unanimità di inviare la missiva ai vertici Rai ricordando le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulle donne, evidenziando quanto previsto dal Contratto di Servizio Rai-Mise, respingendo e condannando con nettezza gli stereotipi usati alla trasmissione di Rai2 sulla donna. In questa occasione è stata anche avanzata l’ipotesi di chiamare in audizione il direttore della rete Ludovico Di Meo

Indagine Rai2. “Gravissimo errore”

 

“Sarà un serio impegno della rete indagare sull’accaduto e sulle responsabilità, e garantire che questo non accada più in futuro: sarebbe contrario allo spirito del programma e ai valori civili della conduttrice, degli autori, e di Rai2″. Lo afferma in una nota il direttore della seconda rete Rai, Ludovico di Meo, dopo quello che è accaduto nella puntata di ieri di ‘Detto Fatto’.

‘Detto fatto” è una trasmissione che ha la sola aspirazione, se possibile, di far divertire – aggiunge Di Meo -. Il programma ieri, è incappato in un gravissimo errore, non certamente voluto, del quale io per primo mi scuso con le telespettatrici e i telespettatori. Nonostante non fosse nelle intenzioni avvalorare stereotipi femminili negativi – che tutti sono d’accordo nel biasimare e condannare – si è sopravvalutata la carica ironica a dispetto di una chiave che è risultata chiaramente offensiva”, conclude il direttore di Rai2.

 

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