Santiago del Cile: oltre un milione in piazza Alamedas, la protesta si allarga

Un autentico tsunami umano di un milione di persone si è abbattuto ieri pomeriggio sulle grandi Alamedas del centro di Santiago del Cile, in occasione della conclusione dell’ottavo giorno di proteste sociali che nessuno si attendeva, così ampie, e che hanno preso a pretesto un minimo aumento del biglietto della metropolitana.
I media cileni e gli organizzatori della manifestazione hanno concordato sulla partecipazione di “oltre un milione di persone”, ossia superiore a quella che 31 anni fa portò il centro sinistra in piazza nella capitale alla vigilia del referendum voluto da Pinochet per cercare di restare al potere.
“Il Cile si è svegliato!”, è lo slogan che hanno ripetuto in piazza giovani, donne, anziani, studenti e lavoratori che tutti i giorni da venerdì scorso hanno riempito Plaza Italia, il luogo prediletto dai cileni per i festeggiamenti.

Le notizie del 24 ottobre

Decine di migliaia di persone si sono riversate ieri pomeriggio nelle strade del centro di Santiago del Cile durante una mobilitazione sociale convocata per due giorni, e  che continuerà anche domani, da una ventina di organizzazioni sociali e sindacati.
Secondo Radio BioBio i manifestanti si sono concentrati in Piazza Italia, mettendosi in cammino verso il quartiere di Santa Rosa.

L’emittente sostiene che si è trattato della più grande dimostrazione organizzata da quando venerdì scorso sono cominciate le proteste per l’aumento del prezzo del biglietto della metro. Per lo più è stata una protesta pacifica, con qualche piccolo incidente con le forze dell’ordine, e poi la gente, dopo la marcia, è tornata alla base di Piazza Italia, dove permaneva in serata ad un’ora dal coprifuoco.

Il presidente chiede perdono: le notizie del 23 ottobre

Il presidente cileno, Sebastián Pinera, “ha chiesto perdono” ieri sera per non aver compreso la drammaticità della situazione sociale esistente in Cile, ed ha annunciato una serie di proposte per “una agenda sociale di unità nazionale”.

In un discorso dal Palazzo della Moneda, Pinera (nella foto in apertura di pafgina) ha detto di “aver ascoltato la gente”, manifestando comunque preoccupazione per l’ordine pubblico e per il ritorno del Paese alla “normalità” dopo i disordini cominciati venerdì per l’aumento del biglietto della metropolitana, che hanno causato 15 morti.

 

Le pensioni più basse del mondo

Il capo dello Stato ha promesso di voler intervenire con dieci misure sociali, molte delle quali riguardanti le pensioni che sono fra le più basse del pianeta. Si interverrà inoltre per ridurre il costo della salute e dei farmaci, aumentare il salario minimo e creare una imposta sulla ricchezza.

 

Le vittime aumentano per le proteste : le notizie precedenti

Il ministro dell’Interno Andrés Chadwick ha confermato il bilancio di sette morti nelle proteste di piazza contro l’aumento delle tariffe, annunciando di avere esteso lo stato di emergenza, in atto da due giorni nella capitale, ad altre città del Paese.

Mentre Santiago vive la sua seconda notte di coprifuoco, il governo fa sapere che finora sono state arrestate 152 persone per violenze, 40 per saccheggi e 70 per gravi aggressioni.

Il presidente Pineira: “Un nemico potente”

Poco dopo ha parlato anche il presidente Sebastian Pinera: “Siamo in guerra contro un nemico potente e implacabile, che non rispetta nulla o nessuno”, ha detto, condannando nuovamente le violenze avvenute durante le proteste di questo fine settimana contro l’aumento delle tariffe.

Piñera, durante un incontro con i media, ha insistito sul carattere “organizzato” delle proteste sottolineando che “unico scopo” dei responsabili “è quello di causare il maggior danno possibile”.

Fiammata di disordini: le notizie del 20 ottobre

Fiammata di disordini in Cile. Tre persone hanno perso la vita nel corso dei disordini improvvisamente scoppiati e determinati da alcuni aumenti.

Lo rende noto la locale Radio Bio Bio. Le morti sono avvenute in un incendio scoppiato in un supermercato saccheggiato nel comune di San Bernardo. I vigili del fuoco hanno trovato due corpi carbonizzati mentre un terzo è morto in ospedale.

In diverse città del paese, supermercati e negozi sono stati saccheggiati, in un clima di caos per le manifestazioni iniziate a Santiago a causa dell’aumento dei prezzi del trasporto pubblico, che intanto è stato sospeso.

Coprifuoco nella capitale

Il generale Javier Iturriaga del Campo, incaricato della sicurezza a Santiago del Cile durante lo stato di emergenza dichiarato dopo le violenze dei giorni scorsi, ha detto che nella capitale cilena e nei dintorni sarà in vigore un coprifuoco dalle 22 alle 7 del mattino.

Lo riferisce la Bbc. L’esercito aiuterà la polizia a pattugliare le strade durante l’emergenza dichiarata per 15 giorni, durante i quali le autorità potranno limitare la libertà di movimento e di riunione. Eventi culturali e sportivi sono stati cancellati e i negozi ieri sono rimasti chiusi, come pure l’intera rete di trasporto sotterraneo.

 

Centinaia di soldati presidiano le strade

Centinaia di soldati stanno presidiando le strade di Santiago, per la prima volta dal 1990, quando il Cile tornò alla democrazia dopo la dittatura di Augusto Pinochet. E nonostante le misure le proteste continuano.

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