Signore e signori, è tornata l’ora solare, forse per l’ultima volta

Lancette indietro e si è dormito un’ora in più. Come ogni anno a fine ottobre le lancette degli orologi si spostano indietro di un’ora e l’orario torna a essere quello previsto dal meridiano del fuso orario di riferimento. Nel 2019 il giorno del ripristino dell’ora solare sarà domenica 27 ottobre.

Alle 3 della notte tra sabato 26 e domenica 27, infatti, le tre sono diventate le due.

La decisione europea

Da quel giorno, inevitabilmente, si avranno più ore di luce al mattino mentre farà buio prima la sera. L’ora solare resterà in vigore fino a domenica 29 marzo 2020, quando tornerà l’ora legale per l’estate.

 

Potrebbe essere l’ultimo anno

Ma potrebbe trattarsi dell’ultimo anno di ora solare e legale. A fine agosto 2018, infatti, la Commissione europea aveva infatti lanciato l’idea di abolire il cambio dell’ora due volte l’anno in seguito alla consultazione con diversi milioni di cittadini europei.

Scelta entro aprile 2020

Alla fine si era deciso di lasciare libertà di manovra agli Stati, che potranno scegliere autonomamente se continuerà con le “due ore” o se portare avanti soltanto un orario.

L’Italia ha tempo fino ad aprile del 2020 per effettuare la propria scelta.

I problemi del cambio

Il passaggio dall’ora solare all’ora legale e viceversa può avere una serie di effetti collaterali sul benessere delle persone: stanchezza, irritabilità, perdita di concentrazione. “Molti fanno fatica ad abituarsi rapidamente al cambio d’ora: sono gli italiani ‘lepri’ (31% della popolazione secondo una recente ricerca), coloro che si svegliano presto e che più facilmente cadranno nel tranello del risveglio anticipato, crollando poi la sera troppo presto rispetto al dovuto”, spiega Vincenza Castronovo, psicologa e psicoterapeuta esperta in medicina del sonno presso il Centro di Medicina del sonno dell’ospedale San Raffaele di Milano.

L’orologio biologico

“A risentire meno saranno senza dubbio le persone che appartengono alla categoria degli ‘zombie’ (persone che tendono a posticipare il momento di andare a letto), pari al 45% degli italiani”, aggiunge l’esperta. “Sebbene lo spostamento delle lancette sia soltanto di un’ora e quindi si tratti apparentemente di un cambiamento minimo, di fatto, il fisico delle persone impiega alcuni giorni a questo adattamento, mediamente una settimana. Esiste infatti il cosiddetto orologio biologico, legato ai ritmi circadiani, ed è naturale avere delle difficoltà quando avvengono cambiamenti improvvisi come quelli provocati dal cambio dell’ora”.

Come intervenire

“Tra i sintomi o malesseri più comuni causati dal cambio dell’ora”, prosegue l’esperta, “c’è anche la perdita di concentrazione e produttività sul posto di lavoro, la nausea e l’inappetenza. Il suggerimento è quello di cominciare qualche giorno prima a posticipare di qualche decina di minuti gli orari dei pasti come quelli dell’andare a dormire. Nei giorni successivi allo spostamento delle lancette dell’orologio, il consiglio è quello di fare movimento nella seconda parte della giornata e di prolungare l’esposizione alla luce (che sarà rigorosamente artificiale) per mandare al corpo il segnale che è ancora presto per andare a coricarsi. Se infatti – conclude – si potrebbe essere tentati dalle giornate che si sono accorciate ad andare a letto prima, è bene non farlo. Il risultato potrebbe essere un risveglio troppo anticipato la mattina seguente”.

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