Bologna jazz festival oggi al via: 34 concerti con la musica afro-americana

La grande storia e le tendenze più innovative: con questo “menu” torna il Bologna Jazz Festival, la più importante kermesse autunnale in Italia dedicata ai protagonisti della musica di origine afroamericana.

Fino al 19 novembre

Quest’anno, accompagnati dalla grafica disegnata appositamente da Lorenzo Mattotti, uno dei più importanti illustratori europei, dal 26 ottobre al 19 novembre, si alterneranno 34 concerti con piccoli gruppi e orchestre, giovani italiani e considate star americane, profeti dell’elettronica e testimonial della tradizione.

 

A Bologna, Ferrara, Modena e non solo

Tutto ciò in teatri, club, cantine, aule didattiche di Bologna, ma anche Ferrara, Modena e altre località dell’area metropolitana.
In arrivo formazioni di prim’ordine come il sestetto co-diretto da Chick Corea e Steve Gadd (nella foto in apertural, 7 novembre teatro Manzoni, Bologna), i 4 by Monk by 4 (ovvero l’olimpo del pianismo jazz: Kenny Barron (nella foto qui sopra), Dado Moroni, Danny Grissett e Cyrus Chestnut, 14 novembre teatro Duse, Bologna) e poi Lee Konitz (2 novembre Unipol Auditorium, Bologna), che al Bologna Jazz Festival celebrerà i suoi 90 anni, 75 dei quali passati da protagonista sui palcoscenici di tutto il mondo.

Altri big della musica improvvisata si metteranno invece in gioco dialogando con i più arditi stili contemporanei: Enrico Rava e Giovanni Guidi condivideranno il palco con il guru dell’elettronica Matthew Herbert (27 ottobre, teatro Celebrazioni, Bologna), mentre la nuova formazione di Steve Lehman è un inno all’interazione tra linguaggi (jazz, hip hop, elettronica) e porterà sul palco una formazione completata da un gruppo di rappers (30 ottobre, Unipol Auditorium, Bologna).

 

Un tocco in più di classicità
E poi ancora Barry Harris in trio (6 novembre, Cantina Bentivoglio, Bologna), Ralph Towner in solo (11 novembre Torrione, Ferrara) e la all stars Smalls Live (9 novembre Cantina Bentivoglio, Bologna) porteranno un ulteriore tocco di classicità nel cartellone del BJF 2017, mentre un ponte verso sonorità moderne e sofisticate sarà gettato da Paolo Fresu col suo Devil Quartet (26 ottobre, Cento), Uri Caine in solo (29 ottobre Cantina Bentivoglio, Bologna), Tim Berne coi suoi Snakeoil (3 novembre Torrione, Ferrara), Miguel Zenón (18 novembre Torrione, Ferrara) e gruppi statunitensi come i BassDrumBone (28 ottobre Torrione, Ferrara) e il Claudia Quintet (31 ottobre Torrione, Ferrara).

Anche contaminazioni jazz rock

Le contaminazioni jazz rock di Brian Auger (1 novembre Bravo Caffè, Bologna) e gli Yellowjackets (15 novembre Bravo Caffè, Bologna) promettono ulteriori emozioni a piede libero.

Tanti workshop per coinvolgere ragazze e ragazzi

Un aspetto molto importante del festival è poi quello didattico, che coinvolge centinaia di ragazzi in workshop tenuti da interessanti compositori della scena contemporanea. Gli stessi artisti del BJF, come Steve Lehman e Chick Corea, saranno impegnati in incontri con gli studenti nelle aule del Conservatorio e del Liceo musicale. Quindi masterclass col pianista Barry Harris e seminari che poi sfoceranno in saggi e concerti con piccoli gruppi e grandi orchestre. E ancora, in collaborazione col festival di fumetto BilBOlBul, una sezione didattica vedrà fondersi gli universi espressivi della musica e del disegno, con il coinvolgimento del Liceo artistico e dell’Accademia di belle arti.
Nel Museo della musica (strada Maggiore) i pomeriggi saranno dedicati agli approfondimenti teorici sui grandi del jazz, con sessioni di studiosi che terranno conferenze su artisti come Max Roach e Dizzy Gillespie, Thelonious e Monk e Otis Redding.
E poi diffusione di musica jazz su speciali autobus di linea, dj’s set nei punti più frequentati della città, feste e jam session dopo la mezzanotte nei club, per una full immersione in uno degli appuntamenti più attesi dagli appassionati di musica, non solo a Bologna e dintorni.

Tutte le altre informazioni sul sito www.bolognajazzfestival.com

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