Bologna, imprenditore lascia 70 milioni a due enti religiosi: “Usateli per i disagiati”

Un’eredità da 70 milioni per l’opera Padre Marella di Bologna e i frati predicatori del Centro San Domenico. A lasciare loro la maggior parte dei suoi averi è stato un imprenditore emiliano, Gino Stefanelli, morto a 88 anni lo scorso 3 ottobre.

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Terreni e un’azienda faunistica

Per quanto riguarda l’opera Padre Marella “Città dei ragazzi” – dispone il testamento redatto il 14 settembre 2013 e modificato fino al 25 aprile scorso nello studio del notaio Giacomo Zerbini -, i beni comprendono tra gli altri terreni agricoli, fabbricati civili e agricoli che si trovano in una località dell’Appennino, Monterenzio, e a Conselice. Ne fanno parte, riporta il Resto del Carlino, c’è l’azienda faunistico-venatoria Le lagune e i beni sono vincolati al sostegno alle persone disagiate.

Una società con 11 dipendenti

Ai domenicani è andata invece la Colombo immobiliare che controlla le proprietà bolognesi. Anche in questo caso ci sono ci sono vincoli, ma non è ancora tutto perché i due enti religiosi ereditano anche una società in attivo e con 11 dipendenti che ora attendono di sapere che ne sarà dell’azienda, al momento priva di consiglio d’amministrazione dato che Stefanelli era l’amministratore unico.

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