Lavoro agile: una legge per chi opera da casa, diritti e doveri come in ufficio

È una norma studiata per “incrementare la produttività e la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro”, quella contenuta disegno di legge collegato alla manovra di stabilità sul lavoro agile. Espressione, quest’ultima, che si riferisce ai dipendenti – non liberi professionisti né collaboratori – che lavorano fuori dall’azienda, soprattutto da casa, ma anche in hub esterni e coworking. In Italia, questa modalità di lavoro è già applicata da diverse realtà, a iniziare da Vodafone che nel 2014 l’ha applicata a 2.300 dipendenti una volta la settimana, e viene utilizzata sia da uomini che da donne in una percentuale paritaria, al 50% ciascuno.

Nessuna differenza tra tempi determinati e indeterminati

Ora arrivano le regole, contenute in 9 articoli redatti da Maurizio Del Conte per conto del governo. Il lavoro agile – traduzione di smart working – si applica a qualsiasi livello aziendale, segretario, impiegato o manager che si sia e non c’è differenza tra contratto a tempo determinato o indeterminato. Inoltre il provvedimento comprende diritti, privacy, infortuni e retribuzione andando a regolare l’utilizzo degli strumenti tecnologici del datore di lavoro al di fuori della sede dell’azienda, oltre alle possibilità di telecontrollo per il lavoratore che non va in ufficio tutti i giorni.

C’è la copertura infortuni anche se si lavora in coworking

Tra i vari punti, sono compresi anche la retribuzione, che non può essere inferiore per il lavoro agile, il beneficio di incentivi fiscali da parte dell’azienda e la pausa dall’orario dei lavoro. Per quanto riguarda gli infortuni, la copertura deriva da un accordo con l’Inail esteso anche al periodo per raggiungere il luogo di coworking e per ritornare a casa.

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