Svolta alla Consulta: non punibile il suicidio assistito

La Consulta apre al suicidio assistito. È arrivata nella serata di ieri l’importante decisione dei giudici della Suprema Corte sulla compatibilità con la Costituzione dell’articolo 580 del codice penale che punisce l’aiuto e l’istigazione al suicidio con la reclusione fino a 12 anni.

È lecito, quindi, l’aiuto al suicidio nei casi come quello del Dj Fabo. Si tratta di una svolta importante per l’Italia, che in un anno non è riuscita a legiiferare in materia e ha dovuto attendere la sentenza della Corte costituzionale.

Non punibile ai senso dell’articolo 580

La Corte Costituzionale ha ritenuto non punibile ai sensi dell’articolo 580 del codice penale, a determinate condizioni, “chi agevola l’esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di un paziente tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche e psicologiche che egli reputa intollerabili ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli”.

 

Indispensabile l’intervento del legislatore

In attesa di un “indispensabile intervento del legislatore”, la Corte Costituzionale ha “subordinato la non punibilità al rispetto delle modalità previste dalla normativa sul consenso informato, sulle cure palliative e sulla sedazione profonda continua (articoli 1 e 2 della legge 219/2017) e alla verifica sia delle condizioni richieste che delle modalità di esecuzione da parte di una struttura pubblica del Ssn, sentito il parere del comitato etico territorialmente competente”.

Nel comunicato della Consulta la Corte costituzionale ha previsto “specifiche condizioni e modalità procedimentali”, perchè l’aiuto al suicidio rientri nelle ipotesi non punibili, “per evitare rischi di abuso nei confronti di persone specialmente vulnerabili, come già sottolineato nell’ordinanza 207 del 2018”.

 

La sentenza attesa per un anno

La Corte Costituzionale sta per decidere sulla punibilità dell’aiuto al suicidio: nella serata di oggi, martedì 24 settembre, in udienza pubblica, i “giudici delle leggi” potrebbero esprimersi sugli atti trasmessi dalla Corte d’assise di Milano, nell’ambito del processo sul suicidio assistito di Dj Fabo, che vede imputato l’esponente radicale Marco Cappato (nella foto in basso). La sentenza, al più tardi, è attesa per domani, 25 settembre.

Il primo rinvio un anno fa

È la seconda udienza che si svolge a Palazzo della Consulta su questo stesso caso: nell’ottobre 2018, la Corte rinviò il suo verdetto al 24 settembre 2019, per consentire un eventuale intervento da parte del Parlamento, che, finora non c’è stato.

Sotto la lente dei giudici costituzionali, i dubbi di legittimità sollevati sull’articolo 580 del codice penale, che punisce “l’istigazione o aiuto al suicidio”.

I rilievi avanzati l’anno scorso dalla Consulta

Lo scorso anno, Palazzo della Consulta scelse di non limitarsi a fare un monito al legislatore sul tanto dibattuto tema: con la sua ordinanza del 24 ottobre 2018 la Corte rilevò che “l’attuale assetto normativo” sul fine vita “lascia prive di adeguata tutela determinate situazioni costituzionalmente meritevoli di protezione e da bilanciare con altri beni costituzionalmente rilevanti”.

È evidente che le forze politiche hanno preferito lasciare la decisione finale alla Corte costituzionale, cosa che sta per accadere.

 

I medici cattolici: “Faremo obiezione”

Ancora prima della sentenza è arrivato lo stop dei medici cattolici.  Il vicepresidente dell’Associazione medici cattolici italiani (Amci), Giuseppe Battimelli, annuncia all’Agenzia Ansa quale sarà la risposta dei camici bianchi iscritti all’associazione ad un’eventuale legge sulla materia.

“Almeno 4.000 medici cattolici sono pronti a fare obiezione di coscienza nel caso in cui, a seguito della pronuncia della Consulta, il Parlamento italiano legiferasse a favore del suicidio medicalmente assistito”.

Ma “la grande maggioranza dei medici italiani – afferma Battimelli – è sulla nostra posizione”.

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto