Lanciano: arrestati 3 romeni, il capo è un pugliese ancora in fuga

Sono scattati i primi tre arresti per la vicenda della rapina stile “Arancia meccanica” ai coniugi Martelli a Lanciano: in manette sono finiti tre romeni, che stavano per partire con l’auto usata per l’assalto alla villa di Carlo Martelli e Niva Bazzan. Avevano addosso circa 3.400 euro. Uno di loro è già dentro il commissariato.

La Golf nera sequestrata ad uno dei malviventi è stata bloccata dai carabinieri dopo un inseguimento conclusosi in località Costa di Chieti dove è stata intercettata e speronata sulla fiancata del lato guidatore.

Una testimonianza fondamentale

La svolta nella serata di ieri quando è stata registrata una testimonianza fondamentale. Quella di un uomo che è stato vittima della banda nei mesi scorsi. ”Anche se ho visto solo occhi dietro un cappuccio e voci, tutto combacia: il capo forse è un pugliese, e gli altri sono dell’Est Europa”.

Il commerciante Massimiliano Delle Vigne ha ricordato il pestaggio subito nella sua villa a Santa Maria Imbaro, alle porte di Lanciano. Brutali analogie con l’assalto fatto a Carlo Martelli e sua moglie Niva Bazzan, mutilata all’orecchio destro.

Operazione ancora in corso

Una massiccia operazione è in corso da parte dei carabinieri e della polizia di Lanciano per arrestare altri malviventi coinvolti nella rapina. Decine di uomini hanno circondato una palazzina in corso Roma nel cuore di Lanciano dove abita una famiglia di romeni che potrebbe avere un coinvolgimento nella vicenda. Gli sviluppi dell’indagine sono stati accelerati in nottata a seguito di alcuni riscontri investigativi. Al momento non si conosce se il numero dei banditi coinvolti nella violenta rapina ai danni dei coniugi Martelli sia superiore alle quattro persone che le stesse vittime hanno visto entrare in casa.

 

 

Dal 25 settembre vicini a una svolta

È vicina la svolta nelle indagini per la violenta rapina ai danni dei coniugi Carlo Martelli e Niva Bazzan, picchiati nella loro villa a Serre di Lanciano (Chieti). Per quanto nascosti da cappucci, i volti di due rapinatori, secondo fonti locali, sarebbero stati identificati grazie alle telecamere di una banca. Qui e in altri istituti tre malviventi sono andati a prelevare 2.000 euro con carte di credito delle vittime, mentre gli altri componenti della banda sorvegliavano la coppia.

Il racconto della donna

“È stato il più cattivo dei quattro a tagliarmi l’orecchio”, ha detto Niva Bazzan, “quello che parlava bene l’italiano, non ha avuto nessuna pietà, era molto arrabbiato, continuava a chiedere della cassaforte, diceva che loro sapevano tutto di noi. Vi uccido, vi uccido, continuava a dire. In mano aveva un coltello affilatissimo con la lama a mezzaluna e il manico di legno. Lo ricordo bene, purtroppo”.

“Non ci volevo credere”

“Io non ci volevo credere”, ha aggiunto la donna, che ha 70 anni, “dentro di me pensavo: questo è un film e noi ci siamo dentro, qui va a finire che ci ammazzano. Più che rabbia, però, provavo dispiacere, sia per noi che per i quattro della banda, non riuscivo a spiegarmi perché tanta violenza inutile. Al momento del taglio però non mi sono accorta di niente, non ho provato dolore, soltanto dopo quando ho visto il sangue ho capito”. A valle dalla terribile esperienza, Niva Bazzan dice però di non provare rabbia, ma “dispiacere” per i suoi aggressori.

Al vaglio il modus operandi

Tornando alle indagini, il magro bottino e il modus operandi (usare le carte di credito) ha suscitato non pochi dubbi tra gli investigatori. La polizia ha visionato decine di filmati di telecamere pubbliche e private presenti a Lanciano per avere altri indizi sugli autori dell’efferata rapina. Per prelevare il denaro, i rapinatori hanno usato un’altra auto della famiglia, una Yaris. Gli agenti si sono da subito concentrati sui prelievi effettuati in alcune banche della zona con due carte di credito di Martelli di cui l’uomo ha fornito i codici pin ai banditi. Una “atipicità”, questa delle carte di credito, secondo il questore di Chieti, “che non rientra nei canoni della malavita”.

I casi precedenti

La banda non sarebbe dunque nuova a questi episodi: sei le rapine violente realizzate in tutta la provincia. Un titolare di un’agenzia di pratiche auto, oltre a essere stato rapinato di 600 euro, è stato massacrato di botte, mentre a un tabaccaio è stato amputato un dito.

Il chirurgo: “Credevo che avrebbero ucciso tutti e due”, le notizie del 24 settembre 2018

“Ero convinto che ci avrebbero ammazzato tutti e due perché ormai, con il sequestro, la violenza…ero certo che sarebbe successo il peggio”: ha parlato al Tg1 Carlo Martelli, il chirurgo di 69 anni aggredito insieme alla moglie, Niva Bazzan, nella sua villa a Lanciano (Chieti).

“Sono stato sbattuto a terra e poi legato mani e piedi, tipo incaprettatura. Nel frattempo mia moglie è stata presa e l’hanno legata. Uno solo parlava e diceva: “O ci dite dov’è la cassaforte o taglio sua moglie a pezzetti”.

Caccia ai 4 banditi

Caccia a quattro malviventi che la notte scorsa si sono accaniti contro il chirurgo Carlo Martelli, presidente della Anffas Onlus locale, e la moglie Niva Bazzan, aggrediti e legati intorno alle 4 del mattino nella loro abitazione in località Villa Carminiello a Lanciano. Alla donna è stato tagliato il lobo di un orecchio.

Si ipotizza, secondo le prime informazioni, anche la presenza di un quinto bandito che forse fungeva da palo. I feriti sono sottoposti a cure all’ospedale di Lanciano.

Si tenta di ricucire il lobo

La donna è in chirurgia dove si sta verificando la possibilità di ricucire il lobo dell’orecchio tagliatole dai malviventi.

Il marito ha riportato un trauma cranico facciale per i numerosi pugni ricevuti ed è sotto osservazione all’unità multiservizio del nosocomio lancianese. Dalla prima testimonianza resa dalle vittime, il lobo dell’orecchio destro della donna sarebbe stato mozzato con una specie di piccola roncola con il manico di legno che i banditi avrebbero trovato nella taverna sottostante l’abitazione. I quattro sono fuggiti a bordo dell’auto del medico, una Fiat Sedici grigio metallizzata.

 

I rapinatori cercavano la cassaforte

Ma sarebbe stata proprio la mancanza della cassaforte a far scattare la violenza contro la padrona di casa che ha subito il taglio del lobo dell’orecchio destro. I banditi, secondo le prime ipotesi investigative, sarebbero entrati da una grata, una sorta di boccaporto, calandosi da lì e finendo nella taverna sottostante la casa da dove poi hanno avuto facile accesso alle stanze superiori.

I coniugi sono stati tenuti in ostaggio per due ore durante le quali uno di loro, e non due, come appreso precedentemente, sarebbe rimasto con Martelli e la moglie, mentre gli altri tre, con l’auto della donna, una Nissan Yaris bianca, si sono recati a una filiale Bnl per prelevare dopo essersi fatti consegnare le carte di credito, poi restituite. Sul posto la Polizia e gli uomini della scientifica di Ancona.

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto