Fontana: “Niente da nascondere nei miei conti”

“Nelle dichiarazioni richieste dalle norme sulla trasparenza sono riportati nel dettaglio i miei patrimoni, non vi è nulla di nascosto e non vi è nulla su cui basare falsi scoop mediatici”: il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, esce allo scoperto sulla sua pagina Facebook dopo l’iscrizione nel registro degli indagati per la vicenda dell’affidamento alla società del cognato di una fornitura di camici per 500.000 euro.

 

 

“Emotivamente coinvolto…”

“Sono emotivamente coinvolto dall’abbraccio di solidarietà e di stima che mi avete manifestato per tutto il giorno. Centinaia di telefonate, migliaia di messaggi mi hanno supportato in queste ore in cui anche manifeste maldicenze hanno avuto facile vetrina”, aggiunge Fontana. “Adesso qualche ora di riposo, da domani si riprende come sempre il lavoro alla guida della Regione più bella del mondo”.

 

 

I camici della Regione Lombardia

Il fascicolo sulla fornitura dei camici in Lombardia è stato aperto sulla base di una segnalazione di operazioni sospette trasmesso alla procura di Milano dal nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza: lo ha spiegato il procuratore aggiunto di Milano, Maurizio Romanelli, che coordina le indagini assieme ai pm Furno, Scalas e Filippini, riferendosi alla segnalazione fatta dalla Unione Fiduciaria di un bonifico poi bloccato di 250.000 euro da parte del governatore della Lombardia Attilio Fontana alla Dama spa, società del cognato, con la causale che si riferiva ai camici.

Romanelli ha confermato che il governatore è indagato solo per frode in pubblica fornitura.

 

Il governatore indagato a Milano

Il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, è indagato nell’inchiesta aperta dalla procura di Milano sulla fornitura di 75.000 camici del valore di mezzo milione di euro affidata da Aria, la centrale acquisti della Regione, alla Dama, la società del cognato di Fontana, Andrea Dini, a quanto apprende l’Adnkronos.

 

 

Nell’inchiesta risultano già indagati con l’accusa di turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente Dini e il direttore generale uscente di Aria Filippo Bongiovanni, sentiti ieri in procura.
“L’ho saputo dalla stampa…”

“Ho appreso con voi di essere stato iscritto nel registro degli indagati. Duole conoscere questo evento, con le sue ripercussioni umane, da fonti di stampa. Sono certo dell’operato della Regione Lombardia che rappresento con responsabilità”: così il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, commenta, in un post pubblicato su Facebook, la notizia dell’indagine a suo carico nell’inchiesta aperta dalla procura di Milano.

 

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto