Dermatite da contatto: “Guanti e pelle coperta per proteggersi”

La dermatite da contatto è una delle patologie dermatologiche più comuni. In pratica, la “risposta” della pelle al contatto con determinate sostanze. Quali? E come si può curare e, meglio ancora, prevenire? “Prima di rispondere a questa domanda è bene fare una distinzione”, afferma Santo Raffaele Mercuri (nella foto sotto), primario di Dermatologia IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano. “Esistono infatti due forme di questa patologia, che hanno meccanismi di azione ben diversi: la dermatite da contatto irritativa (DIC) e la dermatite da contatto allergica (DAC)”.

Come si manifesta

La dermatite da contatto irritativa (DIC) è un’infiammazione della pelle improvvisa, che di solito si manifesta al primo contatto con la sostanza irritante: “Può essere causata dal contatto con sostanze chimiche (acide, alcaline, caustiche, anche di uso comune) o ambientali (per esempio, le sostanze rilasciate da alcune piante). La manifestazione è caratterizzata da rossore nella parte di cute che è venuta in diretto contatto con la sostanza irritante e dalla formazione di vescicole piene di liquido, che scoppiando formano delle crosticine. La sensazione è quella di bruciore e prurito, più o meno intenso”.

Il fattore predisposizione

Mentre la dermatite da contatto irritativa può colpire tutti, indistintamente, seppur con qualche differenza a seconda della sensibilità della pelle, la dermatite da contatto allergica colpisce chi ha una predisposizione a questo tipo di disturbo: “A essere coinvolto è il sistema immunitario, che si attiva al contatto di particolari sostanze, chiamate allergeni”, spiega lo specialista. “Tra gli allergeni chimici più comuni ci sono alcuni metalli (nichel, cobalto), coloranti (tinture per capelli), e varie altre sostanze contenute in prodotti cosmetici. Tra gli allergeni ambientali si annoverano oli ed essenze di piante e fiori”.

Il sistema immunitario

La manifestazione cutanea è pressappoco la stessa: la pelle si arrossa, si formano vescicole piene di liquido, che poi si trasformano in crosticine, si avverte bruciore e prurito. “Ci sono però alcune differenze”, sottolinea il professor Mercuri. “Nel caso di dermatite allergica, la reazione si ha, in genere, non al primo, ma al secondo contatto con la sostanza allergizzante (nel frattempo, il sistema immunitario si attiva e produce gli anticorpi). La manifestazione cutanea compare in genere dopo 24-48 ore e può interessare anche la cute che non è entrata in diretto contatto con l’allergene”.

La diagnosi

Generalmente basta una visita dermatologica per individuare di che tipo di dermatite si tratta: “In caso di dubbio, si esegue un patch test, o test del cerotto, tramite il quale si possono identificare le sostanze allergizzanti applicando sulla cute delle tracce di allergeni purificate”, spiega l’esperto. “Se la dermatite è di tipo irritativo, il risultato sarà negativo”.

Le terapie

Come si curano e come si prevengono i due tipi di dermatite? “Per la dermatite irritativa, il dermatologo di solito prescrive creme lenitive a base di ossido di zinco e, nei casi più acuti, creme cortisoniche”, dice il professor Arcuri. “La prevenzione consiste nell’evitare il contatto con sostanze potenzialmente irritanti attraverso semplici precauzioni, come l’indossare i guanti quando si utilizzano detergenti aggressivi per le pulizie di casa o quando si pratica giardinaggio, utilizzare indumenti coprenti quando ci si inoltra in boschi”.

L’importanza dell’idratazione

“Per la dermatite allergica”, conclude il medico, “vengono prescritti antistaminici e cortisonici. Anche in questo caso, la raccomandazione è di evitare il contatto con gli allergeni una volta che si siano individuati. È bene evitare inoltre che la pelle sia secca: no ai lavaggi troppo frequenti e sì all’idratazione con creme delicate e che non contengano profumo”.

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