Diritto d’autore: l’Europa cambia le regole, sconfitti i giganti del web

Con 348 voti a favore, 274 contrari e 36 astenuti, il Parlamento europeo ha messo l’ultimo sigillo su una delle più reclamate e al tempo stesso contestate leggi europee degli ultimi 20 anni: la riforma del diritto d’autore sul mercato unico digitale dell’Unione europea che consentirà ai creatori di cultura ed editori di notizie di negoziare con i giganti del web (da Google a You Tube a Facebook) una migliore tutela delle loro opere e un equo compenso del loro lavoro.

Toni da tifoseria di entrambi gli schieramenti

L’approvazione della nuova direttiva è stata accolta con toni da tifoseria da parte di sostenitori e detrattori, che sempre hanno accompagnato questi tre anni di negoziati tra la Commissione Ue, l’Europarlamento e gli Stati membri, protagonisti di una campagna di lobbyng agguerritissima.

Cinque milioni le firme raccolte contro ogni tentativo di “imbavagliare” Internet, ma anche colpi bassi e vere proprie minacce come quelle indirizzate al deputato relatore della riforma, il tedesco Alex Voss, e a singoli parlamentari, messi in guardia negli ultimi giorni dal votare a favore.

L’alleanza dei giganti del web

L’alleanza “innaturale” tra i giganti del web, restii a pagare per i contenuti d’autore diffusi sulle piattaforme, e chi ritiene che la libertà della Rete sia un principio inviolabile, non è bastata a bloccare la riforma.

Ad esultare è il presidente degli editori di giornali europei dell’Enpa, Carlo Perrone (nella foto qui sotto), che parla di ”una grande vittoria per la stampa in Italia!” e di ”un voto storico per l’anima e la cultura dell’Europa”.

Entusiasta Carlo Perrone

Per Perrone, la riforma ”sarà essenziale per il futuro degli editori di stampa e il giornalismo professionista” e  ”gli utenti del web si vedono ora garantito un internet democratico e pluralista”.

Anche per Ricardo Franco Levi, presidente dell’Associazione Italiana Editori, oggi è ”una grande giornata per la cultura e per l’Europa”.

La contrarietà di Google

Di avviso contrario Google secondo la quale, nonostante i miglioramenti, la  direttiva sul copyright ”porterà comunque ad incertezza giuridica e impatterà sulle economie creative e digitali dell’Europa”. Google, insieme a Facebook e a You Tube, è una delle piattaforme on line su cui le nuove regole avranno l’impatto maggiore, perchè sara’ ritenuta responsabile dei contenuti caricati dagli utenti e dovrà quindi condividere una parte dei ricavi con musicisti, artisti, compositori, editori di notizie, scrittori e giornalisti. Google per ora incassa la sconfitta, ma si prepara a nuovi lunghi negoziati per limitare i danni, prima dell’entrata in vigore della nuova legge, due anni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale della Ue: ”I dettagli contano e restiamo in attesa di lavorare con politici, editori, creatori e titolari dei diritti mentre gli Stati membri dell’Ue si muovono per implementare queste nuove regole”, dichiara il colosso digitale, pensando ai margini di manovra che potrà conquistare nelle trattative bilaterali con i singoli paesi.

 

Wikipedia scontenta, ma non è stata penalizzata

Da parte sua, Wikipedia, che torna in chiaro dopo l’oscuramento per protesta messo in atto alla vigilia del voto, non nasconde la propria delusione per il voto favorevole e denuncia ”un risultato che era segnato”. Wikipedia, peraltro, è esclusa dagli obblighi della nuova legge, che consente il caricamento libero di scritti su enciclopedie online con finalità non commerciali o su piattaforme sofware open source, come nel caso di GitHub.

La riforma consente anche la condivisione su Rete di frammenti di articoli di attualità (snippet) purchè la citazione  sia ”molto breve” e libera dall’obbligo del diritto d’autore i contenuti realizzati per l’insegnamento e la ricerca scientifica.

 

Norme più leggere per le piattaformne più piccole

 

Per le start up e le piattaforme digitali più piccole sono previste norme più leggere e deroghe, mentre viene consentito il caricamento di opere protette per citazioni, parodie, caricature o “pastiche” garantendo che “meme” e Gif continuino ad essere disponibili e condivisibili via on line.

”La nuova direttiva mette fine all’attuale far-west digitale”: è la conclusione soddisfatta di Antonio Tajani, il presidente dell’Europarlamento.

Gli schieramenti italiani

Tra i parlamentari contrari alla nuova legge, anche  le delegazioni di Lega e Cinque stelle. Nello schieramento dei favorevoli invece i deputati di Forza Italia e del Partito Democratico.

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