Virus: a Napoli scuole chiuse fino a sabato, ma “per fare le pulizie”

Scuole chiuse a Napoli fino a sabato per “effettuare azioni straordinarie di pulizia”. Lo ha annunciato all’Agenzia Ansa il sindaco, Luigi de Magistris.

“Non c’è da avere paura o panico. Questa massiccia attività di igienizzazione e sanificazione è un modo per alzare ancora di più la sicurezza e la serenità nel nostro territorio”, ha spiegato.

 

La risposta delle Marche al governo

“Il governo impugna la nostra decisione di chiudere le scuole? Sarà l’occasione per vedere chi ha fatto bene, noi o il governo che si oppone. Io non faccio alcun passo indietro, anzi l’impugnazione sarà utile per tutti, per la salute dei marchigiani e aiuterà il governo a tenere comportamenti più coerenti”: così il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, che ieri ha stabilito chiusura delle scuole intervistato a Circo Massimo, su Radio Capital, ha risposto alla decisione di impugnare la chiusura delle scuole marchigisane.

4 minori contagiati nella zona di Codogno

Quattro minori risultano contagiati dal coronavirus in Lombardia. Si tratta di una bambina di 4 anni, due di 10 e un quindicenne. “Due sono stati dimessi e due sono in ospedale ma stanno bene. Tutti provengono dalla zona di Codogno”, ha detto all’Adnkronos Salute Giulio Gallera, assessore al Welfare di Regione Lombardia.

Undici le vittime, anche i contagiati del Tirolo sono due turisti di Bergamo

Sono sinora 11 le vittime accertate per il coronavirus in Italia. Le ultime quattro vittime sono un uomo di 84 anni di Nembro, in provincia di Bergamo, uno di 91 anno di San Fiorano, una donna di 83 anni di Codogno, entrambi in provincia di Lodi e una donna di 76 anni che era stata ricoverata in rianimazione a Treviso per complicanze respiratorie.

Secondo quanto riferito dal commissario straordinario Angelo Borrelli nel corso della conferenza stampa alla protezione civile, sono 322 i contagiati in Italia, di cui tre in Sicilia. C’è il primo caso di coronavirus a Barcellona: una donna italiana di 36 anni residente in Spagna. Era appena rientrata da un viaggio in Italia tra Bergamo e Milano.

 

I contagiati di Innsbruck venivano da Bergamo

Ancora Bergamo protagonista in negativo: sono due italiani provenienti da Bergamo i contagiati registrati in Tirolo. Lo si apprende da fonti informate. Secondo diversi media, l’albergo di Innsbruck, dove lavora la donna, è stato messo in isolamento. La coppia, attualmente in quarantena in un ospedale di Innsbruck, era arrivata in Tirolo in auto la settimana scorsa.

 

Il virus fa più danni con gli anziani

“In Italia c’è una popolazione anziana e si spiegano così i tassi di mortalità del 2-3%. Gli anziani sono più fragili, lo vediamo con l’influenza. Da quest’ultima possiamo proteggerli con il vaccino; non essendoci il vaccino per il Coronavirus c’è la mortalità. L’unica maniera per proteggerli è circoscrivere i focolai come si sta facendo”: ha detto Giovanni Rezza, direttore del dipartimento malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità in conferenza stampa alla Protezione civile.

La svolta di Conte sulle scuole del 25 febbraio

Svolta del premier Conte nella gestione della crisi da Coronavirus. Nelle zone che non sono focolaio del virus “non si giustifica la chiusura delle attività scolastiche”: ha detto Conte alla Protezione Civile sottolineando che l’Italia è stata divisa in 3 zone: quelle focolaio, dove valgono le misure restrittive varate, un secondo livello “che si estende alle aree circostanti che presentano episodi da contagio indiretto” e un terzo livello che riguarda il resto d’Italia. E qui “sicuramente non ha ragione di esistere la sospensione di attività scolastiche”

“L’Italia, grazie al suo sistema sanitario d’eccellenza e ad una politica sanitaria di massima tutela e rigore, può mandare i suoi cittadini in giro tranquillamente”, ha aggiunto il premier, sottolineando che questo è “il messaggio che vogliamo mandare all’Unione Europea e al mondo”.

“Sarebbe ingiusto che arrivassero limitazioni da parte di Stati esteri. Non lo possiamo accettare. I nostro concittadini possono partire sicuri, per loro e per gli altri”. Lo ha detto il premier Conte alla Protezione Civile.

 

Stop alle gite scolastiche

Gite scolastiche, sia i viaggi di istruzione sia le uscite o i progetti di scambio e gemellaggio, sospesi fino al 15 marzo per le scuole “di ogni ordine e grado”. Lo prevede il dpcm attuativo del decreto sul Coronavirus firmato ieri sera che coordina le varie ordinanze degli ultimi giorni. Previsto il rimborso per chi ha già pagato i viaggi. Le assenze degli studenti oltre i 5 giorni andranno giustificate con certificato medico. Le scuole chiuse per l’emergenza potranno attivare “modalità di didattica a distanza”.

Casi a Firenze e Palermo

Intanto si è registrato il primo caso al Sud: si tratta di una turista bergamasca in vacanza a Palermo portata all’ospedale Cervello a causa dei sintomi. La Regione ha confermato. Si aggiunge un altro caso a Firenze. A accusare malesseri provocati dal coronavirus è stato un uomo che si è presentato all’ospedale di Santa Maria Nuova. Sia in Sicilia che in Toscana sono scattati i protocolli per il contenimento del rischio biologico.

L’Ue: “Rischio contagio elevato per chi viaggia”

Il rischio per le persone dell’Ue e del Regno Unito che “viaggiano o risiedono in aree con presunta trasmissione comunitaria” del coronavirus “è attualmente elevato”. Lo si legge nell’aggiornamento rapido del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), sulla situazione del contagio in Europa, pubblicato la notte scorsa. Secondo gli esperti, per residenti e viaggiatori “l’impatto di una o più infezioni è considerato elevato, soprattutto per le popolazioni anziane” con più patologie.

Dalla Commissione 230 milioni

Intanto la Commissione Ue ha stanziato 230 milioni di euro per aiutare la lotta globale contro la diffusione del coronavirus, che andranno a supportare misure di preparazione dei Paesi, anche extra Ue, finanziare la ricerca e permettere l’acquisto di materiale per favorire la prevenzione: lo hanno annunciato i commissari europei alla salute e alla gestione delle crisi, Stella Kyriakides e Janez Lenarcic. E domani sarà mandata in Italia, “in accordo con le autorità italiane”, una missione congiunta dell’Ecdc e dell’Oms.

Le vittime

Sono sette le vittime in Italia per il coronavirus, sei in Lombardia e una in Veneto. È morto all’ospedale Sant’Anna di Como il paziente trasferito dal Lodigiano nel fine settimana risultato positivo al tampone sul Coronavirus.

L’uomo, 62 anni, residente a Castiglione d’Adda, già dializzato, soffriva di importanti patologie. Un’altra vittima di Castiglione d’Adda aveva 80 anni: è morto all’ospedale Sacco di Milano. Giovedì scorso era stato portato dal 118 all’ospedale di Lodi per un infarto, stesso giorno in cui era arrivato il trentottenne che è stato il primo paziente risultato positivo al virus.

L’ottantenne è stato ricoverato in rianimazione e poi, risultato positivo al virus, trasferito al Sacco di Milano dove è deceduto. Un’altra vittima era residente a Caselle Landi, provincia di Lodi, e aveva 88 anni; è deceduto anche un uomo di 84 anni che era ricoverato al Giovanni XXIII di Bergamo.

 

Lo scontro del premier Conte con la Lombardia

 

In serata arriva anche lo socntro tra il premier Conte e la Regione Lombardia. “Bisogna evitare che i governatori adottino fuori dalle aree di contagio iniziative autonome non giustificate”, dice iGiuseppe Conte.

“Non è possibile che tutte le regioni vadano in ordine sparso perché le misure rischiano di risultare dannose”, sottolinea. Nella riunione a Palazzo Chigi “abbiamo concordato un mio decreto per recepire misure concordate anche a livello regionale”.

 

Un ospedale lombardo sotto accusa

“Non prendiamo nulla sotto gamba altrimenti non avremmo adottato misure di estremo rigore. Non possiamo prevedere l’andamento del virus: c’è stato un focolaio e di lì si è diffusa anche per una gestione di una struttura ospedaliera non del tutto propria secondo i protocolli prudenti che si raccomandano in questi casi, e questo ha contribuito alla diffusione. Noi proseguiamo con massima cautela e rigore”, aggiunge Conte.

Per oggi, annuncia Conte su Rai 1 dopo la mezzanotte, è prevista una riunione telefonica con tutte le Regioni, per concordare ulteriormente le misure presa e da prendere.

 

La replica del governatore lombardo

“Irricevibile e, per certi versi, offensiva”: così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, giudica l’ipotesi del premier di contrarre le prerogative dei governatori in materia di sanità. “Parole in libertà – aggiunge Fontana – che mi auguro siano dettate dalla stanchezza e dalla tensione di questa emergenza”.

“Sarà meglio che il presidente del Consiglio si riposi un po’. Troppo stress gli fa dire cose inconcepibili, forse quasi da fascista, direi. Togliere competenze alle regioni? È irricevibile. Siamo per l’autonomia e per la libertà. Pensare di tornare all’anno zero, ai pieni poteri con l’alibi della crisi è una strada impercorribile. Sarà meglio che Conte se ne faccia una ragione. Può sempre dimettersi, che sarebbe la cosa migliore per tutto il paese”: ha aggiunto il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari.

 

I casi abbastanza stazionari

Per la prima volta ieri l’andamento del Coronavirus in Italia è sembrato stazionario. In Lombardia i contagiati sono saliti a 173. In Veneto invece i casi confermati sono saliti a 33. Seguono per contagi Emilia Romagna (18), Piemonte (3) e Lazio (3). C’è un caso anche in Alto Adige. Un altoatesino che ha passato un periodo di tempo in una zona a rischio della Lombardia potrebbe essere il primo caso di contagio da Coronavirus in Alto Adige.

 

 

C’è una settima vittima italiana per il coronavirus. Stamani la notizia della morte di un uomo di 84 anni, ricoverato al Giovanni XXIII di Bergamo: era “una persona anziana con altre patologie”, ha spiegato il presidente della Lombardia. La quinta vittima è un uomo di 88 anni di Caselle Landi, sempre in Lombardia. È morta agli Spedali civili di Brescia una donna di Crema che era stata trasferita ieri e risultata positiva al Coronavirus: era una paziente oncologica e il quadro clinico era già compromesso.

Infine, è deceduto all’ospedale Sacco di Milano un ottantenne di Castiglione d’Adda risultato positivo al Coronavirus: giovedì scorso era stato portato dal 118 all’ospedale di Lodi per un infarto, stesso giorno in cui era arrivato il trentottenne che è stato il primo paziente risultato positivo al virus. L’ottantenne è stato ricoverato in rianimazione e poi, risultato positivo al virus, trasferito al Sacco di Milano dove è deceduto.

Chiudono i cinema di Bologna

Intanto a Bologna, dopo scuole, asili e università, chiudono anche i cinema. Informa il Circuito Cinema, che copmprende i cinematografi del centro città, “A seguito dell’ordinanza pubblica firmata dalla Regione Emilia-Romagna e dal Ministero della Salute finalizzata a contrastare la diffusione del Coronavirus, a far data dal 24 febbraio 2020 tutti gli spettacoli in programmazione nei locali di Circuito Cinema Bologna sono sospesi (compresi eventi speciali, anteprime e rassegne). In via precauzionale, tutte le attività in essere (anteprime, eventi e rassegne già calendarizzati le cui prevendite sono state aperte nei giorni scorsi) sono anch’esse sospese”.

E il comunicato continua: “Si avverte la spettabile clientela che i biglietti acquistati online in prevendita per spettacoli della settimana dal 24 febbraio al 1° marzo compreso saranno annullati e quindi automaticamente rimborsati sulla carta di credito utilizzata per l’acquisto.

Gli ingressi acquistati presso le casse dei cinema saranno rimborsati dietro presentazione del titolo d’ingresso direttamente alle casse stesse appena i cinema saranno riaperti.

Non appena possibile verranno comunicate modalità e date di recupero degli spettacoli sospesi (anteprime, rassegne, eventi).

Tutte le informazioni saranno disponibili sui nostri canali”.

 

Le altre notizie del 24 febbraio

Secondo fonti ufficiali della Regione Lombardia un uomo di 84 anni di Bergamo, ricoverato all’ospedale “Papa Giovanni XXIII” della città lombarda per patologie pregresse, è morto per coronavirus. Salgono così a quattro i decessi in Italia per il coronavirus: in tutti i casi si tratta di persone anziane con un quadro clinico generale compromesso in precedenza. Salgono a 16 (7 in più) i contagiati in Emilia Romagna, tutti riconducibili al focolaio lombardo.

A Piacenza

All’ospedale di Piacenza, sono arrivati la compagna, il figlio e la nuora di un paziente già riscontrato positivo e ricoverato sempre a Piacenza, tutti e tre del lodigiano: la compagna è isolata al suo domicilio, figlio e nuora sono ricoverati a Piacenza. Così come è della provincia di Lodi una quarta persona, un uomo, anch’esso ricoverato al nosocomio di Piacenza. La quinta è invece un’infermiera dell’ospedale piacentino, isolata a domicilio.

A Parma

Due sono invece cittadini della provincia di Parma, entrambi ricoverati all’ospedale di Parma: una signora che si era recata più volte all’ospedale di Codogno, in Lombardia, per assistere la madre, e un uomo che si era recato sempre a Codogno per un evento di ballo.

I contagiati accertati

In attesa del bollettino giornaliero diramato dal capo della Protezione civile e commissario straordinario all’emergenza, Angelo Borrelli, il presidente della Lombardia, Fontana, ha detto che i casi nella regione sono 150. Sommati ai 22 del Veneto, i 16 dell’Emilia Romagna, 6 in Piemonte e uno nel Lazio (2 persone sono guarite) si ha un totale di 188 casi confermati in Italia.

Italia terza al mondo

Il nostro Paese è così il terzo al mondo per numero di contagi, dopo Cina e Corea del Sud. Secondo gli esperti tale primato è da attribuire a un controllo più capillare su pazienti che presentavano sintomi di influenza. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel commentare le misure straordinarie varate dal Governo (il decreto è stato firmato ieri dal presidente Mattarella), ha detto che il numero dei contagi potrebbe crescere.

76 casi accertati, isolati i centri colpiti, chiuse le università lombarde, le notizie del. 23 febbraio 2020

Coronavirus: aumentano i casi di contagio in Italia, dove si contano anche due decessi, uno in Lombardia e una in Veneto.

Primi casi positivi a Milano (ancora non confermato). Le vittime sono due anziani, un uomo della Bassa e una donna di Casalpusterlengo. Nell’ ospedale di Schiavonia bloccati in 350. Città con più casi si blindano. E nelle chiese vietato scambiarsi il segno della pace e via l’acqua santa.

Arrivati in Italia i 19 dal Giappone. Guarito il cinese ricoverato a Roma.

Un caso positivo a Torino

Un caso positivo in Piemonte. I test  sono stati svolti a Torino dagli specialisti dell’ospedale Amedeo di Savoia. È il primo caso di positività al Coronavirus nella Regione. Sono una quindicina in Piemonte i casi di pazienti sottoposti ad accertamento per sospetto di Coronavirus.

Il divieto di allontanamento e la chiusura delle scuole

Divieto di allontanamento e di ingresso nelle aree ‘focolaio’ del virus, che saranno presidiate dalle forze di polizia e, in caso di necessità, anche dai militari, con sanzioni penali per chi viola le prescrizioni.

Stop alle gite scolastiche in Italia e all’estero, sospensione di tutte le manifestazioni pubbliche – a partire da tutte quelle previste per oggi in Lombardia e Veneto, compresa la serie A – quarantena con “sorveglianza attiva” per tutti coloro che sono stati in contatto con casi confermati del virus.

E ancora, chiusura di scuole, negozi e musei, stop a concorsi, attività lavorative private e degli uffici pubblici, fatti salvi i servizi essenziali, limitazione per la circolazione di merci e persone.

Il Consiglio dei ministri, al termine di una riunione fiume nella sede della Protezione Civile, approva un decreto con misure durissime per tentare di arginare il diffondersi del coronavirus dopo l’esplosione dei focolai in Lombardia e Veneto e il primo caso registrato in Piemonte. che ha portato il totale dei numeri a 76.

 

11 centri del lodigiano e del Veneto in quarantena

Sono undici i comuni del lodigiano e del Veneto in quarantena, interessati dall’emergenza coronavirus e dai relativi provvedimenti delle autorità per impedire la diffusione del virus.

Sono Vò Euganeo, Codogno, Castiglione d’Adda, Casalpusterlengo, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini, Castelgerundo e San Fiorano.

 

Chiuse le università della Lombardia

Tutte le attività didattiche delle università lombarde saranno sospese dal 24 al 29 febbraio per la diffusione del Coronavirus. Lo rende noto, con un comunicato, Remo Morzenti Pellegrini, Rettore dell’Università degli Studi di Bergamo e Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Lombarde.
“Riteniamo che, in assenza di diverse indicazioni da parte delle Autorità, tutte le attività – viene spiegato – potranno riprendere lunedì 2 marzo”.

“L’evoluzione della situazione relativa alla diffusione del Coronavirus impone l’adozione di misure cautelative a tutela della salute pubblica e del sereno funzionamento delle attività istituzionali di tutti gli atenei della Lombardia, stante la naturale e massiccia mobilità degli studenti, lombardi e non, all’interno del territorio regionale” spiega Remo Morzenti Pellegrini.

 

Stop anche alla serie A

Il Coronavirus entra anche nella giornata domenicale del calcio: non giocheranno Inter, Atalanta e Verona.

 

Le novità del 22 febbraio

I casi di Coronavirus aumentano in Lombardia e si fanno registrare in Veneto. Un caso segnalato anche in Umbria e un altro in Piemonte.

I test, che hanno dato esito positivo, sono stati svolti a Torino dagli specialisti dell’ospedale Amedeo di Savoia. È il primo caso di positività in questa regione.

È salito a 39 il numero di contagiati da Coronavirus in Lombardia e 11 in Veneto: lo ha spiegato in conferenza stampa il presidente della Regione Attilio Fontana, sottolineando che si sono “tutti verificati” nella stessa area a sud di Lodi. Le vittime del coronavirus ad ora sono due.

La seconda vittima, dopo l’uomo morto ieri sera in Veneto, è una donna di Casalpusterlengo di 76 anni, che viveva da sola. La donna è morta in casa e sarebbe stata contagiata perché nei giorni scorsi era stata nel pronto soccorso di Codogno, lo stesso in cui era stato il trentottenne di Codogno indicato come “paziente 1”. L’accertamento che il decesso della donna è stato dovuto al coronavirus è stato fatto dopo la sua morte.

C’è anche un caso sospetto in Umbria. La persona è ora in isolamento e, secondo la Regione “presenta sintomi respiratori e avrebbe avuto contatti in tempi recenti con un soggetto che appare abbia contratto l’infezione da coronavirus in Lombardia”. La Regione precisa che le organizzazione sanitarie regionali si sono attivate per “ospedalizzare la persona con i sintomi e mettere in sicurezza tutti i contatti, al fine di annullare il rischio della collettività”.

 

La situazione nelle aziende

“Da ieri, insieme all’Inps, stiamo monitorando gli sviluppi della situazione” sul Coronavirus “e studiando le contromisure da adottare per i lavoratori delle aziende situate nell’area interessata dall’ordinanza del Ministero della Salute d’intesa con la Regione Lombardia”: ha detto il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo.

“Una soluzione  – spiega – l’abbiamo già individuata ed è quella di concedere loro la Cassa integrazione ordinaria (Cigo): trattandosi di un evento imprevedibile, qual è questo, non c’è bisogno di una norma ad hoc”. Intanto, l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera, facendo il punto sulla situazione del coronavirus in Lombardia, ha escluso ‘casi a Milano’.

 

Gli sviluppi del 22 febbraio

Altri due casi di coronavirus in Italia dopo i 6 in Lombardia: si tratta di due cittadini veneti che ai primi esami sono risultati positivi. I due sono già stati isolati in ospedale e si attendono ora gli esiti di un secondo test a cui sono stati sottoposti.

A Codogno altri 8 casi

”Rispetto ai tamponi compiuti in queste ore da un lato ci sono evidenze negative, ma dall’altro abbiamo individuato altre 8 positività di cui 5 operatori sanitari, infermieri e medici dell’ospedale di Codogno e tre pazienti”: è quanto ha detto l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera.

Le sei persone risultate positive al coronavirus in Lombardia “sono in condizioni serie”: è quanto ha affermato il governatore della Lombardia, Attilio Fontana. I malati sono tutti adulti, intorno ai 40 anni. Si tratta di un uomo di 38 anni dipendente della Unilever di Lodi, ricoverato in terapia intensiva all’ospedale di Codogno. Le sue condizioni sono leggermente migliorate rispetto a ieri sera, quando si è presentato al Pronto soccorso.

Da stamattina casi in aumento

 

 

Sono sei i positivi: lo ha spiegato l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera. “Il paziente ricoverato al Sacco sta bene” e la situazione della moglie del primo ricoverato “è positiva”.

“Il messaggio che diamo a chi abita in questi paesi è di rimanere a casa – ha spiegato l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera -. Chiediamo di rimanere al proprio domicilio e a chi è stato in contatto con questi casi di chiamare il 112. La situazione è estremamente nuova, particolare per il nostro paese, invitiamo alla calma”.

 

Tre persone all’ospedale di Codogno

“Stiamo indagando, sono 3 persone che si sono presentate con quadro clinico di polmonite all’ospedale di Codogno, stiamo cercando di capire se ci sono stati contatti con i primi 3 casi”, ha aggiunto la dottoressa Maria Gramegna, dirigente dell’assessorato al Welfare, che ha parlato di sintomi “importanti di polmonite”.

“Ancora non sappiamo da chi si è diffuso il virus, potrebbe non essere da caso zero ma potrebbe anche essere che è guarito. Non abbiamo la certezza di quale sia il caso indice”, ha spiegato l’assessore Gallera.

350 persone in isolamento

“A oggi abbiamo un numero cospicuo di persone su cui stiamo intervenendo, a oggi circa 250 persone sono in isolamento e a cui faremo il tampone”, ha spiegato l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera.

E’ in prognosi riservata, con insufficienza respiratoria, il trentottenne ricoverato all’ospedale di Codogno (Lodi), che è risultato positivo al coronavirus. Le sue condizioni sono ritenute molto gravi. L’uomo – che nelle settimane scorse sarebbe andato a cena con un collega tornato dalla Cina (il possibile ‘paziente zero’ ora al Sacco di Milano dove si trova in isolamento) – si è presentato ieri al Pronto soccorso. E ci sarebbero altri due contagiati: la moglie ed una terza persona che si è presentata spontaneamente in un ospedale con sintomi di polmonite e che avrebbe avuto dei contatti con il 38/enne.

Secondo quanto ricostruito dai medici che da giovedì lo hanno in cura, è andato a correre e poi al lavoro, ha giocato a pallone e ha preso parte a tre cene negli ultimi 4 giorni il 38enne lodigiano. L’uomo lavora per una multinazionale che ha una sede a Casalpusterlengo. I sanitari stanno inoltre cercando di ricostruire cosa abbia fatto e chi abbia incontrato in questi ultimi giorni la moglie, che da quanto accertato al momento sembrerebbe però aver avuto meno contatti del marito.

Il ministro della Salute in Lombardia

Il ministro della Salute Roberto Speranza, secondo quanto apprende l’Agenzia Ansa, è in partenza per la Lombardia dopo i tre casi di positività al coronavirus verificatisi nella regione, con un uomo ricoverato all’ospedale di Codogno (Lodi) ed un altro in isolamento al Sacco di Milano. Con lui è in partenza anche il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri.

 

Un trentottenne ricoverato a Codogno

Coronavirus: un uomo di 38 anni è stato ricoverato all’ospedale di Codogno, nel milanese, perché risultato positivo al test.

Altre due persone sospettate. Si tratta della moglie del trentottenne e di una terza persona che si è presentata spontaneamente in un ospedale con sintomi di polmonite, che avrebbe avuto dei contatti con il primo ricoverato. Secondo quanto si apprende, l’uomo sarebbe andato a cena con un amico che tornava dalla Cina.

Il trentottenne, che è il primo ad essere risultato contagiato dal virus, è ora in prognosi riservata, con insufficienza respiratoria e le sue condizioni sono ritenute molto gravi.

“Sono in corso le controanalisi a cura dell’Istituto Superiore di Sanità”, ha detto l’assessore al Welfare della Regione, Giulio Gallera, aggiungendo che l’italiano “è ricoverato in terapia intensiva all’ospedale di Codogno i cui accessi al Pronto Soccorso e le cui attività programmate, a livello cautelativo, sono attualmente interrotti”.

L’uomo si è presentato giovedì al pronto soccorso dell’ospedale di Codogno, nel Lodigiano. Al momento le autorità sanitarie stanno ricostruendo i suoi spostamenti.

 

Si cercano i contatti del paziente

“Le persone che sono state a contatto con il paziente – ha aggiunto l’assessore – sono in fase di individuazione e sottoposte a controlli specifici e alle misure necessarie”. Una conferenza stampa è prevista per la mattina di venerdì 21 febbraio.

 

Finita la quarantena alla Cecchignola

Intanto, per i 55 italiani rientrati a Roma da Wuhan lo scorso 3 febbraio  è finita la quarantena alla Cecchignola, all’interno della città militare nella Capitale. Diciotto giorni sempre con guanti e mascherine. Isolati dal mondo, come in una bolla. Sotto osservazione, ma anche protetti. E con momenti di ottimismo alternati ad altri di forte preoccupazione, isolati nelle proprie stanze per la paura che il Coronavirus si ‘aggirasse’ tra di loro .

Giovani e famiglie sono usciti con i volti sorridenti, alcuni commossi, portando con sé zaini e trolley. L’ultimo giorno da ‘reclusi’, in quella struttura le cui aree comuni erano diventate sempre più deserte, è stato vissuto dai 55 come un ultimo giorno di scuola. I ministri della Difesa e della Salute, Guerini e Speranza – in visita al centro militare – li hanno abbracciati calorosamente. E dopo una sorta di foto ricordo è scattato un applauso liberatorio per tutti.

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