Muore Anna Maria Moneta Caglio, il “cigno nero” del caso Montesi

Per l’opinione pubblica era il “cigno nero”. A chiamarla così per prima fu Camilla Cederna, che si riferiva al collo lungo, elegante, che la faceva sembrare un’indossatrice. Oggi, di Marianna Augusta Moneta Caglio, in pochi si ricorderanno, ma la donna, morta a 86 anni a Caponago, in provincia di Monza e Brianza, su una delle protagoniste del caso Montesi perché fu la supertestimone dell’accusa per la morte di Wilma (nella foto sotto), la ventunenne trovata senza vita il 9 aprile 1953 sulla spiaggia di Torvaianica, vicino a Roma.

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Vittima collaterale su Attilio Piccioni, delfino di De Gasperi

Il caso, rimasto irrisolto, a metà degli anni Cinquanta su un terremoto politico perché porto all’incriminazione di Piero Piccioni (nell’immagine sotto), figlio di Attilio, allora ministero degli Esteri democristiano e candidato a raccogliere l’eredità di Alcide De Gasperi. Due anni dopo Piero, già ai tempi noto musicista jazz, fu assolto e con lui gli altri imputati. Ma intanto quella vicenda, scandita da ricostruzioni boccaccesche, festini a base di coca e rotocalchi al continuo inseguimento di indiscrezioni, aveva rovinato più di una vita.

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Al processo continuò ad accusare gli imputati

Era accaduto perché il processo, ribattezzato il processo del secolo e celebrato a Venezia a partire dal 21 gennaio 1957, ebbe un seguito straordinario. Protagonista fu lei, Marianna, che doveva uno dei suoi nomi dal fatto che il padre fu il proprietario della Zecca di Milano. Parlava, la testimone, accusando Piccioni figlio e il marchese Ugo Montagna, “con cui all’epoca ero fidanzata”.

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Camilla Cederna: “Era bella, allegra e maliziosa”

Dopo le assoluzioni per quell’omicidio scoperto sulla spiaggia (sopra l’immagine del posto), lei fu condannata per calunnia, per quanto abbia tentato più volte di far rivedere l’accusa contro di lei. Provò anche la via del cinema nel film “La ragazza di via Veneto” con Ferruccio Amendola e la regia di Mario Girolami. Era il 1955, nel pieno della sua notorietà. Poi, però, considerando le risultanze processuali, sparì completamente dalle scene. Andò a vivere a Milano dopo aver sposato in penalista e di lei restano le parole di Camilla Cederna: “Bella, allegra e maliziosa”.

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I destini dei Piccioni, padre e figlio

Anche Attilio Piccioni (nella foto sopra) scomparve dalle cronache e non tornò mai più in politica. Il figlio Piero, morto nel 2014, invece proseguì con la musica e divenne uno dei più celebrei compositori di colonne sonore per commedie italiane. Lavorò con Mario Monicelli, Dino Risi, Vittorio De Sica, Elio Petri, Luchino Visconti e Roberto Rossellini.

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