Massacrata dal fidanzato: c’è una casa per Chiara, addio all’ipotesi ospizio

“Potrebbe rappresentare un’ottima soluzione per Chiara e la sua famiglia un appartamento di proprietà comunale nel Municipio IX: si trova a 15 minuti dalla Fondazione Santa Lucia, l’ospedale dove la ragazza sta seguendo il programma di riabilitazione, e a 8 minuti da Casal Bernocchi dove Chiara è cresciuta”. Lo afferma Andrea Santoro (nella foto sotto), presidente del IX Municipio di Roma.

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“A breve un sopralluogo con il padre”

“Dopo un primo contatto con i referenti del Campidoglio, che si sono dimostrati subito sensibili”, prosegue, “promuoveremo un incontro con il padre di Chiara per organizzare un sopralluogo e verificare ogni possibile adeguamento dell’appartamento che, a una prima osservazione, sembra facilmente accessibile: dispone di tre locali a piano terra e di un grazioso giardino. Ho accolto la sollecitazione dell’onorevole Michele Anzaldi che ieri ha richiesto una risposta delle Istituzioni, come pure ha fatto Telefono Rosa, e sono certo che in questo caso il Campidoglio saprà superare ogni eventuale ostacolo burocratico per affidare l’appartamento, attualmente inutilizzato, a Chiara e alla sua famiglia”.

Massacrata dal fidanzato, per Chiara c’è solo una struttura per anziani: il web in rivolta, le notizie del 25 febbraio 2016

Entro 20 giorni Chiara Insidioso, la ragazza massacrata di botte dal fidanzato Maurizio Falcioni e con gravi lesioni cerebrali, rischia di finire in una struttura per anziani terminali “con un livello di coscienza minore rispetto”. A darne notizia la giornalista Luisa Betti e immediata è partita la richiesta al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al presidente del consiglio Matteo Renzi, al ministro della Salute Beatrice Lorenzin e al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti perché si dia “una casa e una vita dignitosa” alla ragazza.

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“È l’emblema della violenza maschile

La ragazza, oggi ventunenne, è ricoverata all’ospedale Santa Lucia di Roma e il suo caso – si legge nella petizione online lanciata dal Telefono rosa nazionale che nel giro di poche ore ha fatto quasi il pieno di firme – “è emblematico per tutte le donne che hanno subito e subiscono violenza maschile”.

“Le sia dato accesso a forme assistenziali”

“Chiara è una delle poche donne che sono sopravvissute al femminicidio in una condizione di grave danno fisico e psichico”, si legge ancora nella petizione, “un caso che lo Stato italiano non può ignorare o ricordare solo in maniera formale, ma su cui ha l’obbligo di intervenire con una compensazione economica che garantisca a Chiara un accesso agevolato a forme di assistenza ai fini della riabilitazione e di reinserimento a una vita il più possibile normale”.

 

Massacrò la fidanzata: il padre di Chiara pubblica una foto choc su Fb, le notizie del 5 novembre 2015

“Cara Chiara, oggi sono stato affianco a colui che ti ha ridotto cosi per sempre…lo sai oggi sei stata oltraggiata da lui…dal suo avvocato e dai giudici che non hanno coraggio…Chiara …L’ITALIA è un paese dove non c’è dignità e oggi in quell’aula si parlava solo del modo in cui riabilitare al mondo quel verme di Falcioni…nessuno ha mai pensato a come sei e sarai per sempre ridotta e abbandonata…lui ha ricevuto un bellissimo sconto che lo aiuterà a tornare presto a fare la sua vita…Oggi mi piacerebbe avere la possibilità di sapere che potrei portarti via da questa Italia…bruciare la mia carta d’identità sarebbe un sogno..io non mi sento rappresentato più da nessuno in questo paese…si fanno ricorrenze…si fanno salotti e si parla di violenza sulle donne..ma al dunque chi fa’ del male a una donna ne esce sempre meglio di chi è vittima…Chiare’ oggi non ci vediamo so’ stato male e non mi sento bene…ma vedrai che domani mi rialzo e ci rivediamo…tu sei la mia guida e ti ringrazio perché senza di te non posso sta’…

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Il padre di Chiara, Maurizio Insidioso (nella foto qui sotto), dopo lo sconto di pena ottenuto da Murizio Falcioni, ha postato questo testo su Facebook e – soprattutto – ha aggiunto la foto choc si sua figlia, che vedete qui sopra e che mostra le attuali, sconvolgenti, condizioni della ragazza.

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Chiara aveva 19 anni al momento dell’aggressione. Da allora vive in uno stato vegetativo e i suoi progressi sono lentissimi. Quello di questa ragazza di quasi 21 anni è stato un vero calvario iniziato una sera di febbraio 2014. A scatenare tutto l’ennesimo litigio per questioni di gelosia. Chiara, all’epoca, diplomata all’Istituto alberghiero, aveva 19 anni,

“Chiedo scusa”, ma ai genitori della ragazza non è bastato

“Chiedo scusa per quel che ho fatto… Chiedo perdono a Chiara”. Non sono bastate queste parole per parare la reazione allo sconto di 4 anni rispetto alla condanna di primo grado, 16 anni in appello invece dei 20 decisi dal gup di Roma Giacomo Ebner al termine del rito abbreviato. Maurizio Falcioni, il muratore di 36 anni che il 4 febbraio 2014 picchiò la fidanzata ventenne, Chiara Insidioso Monda (nella foto d’apertura, al punto da farla finire in coma per 11 mesi, ha ascoltato l’urlo della madre della ragazza, “vergogna, vergogna”, e ha assistito al malore del padre alla lettura della sentenza di secondo grado.

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I soccorritori: “Ferite da incidente stradale grave”

Proteste anche all’esterno del tribunale, dove erano confluiti gli amici della ragazza e dei suoi familiari. Accusato di tentato omicidio e maltrattamenti, per Falcioni il sostituto procuratore generale Roberta Maria Barberini aveva chiesto la sentenza della condanna di primo grado. L’uomo era stato infatti giudicato colpevole della violenza che aveva scatenato sulla fidanzata mosso dalla gelosia. I due (insieme nell’immagine sopra) vivevano da poco insieme in uno scantinato di Ostia e le lesioni erano così gravi che i soccorritori avevano detto che certe ferite “si vedono solo negli incidenti stradali più gravi”.

I genitori avevano tentato di allontanarla

A nulla erano valsi i tentativi dei genitori di Chiara, che soffre di un piccolo deficit mentale, di convincerla ad allontanarsi da quell’uomo di 16 anni più grande. Poi il pestaggio, selvaggio, che l’aveva ridotta in coma dopo vari interventi chirurgici alla testa per riassorbire un ematoma e ricostruire la scatola cranica.

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