“La quindicenne l’amavo”, domiciliari per il prof del liceo Massimo di Roma

Arresti domiciliari per Massimo De Angelis, il professore del liceo Massimo di Roma arrestato con l’accusa di abusi nei confronti di una sua allieva quindicenne.

Il gip Annalisa Marzano ha disposto la scarcerazione del docente, detenuto a Regina Coeli, accogliendo l’istanza presentata dai difensori. Sulla richiesta di scarcerazione il pm Stefano Pizza aveva dato parere favorevole. Il professore, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, aveva ammesso le sue responsabilità sostenendo di “essersi innamorato”.

 

Le notizie pubblicate il 19 gennaio

Tutto vero. Hanno ragione i genitori della quindicenne che lo hanno denunciato e fatto arrestare, ma il prof del liceo Massimo di Roma, non demorde. “E successo quello che è successo – dice – ma io ero innamorato di lei. Una cosa del genere non mi era mai accaduta in 25 anni di insegnamento. È stato un rapporto consenziente”, aggiunge evitando di soffermarsi su cosa voglia dire “consneso” da paerte di una ragazzina che prende anche lezioni da lui.

Così il prof Massimo De Angelis, arrestato a Roma per violenza sessuale ai danni di una sua alunna di 15 anni, si è difeso davanti al gip nel corso dell’interrogatorio di garanzia.

 

“Chiedo scusa ai genitori e a tutti”

“Chiedo scusa a tutti, a cominciare dai genitori della ragazza. Ho tradito me stesso, gli studenti, i miei colleghi e l’istituto”, ha affermato davanti al gip il professore. Il docente ha ammesso i fatti che gli sono contestati dalla Procura di Roma,.

Per due mesi ha abusato di una sua studentessa minorenne durante le ripetizioni private all’interno dell’istituto Massimo di Roma, uno dei più prestigiosi della Capitale, nel cuore del quartiere Eur. Per questo è stato arrestato dalla polizia un insegnante romano di 53 anni, in seguito alla denuncia dei genitori della ragazza.

L’uomo, insegnante di italiano e latino, avrebbe utilizzato il cellulare per inviare messaggi alla ragazza e diversde altrte cose, come gli audio dei loro rapporti sessuali.

L’intervento dei genitori

Dopo aver intercettato alcuni messaggi sul telefono della giovane, i genitori – insospettiti dallo strano comportamento a scuola e nei loro confronti – sono riusciti a scoprire che da due mesi loro figlia era vittima di abusi sessuali.

Teatro della violenza un’aula dove il professore – docente delle medie che fa ripetizioni ai ragazzi delle superiori – teneva lezioni private. Si tratta di un’aula diversa da quella dove si svolge la normale attività scolastica.

A mettere fine agli abusi, gli agenti del commissariato Viminale, diretto da Giovanna Petrocca, che raccolta la denuncia di uno dei genitori hanno avviato le indagini insieme con la Procura di Roma. Su delega del sostituto procuratore Stefano Pizza, la giovane è stata ascoltata presso i locali della Procura, in audizione protetta.

 

Le notizie del 17 gennaio

È considerata da tutti una scuola severa, anzi una delle più severe della Capitale. Ma Massimo De Angelis, un docente, per due mesi ha abusato di una sua studentessa minorenne durante le ripetizioni private all’interno dell’istituto Massimo di Roma, uno dei più prestigiosi della Capitale, nel cuore del quartiere Eur, senza che nessuno si accorgesse di nulla.

Infine ieri è stato arrestato dalla polizia. Si tratta di un insegnante romano di 53 anni. Decisiva la denuncia dei genitori della ragazza.

Il docente, insegnante di italiano e latino, avrebbe utilizzato il cellulare per inviare messaggi alla minorenne che aveva preso di mira.

I genitori hanno letto i messaggi del prof

Dopo aver intercettato alcuni messaggi sul telefono della giovane, i due – insospettiti dallo strano comportamento a scuola e nei loro confronti – sono riusciti a scoprire che da due mesi loro figlia era vittima di abusi sessuali.

Teatro della violenza un’aula dove il professore (nella foto qui sopra) – docente delle medie che fa ripetizioni ai ragazzi delle superiori – teneva lezioni private. Si tratta di un’aula diversa da quella dove si svolge la normale attività scolastica.

A mettere fine agli abusi, gli agenti del commissariato Viminale, diretto da Giovanna Petrocca, che raccolta la denuncia di uno dei genitori hanno avviato le indagini insieme con la Procura di Roma. Su delega del sostituto procuratore Stefano Pizza, la ragazza è stata ascoltata presso i locali della Procura, in audizione protetta.

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