Carla Caiazzo data alle fiamme dall’ex: “Davanti allo specchio è dura”

Nella gironata mondiale contro la violenza sulle donne, si fa sentire anche la voce di Carla Caiazzo, una vittima della brutalità del sui ex fidanzato.
“Guardarsi allo specchio e non riconoscersi è la cosa più difficile da affrontare”: dice Carla, la donna di 38 anni che lo scorso primo febbraio fu data alle fiamme dall’ex fidanzato Paolo Pietropaolo mentre era all’ottavo mese di gravidanza.

La vittima richiama l’attenzione su un dato: l’identità che viene a mancare in una donna che subisce atti come il suo, che sfregiano, con cicatrici che resteranno, il volto, le mani. Il corpo, ma anche l’anima.

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Le notizie del 24 novembre

È stato condannato a diciotto anni di carcere per Paolo Pietropaolo, il quarantenne che il 1° febbraio scorso, a Pozzuoli, diede fuoco a Carla Caiazzo, la ex fidanzata incinta all’ottavo mese della loro bambina, sfigurandola per sempre. La condanna è andata oltre le richieste dell’accusa.

Infatti, per l’imputato, accusato di tentato omicidio e stalking, la Procura aveva chiesto 15 anni di reclusione. La sentenza è firmata dal giudice Egle Pilla.

 Pietropaolo era in aula. Carla invece non è ancora nelle condizioni di salute per poter assistere al processo. Assistita dall’avvocato Maurizio Zuccaro, la giovane donna si era costituita parte civile assieme alla associazione “La forza delle donne”, rappresentata dall’avvocato Caterina Sanfilippo.

Condannato anche a pagare

Pietropaolo è stato condannato anche al risarcimento del danno con 250.000 euro per Carla e 50.000 per la bambina. Altri 25.000 euro l’uomo dovrà versarli all’Associazione “La Forza delle donne” che si è costituita parte civile. Per lui c’è anche la condanna all’interdizione dai pubblici uffici e alla sospensione potestà genitoriale.

 

La rabbia di Carla

Nonostante la condanna dell’ex fidanzato a più di quanto aveva chiesto l’accusa, Carla – parlando con il suo avvocato – si chiede: “18 anni? Ha preso 18 anni? Più del richiesto? Sì ma dimmi quanto resterà in cella”. Queste le prime parole di Carla Caiazzo a caldo, subito dopo aver appreso della sentenza del gup che condanna Paolo Pietropaolo.

 

 

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La replica di stamattina del Pm

Replica il pubblico ministero Raffaello Falcone, dopo le arringhe della difesa, e poi il gup Egle Pilla potrà ritirarsi in camera di consiglio per la sentenza di primo grado sul tentato omicidio di Carla Caiazzo, la donna incinta data alle fiamme dall’ex fidanzato, Paolo Pietropaolo, a processo con rito abbreviato. L’accusa per lui ha chiesto 15 anni di reclusione.

Pozzuoli: migliora la donna incinta a cui l’ex ha dato fuoco, le notizie del 18 febbraio

“Finalmente è arrivata la notizia che tutti aspettavamo: Carla Ilenia Caiazzo sta meglio e finalmente si può cominciare a pensare a un suo ritorno alla vita normale e al primo abbraccio con la figlia che portava in grembo e che è stata salvata grazie all’ottimo lavoro delle equipe sanitarie che l’assistettero dopo che l’ex compagno Paolo Pietropaolo le aveva dato fuoco”. Lo hanno detto il consigliere regionale campano dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, e il capogruppo del Sole che ride in consiglio comunale a Pozzuoli, Paolo Tozzi.

“Da tenere alta l’attenzione sui femminicidi”

“Ora, auguriamoci che Carla si riprenda del tutto al più presto, magari in tempo per poter assistere all’inizio del processo contro chi ha tentato di uccidere lei e sua figlia”, hanno detto ancora Borrelli e Tozzi, confermando “la costituzione come parte civile contro Paolo Pietropaolo, l’ex compagno di Carla, con l’obiettivo di tenere alta l’attenzione contro i casi di violenza verso le donne e il femminicidio”.

 

Pozzuoli: in fuga dopo aver dato fuoco alla ex, il video prima dello schianto, le notizie del 3 febbraio 2016

C’è un video (sotto), girato dai carabinieri, che documenta gli ultimi istanti della fuga di Paolo Pietropaolo, il quarantenne che a Pozzuoli ha dato fuoco alla ex fidanzata incinta di otto mesi, Carla Ilenia Caiazzo, estetista di 38 anni. A fermare la corsa dell’uomo, forse sotto l’effetto di sedativi, lo schianto contro il guardrail sul ponte del Garigliano, vicino Formia.

Intanto restano gravi le condizioni della donna, ricoverata al centro grandi ustionati di Pozzuoli, mentre la bambina che aveva in grembo, nata con un cesareo d’urgenza, resiste, respira autonomamente e ha iniziato ad assumere latte. Contro Pietropaolo, arrestato dopo l’incidente e difeso dall’avvocato Gennaro Razzino, sono state formulate dalla procura della Repubblica di Cassino (Frosinone) le accuse di tentato omicidio pluriaggravato e una delle aggravanti è la premeditazione. Lui invece si difende parlando di “gesto d’impeto” dopo aver saputo di un nuovo – e presunto – legame di Carla Ilenia Caiazzo.

 

È nata col cesareo Giulia Pia, la figlia della donna bruciata a Pozzuoli: le notizie del 2 febbraio 2016

Ha superato la prima notte Carla Ilenia Caiazzo, l’estetista di 38 anni, a cui ieri pomeriggio l’ex compagno ha dato fuoco. Ricoverata al Cardarelli, le condizioni di Carla “restano gravi condizioni, ma stazionarie”, secondo il direttore sanitario del grande ospedale napoletano, Franco Paradiso, che aggiunge: “Ha il 50 per cento di possibilità di vivere”.

Forse venerdì il primo intervento

Ma Carla, che ha partorito Maria Pia subito dopo l’arrivo in ospedale, grazie a un parto cesareo, secondo i medici è ancora in pericolo di vita. “È intubata e ventilata da ieri”, dice ancora il primario, “ha ustioni di terzo grado su 50 per cento del corpo e se tutto andrà bene venerdì prossimo vorremmo sottoporla al primo degli innumerevoli interventi. È una situazione estremamente critica e la prognosi resterà riservata per diverse settimane”.

Il fuoco le ha devastato il viso

Il fuoco, da quanto si apprende, le ha devastato il volto, il collo, il torace e la schiena. E per i medici è impossibile che torni ad avere l’aspetto che aveva prima dell’aggressione, nonostante le numerose operazioni a cui dovrà sottoporsi. Intanto Paolo Pietropaolo, soprannominato “Paoletto ‘a Ninfea”, pare fosse imbottito di psicofarmaci quando ha aggredito la donna scappando subito dopo. Sembra che si tratti di tranquillanti di cui l’uomo abusava.

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Prima un litigio in strada, poi il liquido infiammabile

Prima c’è stata una violenta litigata per strada e poi lui, che si chiama Paolo Pietropaolo e ha 40 anni, ha lanciato addosso alla sua compagna liquido infiammabile, probabilmente benzina, dandole fuori.

L’uomo una volta arrestato ha cercato di giustificare il suo gesto criminale dicendo che Carlo lo tradiva.

La tragedia il pomeriggio del 1° febbraio a Pozzuoli

È accaduto a Pozzuoli, nella zona della Solfatara, in via Vecchia delle Vigne 68. La donna, Carla Ilenia Caiazzo , 38 anni e incinta di 34 settimane di una bambina, è ricoverata in gravi condizioni al centro grandi ustionati dell’ospedale Cardarelli. La bambina, invece, è nata prematura ma sta bene. Nella foto di apertura montata dai loro profili Facebook i due protagonisti della terribile vicenda.

 

I medici l’hanno fatta partorire

Ma i medici hanno deciso di far partorire la donna: la neonata, anche se prematura, sta bene. La mamma invece è ricoverata in prognosi riservata. L’uomo è stato arrestato a Formia (Latina) dove ha avuto un incidente stradale: ai carabinieri ha confessato l’accaduto.

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Pietropaolo già noto per reati collegati alla droga

Paolo Pietropaolo (nella foto in basso), di 40 anni, era già noto alle forze dell’ordine per reati di droga. I carabinieri lo hanno portato nella caserma di Formia dove sta per essere sottoposto ad interrogatorio da parte del magistrato di turno della procura della Repubblica di Cassino.

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L’ambulanza prima a Pozzuoli poi a Napoli

A prestare i primi soccorsi sono stati alcuni conoscenti. L’ambulanza l’ha portata prima al Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli dove è stata fatta partorire poi al Cardarelli di Napoli. Il neonato, prematura e trasferita in terapia intensiva, è in buone condizioni e pesa 2 chili e 200 grammi. L’uomo invece è stato arrestato dai carabinieri dopo che era fuggito in un auto e aveva avuto un incidente stradale a Formia. Per lui l’accusa è di tentato omicidio.

Ustioni sul 45% del corpo

Non si pronunciano i medici sulle condizioni della donna, ustionata sul 45% del corpo e con metà delle ustioni così profonde da aver intaccato gli organi interni. Le zone più interessate sono il viso, il collo, le spalle e il tronco. Al momento è stata intubata e si teme per la sua vita. Le forze dell’ordine hanno attivato un presidio fisso all’ospedale. Le indagini sono coordinate dal pm Raffaello Falcone.

Il medico: “È stata una lotta contro il tempo”

“È stata una lotta contro il tempo”, racconta al Corriere del Mezzogiorno Fiorella Paladino, responsabile del pronto soccorso del Cardarelli. “Nonostante non fossimo stati preallertati, in pochissimi minuti sono arrivati in pronto soccorso i rianimatori, i chirurghi della terapia intensiva, i chirurghi del reparto grandi ustionati, il ginecologo e il neonatologo. Abbiamo intubato la donna prima di trasferirla in sala parto, dove è stata sottoposta al cesareo”.

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