Firmato il nuovo Dpcm: locali chiusi dalle 18, la domenica bar e ristoranti aperti

Finalmente è stato varato! Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato il Dpcm  che entra in vigore domani lunedì 26 ottobre.

Il decreto resterà in vigore fino al 24 novembre. Rimane fissata alle 18 la chiusura dei locali pubblici. La domenica e i giorni festivi bar e ristoranti potranno dunque rimanere aperti. Su questo ha pesato il parere del Comitato tecnico scientifico consegnato al governo perché secondo gli esperti “l’apertura domenicale dei ristoranti può essere utile per limitare le riunioni familiari”.

E proprio sulla base di queste considerazioni si è deciso di accettare la richiesta di maggiore flessibilità della Regioni. Gli scienziati hanno espresso perplessità anche rispetto alla raccomandazione di limitare lo spostamento tra i Comuni, anche perché i dati dimostrano che i focolai sono soprattutto nelle aree metropolitane. Per il resto hanno condiviso il testo del governo.

Le anticipazioni nella notte

Anticipazioni notturne sul Dpcm: resta la misura che obbliga la chiusura di ristoranti, bar, gelaterie e pasticcerie alle ore 18 nei giorni feriali. Chiuse anche palestre e piscine.
Al termine della riunione tra il premier Giuseppe Conte, i capi delegazione e il ministro Francesco Boccia, il governo non cambia linea su una delle misure del prossimo dpcm più contestate dalle Regioni.

È possibile, invece, che il governo consenta ai ristoranti di restare aperti la domenica a pranzo.

“A decorrere dal 26 ottobre 2020, le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono sospese la domenica e i giorni festivi; negli altri giorni sono consentite dalle ore 5 fino alle 18”: questo è il testo della bozza di Dpcm non ancora varato ufficialmente, ma la cui durata è prevista fino al 24 novembre.

 

Sì alla consegna a domicilio

Secondo l’ultima bozza del governo rimane consentito cenare “senza limiti di orario negli alberghi per i clienti e la consegna a domicilio fino alle 24 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze”.

 

 

La lettera della Regioni

Una lettera indirizzata al premier Giuseppe Conte, i ministri Roberto Speranza e Francesco Boccia, in cui il governatore della Regione Emilia Romagna nonché presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, avanza i dubbi delle Regioni sui contenuti del Dpcm e chiede di inserire nel provvedimento l’impegno a riconoscere ristori adeguati ai settori più colpiti dalla stretta anti-Covid. I governatori chiedono, tra le altre cose, di ripensare alla stretta sulle chiusure di bar e ristoranti, non chiudere gli impianti di sci, sottoporre a tampone solo i sintomatici e i conviventi di chi ha contratto il virus.

“In via generale – scrive Bonaccini (foto sopra) nella lettera rilanciata dall’Agenzia Adnkronos – si fa rilevare la necessità di prevedere adeguate forme di ristoro per i settori e le attività economiche interessate dalle limitazioni introdotte dal provvedimento oggetto del presente parere, mediante la contestuale attivazione di specifici tavoli di confronto con i Ministeri competenti”.

Ancora bloccato il nuovo Dpcm

Stop all’attività di palestre, piscine e sale giochi e anticipo dell’orario di chiusura per il settore della ristorazione. Sono questi, secondo quanto si apprende da diverse fonti di governo, i due interventi principali per frenare l’aumento dei contagi di cui si è discusso in mattinata nella riunione tra il premier Giuseppe Conte, e i capi delegazione della maggioranza.

Le misure potrebbero essere contenuti nel nuovo Dpcm. L’anticipo della chiusura dei locali, si apprende ancora, non comporterebbe però un anticipo del coprifuoco in termini di divieto di circolazione. Nel corso dell’incontro si è parlato anche del possibile ripristino del divieto di spostamento tra le Regioni, ma non sarebbe ancora stato deciso se la misura entrerà o meno nel decreto.

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