Bologna: via Barberia 4, una vita fa

C’era una volta, a Bologna, in via Barberia 4, la sede della Federazione di quello che con orgoglio veniva definito il Partito comunista più forte dell’Occidente.

Palazzo Marescotti Brazzetti (nella foto in alto e sulla copertina del libro), con i suoi scaloni e gli alti soffitti, per cinquant’anni – dal 1946 al 1996 – fu “la casa” di decine di funzionari (come si chiamavano all’epoca i “rivoluzionari di professione”), di dirigenti politici, di sindaci e presidenti degli enti locali, di segretarie e impiegati amministrativi di varia natura, che tenevano in moto la macchina del partito in città, in provincia e nel rapporto da Roma e ritorno.

Copretina del libro Via Barberia 4

Copretina del libro Via Barberia 4

Una di queste dipendenti, Rosa, una segretaria di cui si ignora il cognome, è la protagonista di Via Barberia 4, il bel racconto scritto da Maurizio Garuti e pubblicato da Minerva Edizioni (215 pagine, 15 euro).

Ma l’autore è abilissimo nel farci vivere la biografia di una segretaria assieme al clima di un’intera temperie politica, in cui i rapporti fra il pubblico e il privato, i dipendenti e il Pci si intrecciavano in un modo che non era certo quello che si aveva con i datori di lavoro “normali”.

La storia di Garuti non è rinchiusa, comunque, tra le mura di Bologna. Se si pensa che via Barberia era l’altra Botteghe Oscure, si comprende che questo è, soprattutto, il delicato racconto di un’epoca che non c’è più. Il libro ha bruciato, nelle librerie di Bologna, diverse centiania di copie nelle prime ore. Nostalgia canaglia?

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