Rai: “solo” in 94 guadagnano più di 200.000 euro

Rai: stipendi d’oro, ma non per tutti. Anzi soltanto per un’infima minoranza, pari allo 0,7%. Sono 94, infatti, i dirigenti Rai che guadagnano più di 200.000 euro l’anno.

Ma anche se “solo” 94 persone su 13.000 dipendenti supera il tetto altrove imposto ai manager pubblici di 240.000 euro, non si può negare che questo crea problemi e polemiche. In particolare quando a scegliere quei nomi è stato proprio l’attuale vertice che ha il compito di traghettare l’azienda verso il nuovo.

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Una lunga riunione del Cda
Di questo oggi ha discusso il Cda in una lunga riunione in cui si è deciso di trovare soluzioni, ma le proposte non sono concordi. Così il consiglio alla fine ha deciso di dire la sua in un documento: ”La trasparenza sarà il dispositivo chiave per la trasformazione sostanziale dell’azienda e per questo si vuole affrontare la sfida con il futuro in una logica costruttiva, di profondo cambiamento, e attraverso una serie di proposte concrete”. Ma proprio per questo ”come impresa pubblica in fase di profondo rinnovamento e ristrutturazione – continua il documento – la Rai è sensibile all’armonizzazione di posizioni professionali e retributive incongrue ed asimmetriche che non sono in linea con la sua nuova missione per il futuro, in cui gli attuali vertici e l’intero CdA sono profondamente impegnati. Il Piano per la trasparenza e la comunicazione aziendale ha fatto emergere alcune problematicità che saranno affrontate in modo adeguato”.

I dirigenti apicali pagati profumatamente ma senza incarico
C’è anche il tema dei ”dirigenti apicali che non hanno al momento un incarico specifico o corrispondente al proprio livello di retribuzione”.

Ma la questione dei dirigenti che guadagnano oltre i 240.000 euro e non hanno un incarico sono un vecchio retaggio in via di soluzione. Così 25 posizioni sarebbero state già risolte e altre 6 sarebbero in via di definizione. Ma è sui nomi nuovi in particolare che va dato il buon esempio. Questo il nodo della discussione sul Piano, anche se il Cda non era chiamato a votare.

Gli interventi di Campo Dall’Orto e Moncia Maggioni

Hanno parlato il direttore generale Antonio Campo Dall’Orto (”La trasparenza per noi non è solo un obbligo, ma un’occasione unica per continuare il nostro percorso di innovazione creando maggiore valore per l’azienda”) e la presidente Monica Maggioni (”Un’operazione che dà valore e compimento all’essere servizio pubblico, attraverso un supplemento di responsabilità. Non si tratta solo di pubblicare compensi: ci sono i curricula, le storie professionali, il racconto e la valorizzazione dei professionisti che tutti i giorni realizzano la missione di questa grande istituzione culturale italiana”).

 

La polemica sugli stipendi d’oro del 25 luglio

Compensi da capogiro, con il direttore generale Antonio Campo Dall’Orto (nella foto d’apertura con la presidente Monica Maggioni) che nel triennio del suo contratto, iniziato il 6 agosto 2015, percepisce 650.000 euro. Ma non è solo. Ad Antonio Marano, al vertice di Rai Pubblicità, vanno 392.000 mentre l’amministratore delegato sempre di Rai Pubblicità, Fabrizio Piscopo, percepisce 322.000, meno del veterano Giancarlo Leone, che guadagna 360.000 euro. E ancora Maggioni prende 270.000 euro da giornalista e altri 66.000 circa come indennità di consigliere.

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Intanto impazza l’ironia sul web, con alcne uscite un po’ volgari, ma altre decisamente divertenti. Potete leggere un ampio ventaglio di opinioni su Dagospia, il sito gossip più “autorevole” d’Italia.

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Retribuzioni oltre il tetto della legge Madia

L’operazione trasparenza della Rai, che da domani, martedì 26 luglio, metterà online i redditi dei top manager sopra i 200 mila euro, ma anche consulenze, appalti, bilanci, investimenti e “tutto quello che accade nella sala del consiglio di amministrazione” viene anticipata dai veleni. Il motivo è che molti dei compensi sfondano la quota prevista del decreto Madia, quello che stabilisce per i dirigenti pubblici tetti che non possono superare i 240.000 euro.

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Codacons: “Gente pagata senza lavorare”

“Abnormi compensi elargiti dalla rete di Stato ai propri dipendenti”. Il Codacons annuncia con queste parole un esposto alla Corte dei conti sui compensi Rai. “È una vergogna nazionale”, dice infatti e va verificato se esiste “un danno erariale, visto che gli stipendi vengono pagati con i soldi del canone”. Ma c’è un aspetto particolare su cui si focalizza il presidente del Codacons Carlo Rienzi (nella foto sopra). “Secondo quanto riportato dai mass media, una folta schiera di giornalisti e manager della rete percepirebbe stipendi tra i 205 e i 240.000 euro annui senza ricoprire alcun incarico: in buona sostanza vengono pagati per non lavorare”.

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“Siamo in linea con i broadcaster europei”

Dalla Rai si anticipa la difesa: “Siamo in linea con i broadcaster europei” e si punta sulla trasformazione che da domani farà di Viale Mazzini una “casa di vetro”, passo compiuto solo dalla britannica Bbc. Ma non basta a placare la polemica, che inizia con il Movimento 5 Stelle secondo cui si tratta di “stipendi vergognosi” e che prosegue con il segretario dem della Vigilanza Rai Michele Anzaldi (nella foto sopra, “compensi ben oltre il tetto imposto dal governo”) arrivando al presidente Pd Matteo Orfini per il quale molti dei “beneficiari non hanno alcun mercato”.

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Salvini (Lega Nord): “Una torta andata a male”

Se già i 5 Stelle hanno invocato la privatizzazione della tv pubblica, il tema viene ripreso dal segretario della Lega Nord, Matteo Salvini (sopra). Sono in mani private l’azienda può “essere messa sul mercato in competizione. Il canone in bolletta è stata la ciliegina su una torta andata a male”.

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La polemica riguarda anche gli ex

Ad aggravare il tutto ci sono i compensi di altri direttori e manager, alcuni “parcheggiati”. Anna La Rosa (sopra), oggi a disposizione del direttore del Tg3, guadagna 240.000 euro e Carmen Lasorella, a RaiNet, 200.000. Si aggiungono il direttore della comunicazione Giovanni Parapini 250.000, la direttrice di Rai Fiction Eleonora Andreatta 270.000. Si pensi poi che la ex direttrice generale Lorenza Lei, che oggi è in contenzioso con la Rai, guadagnava 240.000.

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Lo stipendio dei direttori di rete

Infine ci sono i direttori di rete. Trecentomila euro vanno a Ilaria Dallatana (Rai2) e Daria Bignardi (Rai3), per quanto 20.000 circa in meno rispetto ai loro predecessori, Angelo Teodoli e Andrea Vianello.

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