Vaccinare la figlia o no? A Modena deciderà il giudice

Ancora uno scontro per le vaccinazioni, ma stavolta all’interno della stessa famiglia a Modena. I genitori sono separati e ormai è imminente la scelta per le vaccinazioni obbligatorie della loro figlia, una bambina di 6 anni.

Ma la mamma si oppone con tutte le sue forze, mentre il padre è favorevole. Per la prima volta in Italia deciderà il giudice del tribunale civile. Tra l’altro in Emilia-Romagna è in fase avanzata un progetto della giunta regionale in base al quale senza il certificato di vaccinazione non si verrà ammessi alla scuola dell’obbligo.

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Una lunga serie di scontri tra papà e mamma

Repubblica.it racconta che  “Già nell’aprile del 2014 il padre ha chiesto di incontrare la madre alla Asl per parlare delle vaccinazioni. Non è servito a convincere la donna”.

Nuovo appuntamento a marzo 2016: il padre “ha cercato di risolvere la questione davanti al giudice tutelare, che ha invitato i genitori per una conciliazione. Non si è raggiunto l’accordo e il magistrato a quel punto ha inviato il fascicolo al Tribunale civile”.

Due consulenti, uno per parte

Il collegio ha nominato un consulente, una pediatra di famiglia della città, e così hanno fatto anche le parti. La madre, assistita dall’avvocato Mirella Guicciardi, ha coinvolto Stefano Montanari, un farmacista vicino agli anti-vax, che con la moglie gestisce proprio a Modena un centro in cui si fanno studi sulla presunta presenza di materiali pericolosi, come nano particelle, in questi medicinali.

L’avvocato del padre, Marzia Bondavalli, si è affidata a Vittorio Selle, direttore dell’igiene pubblica della Asl di Venezia”.

 Ancora segnata da socntri l’udienza dell’11 luglio scorso.

Il perito del giudice ha detto che, dopo la visita medica della bambina, a fine settembre depositerà la bozza della sua relazione e darà 20 giorni alle parti per le loro osservazioni. Poi consegnerà al Tribunale il suo lavoro definitivo. A dicembre inizierà la discussione della causa. La bimba sarà già da molti mesi a scuola quando si deciderà se vaccinarla”. Sempre che non scatti prima la normativa restrittiva della Regione Emilia-Romagna.

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Il ministro Lorenzin: “Non è un diritto”

Pochi giorni fa, intervistata dal Messaggero, il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha ribadito che – salvo casi particolarissimi – non esiste il diritto a non vaccinarsi.

Il ministro (nella foto) ammette, nell’intervista, che c’è un calo molto significativo delle vaccinazioni “soprattutto negli ultimi tre anni, e soprattutto in quei paesi benestanti dove da tempo molte malattie sono state sconfitte grazie ai vaccini. L’Italia è fra questi, e il numero di chi non è vaccinato sale, con punte che variano dal 5 al 10 per cento. In alcune zone, come Rimini, siamo anche al 20 per cento”.

 Ma allora, chiede l’intervistratrice perché impedire a qualcuno di non vacicnarsi?  “Perché – rispond ela ministra – è una scelta che mette a rischio se stessi e anche gli altri”.

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