Nuovo riconoscimento per “Mia madre”: a Nanni Moretti il Sesterzio d’argento

Dai 10 minuti di applausi di Cannes al trionfo al Sesterzio d’Argento, il premio che, giunto alla quattordicesima edizione, viene assegnato ai film che meglio di altri rappresentano la città di Roma. Si sta parlando “Mia madre” di Nanni Moretti che, oltre che alla regia, lo vede anche protagonista accanto a Margherita Buy. Ad assegnare alla pellicola il riconoscimento nello scenario della Villa Agrippina, alle pendici del Gianicolo, è stata una giuria composta da Michele Placido (accompagnato dalla figlia Violante), Silvia D’Amico, Adriano Amidei Migliano, Alessandra Levantesi e Giovanni Veronesi. Motivazione: Moretti ha saputo rendere meglio degli altri film in concorso le atmosfere della capitale. Il premio speciale della giuria è stato assegnato invece al corto di Monica Scattini “Love Sharing”.

Il precedente di Cannes: 10 minuti di applausi e la commozione del regista

Tra Nanni Moretti e il Festival di Cannes c’è un rapporto speciale, qui il regista romano ha vinto il premio alla regia per “Caro Diario”, nel 1994, la Palma d’Oro nel 2001 con “La stanza del figlio”, ed ha presieduto la giuria dell’edizione 2012. I francesi lo amano e glielo hanno mostrato anche oggi, quando un applauso di 10 minuti è scoppiato dopo la fine della proiezione di stasera du “Mia madre”. Il regista si è commosso e ha pianto. Con lui in lacrime anche il cast e gran parte del pubblico in sala

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Da una storia vera

Il film in Italia lo conosciamo bene, visto che è già uscito nelle sale a metà aprile. Un’opera intima, autobiografica (Moretti ha perso veramente la mamma da poco), che racconta la storia di una regista, Margherita (Margherita Buy) alle prese con il suo ultimo film, ma anche con la malattia dell’anziana madre (Giulia Lazzarini), ed un fratello (Moretti) fortunatamente più pacato di lei. In più, l’attore protagonista del film di Margherita, Burry Huggins (interpretato da John Turturro), non sembra particolarmente ispirato ed è causa di numerosi litigi sul set. Privato e lavoro si intrecciano col presente, con il passato e con sogni.

Spettatore colpito, senza ricatti emotivi

Il merito principale di “Mia madre” è quello di arrivare al cuore dello spettatore, commuoverlo senza ricattarlo emotivamente. Ad un inizio forse un po’ lento, dove la storia fatica a decollare, subentra poi un crescendo di emozioni sincere. Moretti fa i conti con la morte e con se stesso. Il cui alter ego, interpretato da Margherita Buy, alla fine si mette in discussione nei confronti del mondo: “Sono davvero così terribile come la gente mi vede?”, si chiede ad un certo punto il personaggio della Buy nel film.
Al contrario la madre morente è molto amata, ancora gli ex allievi del ginnasio dove ha insegnato per anni le fanno visita. Ed è proprio lei, che nella scena più bella del film invita a pensare al domani. Lasciando quindi una speranza al futuro.

Moretti: “In Italia troppa distrazione sul cinema”

Dopo la proiezione Moretti ha parlato alla stampa straniera degli stessi temi che aveva affrontato con i giornalisti italiani il mese scorso. Del fatto che in Italia ci sia troppa distrazione sul cinema, sia a livello industriale che artistico.

Della scelta di Margherita Buy nel ruolo della protagonista, perché voleva dare ad una donna tutte quelle caratteristiche che vengono considerate “più maschili”. Di quanto un regista (nel film Margherita dice: “Il regista è uno stronzo a cui si permette di tutto”) possa diventare insopportabile durante le riprese. Un piccolo show d’autocritica che ha sedotto i giornalisti in sala stampa.

Troppo presto per parlare di premi, ma…

Premio? Troppo presto per dirlo. Di sicuro, fino a questo momento, “Mia madre” è uno dei film che ha convinto di più.

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