Torna in Italia dopo 5 anni la bambina rapita dal padre egiziano (video)

La comunicazione è di quelle ufficiali: “La piccola Sara Ammar e sua madre Sandra Fardella (nella foto sopra) sono finalmente arrivate questa mattina in Italia assistite dall’ambasciatore italiano”. A pronunciare queste parole è il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni e arriva così alla fine una vicenda iniziata 5 anni fa, quando la bambina ne aveva 4, rapita dal padre egiziano nel gennaio 2010. Da allora c’erano fondati motivi di credere che la piccola, che ho ha 9 anni, fosse stata portata dal genitore in Egitto. E qui la madre, Sandra Fardella, si era trasferita per cercare sua figlia, non rassegnando a quanto era avvenuto.

Sulla vicenda era intervenuto anche Mattarella

“È il felice epilogo di una vicenda che il governo ha seguito con la massima attenzione e che ha visto la Farnesina lavorare intensamente per raggiungere questo risultato”, ha detto Gentiloni, aggiungendo che “il caso era stato anche oggetto a maggio di un intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella”. Inoltre, sempre nelle parole di Gentiloni, si è lavorato con le autorità egiziane che hanno “permesso l’esecuzione della sentenza che stabilisce che la custodia della figlia spetta alla madre”.

Il rapimento preceduto da una telefonata a Malpensa

La vicenda era iniziata il 9 gennaio 2010 quando l’uomo aveva prelevato da Milano la bambina, che era stata affidata alla madre. L’unico segnale che aveva preceduto il rapimento era stata una telefonata dall’aeroporto di Malpensa in cui l’ex marito della donna le aveva passato la bambina. Non subito, però, era chiaro quello che era appena accaduto. Sandra Fanella lo ha compreso arrivando a casa senza trovare più la figlia e avendo come unica opzione quella di rivolgersi ai carabinieri.

L’appello della madre: “Torno con lei o mi faccio ammazzare”

Contro di lui erano stati quindi emessi un’ordinanza di custodia cautelare e un mandato di cattura internazionale per sottrazione di minore, ma senza risultato tanto che Sandra Fanella si era rivolta ai media per denunciare poco tempo fa che “sono sola, sono stata lasciata sola. Le autorità italiane ed egiziane mi prendono per i fondelli da quattro anni. Arrivo fino a un certo punto e poi quando si tratta di eseguire i provvedimenti trovo un muro di gomma. È come se tutti volessero che io lasciassi perdere. Ma io non posso e non lo farò”. Nel febbraio 2014, aveva anche mandato un video al Corriere della Sera e al quotidiano di via Solferino aveva detto: “Vado in Egitto: torno con lei o mi faccio ammazzare”.

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