Auto: addio al libretto, dal 1° luglio 2018 arriva il documento unico

È ufficiale: dal 1° luglio 2018 addio al certificato di proprietà e il libretto di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi, sostituiti dal documento unico di circolazione. Lo ha deciso il governo varando, in sede di consiglio dei ministri, un decreto ad hoc per la soppressione delle due carte, la prima di competenza dell’Aci e la seconda della Motorizzazione civile.

Anche la tariffa sarà unica

Il documento unico di circolazione “consentirà di ottimizzare i costi di produzione, archiviazione e controllo a carico dell’amministrazione”, spiega il governo in un comunicato. Vi corrisponderà una tariffa unica che prende il posto dei diritti di Motorizzazione e gli emolumenti per l’iscrizione o la trascrizione di ogni veicolo al Pubblico Registro Automobilistico (Pra). Resteranno valide le carte di circolazione rilasciate prima dell’entrata in vigore del decreto e quelle rilasciate fino al 1° luglio 2018.

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Via libera, tra le tante altre misure, da parte del Consiglio dei ministri di ieri, al documento unico per l’auto. Da giugno 2018  – ha spiegato il ministro Marianna Madia al termine del Cdm – “ci sarà un solo documento” per l’auto, che somma il certificato di proprietà e il libretto di circolazione, “una semplificazione per i cittadini” a cui la Madia (nella foto in basso) ha detto di aver lavorato “insieme al ministro Delrio”.

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Addio al libretto di circolazione e al certificato di proprietà dell’auto.

Nella riforma della Pubblica Amministrazione, infatti, c’è anche la più volte annunciata integrazione tra le competenze del Pubblico Registro Automobilistico (PRA) gestito dall’Aci e della Motorizzazione, che dovrebbero confluire in un’agenzia unica presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Un solo documento per la vettura

In pratica, significa che, come ha annunciato oggi il viceministro ai Trasporti Riccardo Nencini, l’automobilista avrà ”un solo documento per l’auto al posto dei due attuali” prodotti da Aci (il certificato di proprietà del veicolo) e Motorizzazione (il libretto di circolazione), ”con responsabilità del Ministero”. ”Avevo preso questo impegno due anni fa e l’ho mantenuto”, ha aggiunto Nencini sottolineando che ”per i cittadini ci sarà un risparmio di 39 euro”, perché per ogni pratica di immatricolazione o passaggio di proprietà si pagheranno 61 euro contro gli attuali 100.

L’intervento dell’Autorità Antitrust
Sul tema si era pronunciata lo scorso 7 febbraio anche l’Autorità Antitrust che aveva chiesto l’istituzione di “un’unica agenzia sottoposta alla vigilanza del Ministero dei Trasporti in cui far confluire le funzioni ad oggi svolte dal Mit e da Aci”, precisando che la nascita della nuova agenzia avrebbe avuto come conseguenza “l’introduzione di un’unica modalità di archiviazione finalizzata al rilascio di un documento contenente i dati di proprietà e di circolazione” degli autoveicoli. Il tutto nell’ottica di una “semplificazione amministrativa nella gestione delle banche dati stesse”.

Commistioni inammissibili

L’Autorità segnalava anche come “non ammissibile” “la commistione, in seno ad Aci e agli Ac provinciali, tra l’attività istituzionale di gestione del PRA, le attività federali del settore dell’automobilismo e una serie di altre attività commerciali, soggette a concorrenza e non strettamente necessarie per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali”.
L’integrazione tra le competenze dei due Enti, oltre che ridurre i costi correlati alla gestione dei dati, metterebbe fine anche ad una anomalia tutta italiana.

Infatti, se la carta di circolazione emessa dalla Motorizzazione è l’unico documento valido per la circolazione dei veicoli in tutti i Paesi, per l’ordinamento italiano c’è anche la necessità di iscrivere il veicolo al PRA gestito dall’Aci. Solo attraverso questa iscrizione, infatti, l’intestatario del veicolo al momento diventa proprietario.

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