Mal di pancia dei bambini: prendetelo sempre sul serio, l’esperto spiega perché

Il mal di pancia è sicuramente uno dei motivi più frequenti per cui i bambini vengono portati dal medico: in età scolare, l’incidenza è del 10-15%. Quali sono le cause più comuni? E quando è il caso di allarmarsi?
Ne abbiamo parlato con il professor Alberto Giovanni Ugazio, responsabile Isba, Istituto per la Salute del Bambino e dell’Adolescente dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma (nella foto sotto).

Per i più piccoli sono segnali importanti

“Nei più piccoli, intorno a un anno o due, il sospetto di un mal di pancia deve essere sempre preso in grande considerazione, sia per il fatto che il bambino non è in grado di esprimersi sia perché non è infrequente, a questa età, che si tratti di patologie chirurgiche, che vanno affrontate tempestivamente”, spiega lo specialista.

La sindrome da colon irritabile

“A mano a mano che il bambino cresce, invece, pur restando presenti le cause chirurgiche (per esempio, le appendiciti acute) cominciano a diventare prevalenti  situazioni di dolori addominali meno preoccupanti. Nella grande maggioranza dei casi, il mal di pancia rimanda alla cosiddetta sindrome da colon irritabile, una condizione che può essere determinata in parte da uno stile di vita non corretto (per esempio, una dieta con scarso apporto di fibre) in parte da fattori psicologici. L’intestino, infatti, è una parte del corpo che riflette in modo particolare gli stati d’animo: capita abbastanza di frequente che i bambini somatizzino in un mal di pancia piccoli dissapori familiari o situazioni di disagio a scuola”.

Impariamo a distinguere i diversi fastidi

Come si caratterizza questo tipo di mal di pancia?

“I dolori addominali da colon irritabile non sono violenti, ma fastidiosi. Possono essere ripetitivi (tipico il caso in cui il bambino lamenta di avere dolore sistematicamente ogni mattina prima di andare a scuola) e possono accompagnarsi a diarrea, stipsi o da un’alternanza di entrambe”, afferma il professor Ugazio.

 

I rimedi disponibili in casa, poi il pediatra

Che cosa può fare il genitore? “Un rimedio momentaneo può essere la somministrazione di paracetamolo, che oltre ad essere un antipiretico svolge anche una blanda azione antidolorifica. In seconda battuta sarà opportuno parlarne con il pediatra di fiducia per valutare con lui il da farsi: se è il caso di apportare qualche modifica alle abitudini alimentari del bambino (introdurre più frutta e verdura, ridurre il consumo di zuccheri, evitare le bibite gassate…) o avvalersi di esami mirati per escludere determinate patologie (celiachia, allergie alimentari)”.

In alcuni casi serve un supporto psicologico

Escluse le cause organiche, si potrà ipotizzare che il mal di pancia sia conseguente ad una somatizzazione ed eventualmente valutare il ricorso ad un supporto psicologico (a questa età una o due sedute da uno specialista possono essere sufficienti a risolvere la situazione di disagio emotivo). Una cosa importante che il genitore deve sempre considerare, è che, anche  laddove l’origine fosse psicologica, il mal di pancia che il bambino avverte è reale: non va mai sminuito né sottovalutato.

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto