Messico: arrestati 4 poliziotti per la scomparsa di tre ambulanti napoletani

Svolta nell’indagine sui tre venditori ambulanti napoletani che il 31 gennaio scorso sono scomparsi in Messico: 4 agenti della polizia messicana, tra i quali una donna, sono stati arrestati per aver venduto “a una banda di criminali” Raffaele Russo, il figlio Antonio e il nipote Vincenzo Cimmino, originari di Napoli.

I tre si trovavano a Tecalitlàn, nello stato messicano di Jalisco, nella parte occidentale del paese.

“Hanno venduto i tre italiani”

Il procuratore generale Raul Sànchez ha detto, nel corso di una conferenza stampa, che i quattro agenti della polizia locale hanno confessato di aver “venduto i tre italiani a membri di una banda del crimine organizzato di Tecalitlàn”, una cittadina di 16.500 abitanti a 600 chilometri a ovest di Città del Messico. Ora rischiano una condanna tra 40 e 60 anni di carcere.

Le autorità messicane hanno assicurato che continuano le ricerche dei tre italiani, ma al momento non si può affermare con certezza che siano finiti nelle mani del “Cartel Jalisco Nueva Generacion”, una delle organizzazioni criminali più potenti del Messico.

 

Le notizie del 17 febbraio

Tre italiani sono scomparsi nel nulla in una cittadina di 16.000 abitanti a 700 km da Città del Messico, dove facevano i venditori ambulanti. La denuncia arriva da una famiglia napoletana che non ha più notizie dei familiari ormai da 18 giorni.
Della vicenda è stata informata anche la Farnesina, che sta seguendo il caso con l’ambasciata nella capitale messicana in stretto raccordo con le autorità locali e in costante contatto con la famiglia.

I tre scomparsi sono il sessantenne Raffaele Russo, suo figlio Antonio e suo nipote Vincenzo Cimmino, rispettivamente di 25 e 29 anni.

“Ad oggi non è pervenuta nessuna richiesta di riscatto – dicono i familiari -. Chiediamo la massima diffusione della notizia e delle foto segnaletiche”.

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