Raggi: “Lo stadio della Roma a Tor di Valle si farà”, eliminate le tre torri

Dopo una giornata passata all’ospedale San Filippo Neri per un malore, Virginia Raggi si ristabilisce e porta alla Roma e ai tifosi giallorossi l’ormai inattesa buona novella: lo stadio di Tor di Valle si farà.

Trovato l’accordo tra il Campidoglio e i proponenti del progetto. Il nuovo avveniristico impianto  si farà sempre a Tor di Valle.

Ad annunciare il via libera ha voluto essere la sindaca in persona, che poi come suo solito, ha raccontato tutto su Facebook (vedi immagine sotto).

Via le tre torri previste dal progetto iniziale

Tra i dettagli dell’accordo “via le torri” e un taglio delle cubature di circa la metà sul progetto originario. All’annuncio era presente il direttore generale della Roma Mauro Baldissoni (in apertura e nella foto in basso con la sindaca). Presente all’incontro anche il costruttore Luca Parnasi, proprietario dei terreni dell’ex ippodromo di Tor di Valle.
I proponenti del progetto Stadio della Roma a Tor di Valle, a quanto si apprende, dovrebbero chiedere una sospensione di 30 giorni della conferenza dei servizi. La prossima riunione è fissata al 3 marzo.

La sindaca: “Uno Stadio Fatto Bene”

“Uno Stadio Fatto Bene. Tre torri eliminate; cubature dimezzate, addirittura il 60% in meno per la parte relativa al Business Park; abbiamo elevato gli standard di costruzione a classe A4, la più alta al mondo; mettiamo in sicurezza il quartiere di Decima che non sarà piu soggetto ad allagamenti; realizzeremo una stazione nuova per la ferrovia Roma-Lido”: questo il primo commento di Virginia Raggi su Fb a proposito dell’intesa raggiunta sullo stadio della Roma.

 

Pallotta: “The next chapter begins”

The next chapter begins (“comincia un nuovo capitolo). Forza Roma”. Così il presidente della Roma, James Pallotta (nella foto su Twitter), ha fatto sapere di essere soddisfatto all’Ansa dopo l’annuncio dell’accordo sul nuovo stadio fatto dalla sindaca, Virginia Raggi.
“Questa è una serata importante per la Roma. Non vediamo l’ora di costruire uno stadio che Roma possa mostrare a tutto il mondo del calcio”: comincia così una dichiarazione del presidente giallorosso, James Pallotta, diffusa sul sito della società, dopo l’accordo con l’amministrazione capitolina sulla realizzazione del nuovo stadio .

 

 

“È stato un percorso molto lungo, che potrebbe essere paragonato a quello fatto dai nostri antenati Romani in molte campagne del passato. Ma la prossima tappa di questo viaggio – prosegue la dichiarazione di Pallotta – e di fronte a noi e, per questo, vorrei ringraziare prima di tutto i nostri tifosi. Sono i migliori al mondo”. “Un grande ringraziamento va alla sindaca. Virginia Raggi. e al vicesindaco. Luca Bergamo – si legge ancora – e a tutti gli altri membri dell’amministrazione, senza dimenticare Luca Parnasi e la sua squadra. E più di tutti voglio far sentire il mio grazie a Mauro e a tutto lo staff dirigenziale della Roma, che ha lavorato qui e all’estero, assieme ai giocatori e all’allenatore”. Nella foto qui sopra Pallotta con la Raggi durante la sua visita in Campidoglio con la prima presa di contatto con la sindaca.

Soddisfatto anche il Dg Mauro Baldissoni

Sul sito ufficiale della Roma esprime la sua soddisfazione anche il Direttore generale Mauro Baldissoni (nella foto qui sopra, è lui il Mauro di cui parla il presidente Pallotta nel suo messaggio). Il Dg parla di “giorno  storico per la Roma e per la Capitale”.

Le notizie del 23 febbraio: sembrava fosse finita male

Nuova capriola grillina sul nuovo stadio della Roma. E potrebbe essere l’ultima anche se negativa. È arrivata, ieri sera, con le parole di Beppe Grillo:  “Nessuno dice di No: c’è una discussione sulla collocazione che attualmente è prevista in una zona a rischio idrogeologico. Si discute solo su dove farlo, magari in una zona non a rischio”.

Le parole di Grillo al Tg2

Lo dice Beppe Grillo intervistato dal Tg2, dopo aver incontrato tutti i consiglieri M5s in Campidoglio.

“Nessuno dice di No, diciamo di Sì ma in una parte che non sia quella” di Tor di Valle, afferma Grillo che ribadisce: “È meglio farlo in una zona che non esonda”.

 

Pallotta (Roma): il ‘No’ sarebbe una catastrofe

James Pallotta, proprietario della Roma e fautore del nuovo stadio, tramite il profilo Twitter dell’As Roma, in vista dell’incontro di domani con il Campidoglio sull’impianto di Tor di Valle, scrive: “Ci aspettiamo un esito decisamente positivo dall’incontro in programma venerdì. In caso contrario, sarebbe una catastrofe per il futuro dell’AS Roma, del calcio italiano, della città di Roma e francamente per i futuri investimenti in Italia”.

 

Il tam tam dei tifosi giallorossi

Domani, nella giornata dell’incontro in Campidoglio tra gli amministratori e i proponenti del progetto dell’impianto sportivo a Tor di Valle, i supporter giallorossi si daranno appuntamento per una manifestazione sotto Palazzo Senatorio. La protesta che sta nascendo sui social: “Domani alle 11 saremo al Campidoglio”, scrive più di un supporter sul web. Pallotta, intanto, fa sapere che – senza stadio – dovrà vendere tutti i calciatori migliori e non rinnoverà il contratto a Francesco Totti.

Le notizie del 20 febbraio

Beppe Grillo è a Roma, lunedì 20 febbraio, per cercare di uscire – asieme alla sindaca Raggi – dal ginepraio del nuovo stadio della Roma, bloccato sotto i colpi provenienti dall’esterno e anche dall’interno del Movimento 5Stelle romano.

“Lo stadio? Ancora non so se sarà fatto ma se lo faremo sarà fatto con criteri innovativi e in modo condiviso. Prima sentiremo la popolazione interessata dal progetto e con loro potremo costruire una cosa straordinaria”: ha detto Beppe Grillo, dopo l’incontro con la sindaca Raggi.

Il ministro Franceschini: “La decisione finale al Cdm”
Il ministro Dario Franceschini ha ricordato che “la decisione finale, per la parte di competenza statale, potrà essere portata alla decisione del Cdm”.

“Ha detto bene il ministro Madia – ha specificato Franceschini – su vincoli e pareri le soprintendenze sono autonome e indipendenti e il ministro dei Beni culturali non ha alcuna possibilità di condizionarne le scelte. Se intervenissi per cercare di influenzare procedimenti in corso, violerei la legge, commettendo un atto illecito”.

 

Intanto l’iter è stato rallentato

Rallenta ancora l’iter per il nuovo stadio della Roma. Per prima parla la sindaca, Virginia Raggi, a cui non par vero di ricevere un assist per frenare, mentre infuriano le polemiche tra i 5Stelle romani.

“La Soprintendenza – dice la sindaca – ha comunicato al Comune di Roma l’avvio di dichiarazione di interesse culturale sull’ex ippodromo di Tor di Valle. Si tratta dell’area indicata per la realizzazione dello stadio. Vi sono quindi nuovi elementi che incidono sulla valutazione e realizzazione del progetto che in queste settimane è oggetto di verifica da parte del Comune”.

Conclude Virginia Raggi. “Come abbiamo sempre detto, vogliamo che la Roma abbia uno stadio ma nel rispetto della legge”, aggiunge.

 

L’attacco dei proponenti
“Non possiamo esimerci dall’evidenziare come sia particolarmente singolare la tempistica di questo parere emesso dalla Soprintendenza e certamente avvieremo ogni possibile azione a tutela del nostro progetto, di tutti gli investitori e pubblici azionisti della As Roma e naturalmente di tutti i tifosi che in queste ore non comprendono iniziative talmente intempestive da apparire quantomeno ostili”: è questa la sintesi bellicosa (giustamente, dal loro punto di vista) di una nota dei proponenti del nuovo stadio della Roma (nella foto sopra un plastico col progetto).

 

 

L’alt arriva dalla Soprintendenza archeologica: la notizia del 18 febbraio

Nuovo (e imprevisto) alt allo stadio della Roma. La Soprintendenza archeologica del Comune di Roma ieri ha comunicato a sindaca, Regione e società proprietaria del terreno, la Eurnova di Luca Parnasi, “di aver avviato il procedimento di dichiarazione di interesse particolarmente importante del manufatto” e “il contestuale avvio del procedimento per la prescrizione di misure di tutela indiretta”.

Il “manufatto” è il famoso ippodromo di Tor di Valle, inaugurato nel 1959, un gioiello architettonico, in particolare la tribuna (nella foto in basso).

Le “prescrizioni di tutela indiretta”, invece, le spiega il documento poco più avanti: “L’area dovrà essere lasciata libera da ogni opera in elevato – scrive il Soprintendente architetto Margherita Eichberg, nella foto sopra, scatta quando era soprintendente in Calabria –, tranne che nella zona degli attuali manufatti, dove le altezze di eventuali opere non dovranno superare quella delle esistenti”.

Tradotto per i “profani”: dove non c’è nulla non si può costruire nulla. Dove c’è la tribuna al massimo se ne può tirare su una uguale. Allora dove mettere lo stadio della Roma? Perché è proprio l’impianto calcistico, prima che tutto il resto, che non trova posto.

C’è da chiedersi, però, perché questo parere – drastico anche se motivato – è stato espresso solo ora, dopo due anni di discussioni intorno al progetto e a pochi giorni dal 3 marzo, la data indicata dall’amministrazione capitolina per il varo dell’opera.

 

 

La corrispondenza Raggi-Casaleggio

La corrispondenza fitta tra Virginia Raggi nel circuito dei “4 amici al bar” colpisce ancora. Questa volta per merito di Repubblica, che mette on line una mail del 14 agosto scorso indirizzata a Davide Casaleggio e condivisa con quelli che allora erano i suoi stretti sodali: Frongia, Romeo e Marra.

L’articolo è firmato da Maria Elena Vincenzi. La mail – come dicevamo – è indirizzata Davide Casaleggio (“Tu sei l’unico che mi capsice…”).

La difesa dell’opportunità politica

“Se a tuo avviso la non opportunità politica della nomina risiede nel fatto che alcune persone hanno lavorato con le amministrazioni precedenti, circostanza normale essendo dipendenti, e quindi non “vergini”, allora lo stesso ragionamento deve essere applicato all’assessora all’Ambiente Paola Muraro. Sul suo capo, peraltro, oltre ai 12 anni di lavoro come consulente in Ama (che è un disastro totale), ci sono telefonate con Buzzi, sue dichiarazioni del 2014 a favore degli inceneritori, ecc. Inoltre, lei ha anche un 335 positivo, ossia hanno iscritto un presunto reato a suo carico (lo staff romano lo sa e ha fatto quadrato, come anche noi del resto), del quale ignoriamo gli estremi. Non è un avviso di garanzia ma potrebbe diventarlo”.

Attenzione alle date di quelle settimane cruciali

Era il 14 agosto. Appena 4 giorni prima, il 10 agosto, Raggi aveva detto: “L’avviso di garanzia per Muraro? È un’ipotesi al momento irreale”. Bugia: sapeva bene che stava per arrivare.

L’avvocata grillina continua: “Non la conoscevo. Ce l’ha presentata Stefano Vignaroli. Ti dico una cosa: mi sembra brava e proprio il fatto di aver lavorato all’interno del sistema fa sì che lei possa “girare la chiave nel quadro e far partire la macchina”. I nostri detrattori chiedono “discontinuità”, ma è proprio questa esperienza che ci consente di produrre risultati”.

L’accanito sostegno a Romeo e Marra

“Così è per le altre persone che sono di nostra fiducia. Romeo è iscritto al M5S dal 2012, lo conoscono tutti i consiglieri perché li ha sempre aiutati durante le sessioni di bilancio, ha collaborato con alcuni dei nostri senatori”.

Poi l’ex capo del personale: “Marra lavorava più con noi consiglieri. Loro, come gli altri nostri collaboratori storici, possono “girare la chiave e far partire la macchina” e lo stanno già facendo. Ed è questo che, unitamente all’onestà, al rigore morale, al rispetto ferreo della legge, ci aiuta a non sbagliare a produrre da subito i risultati che servono per far vedere ai romani (e al mondo) che questa amministrazione sta già lavorando e fa cose. Se mettessimo tutte persone anche preparate ma “vergini di amministrazione”, starebbero i primi sei mesi solo a capire dove è il bagno. E non abbiamo tutto questo tempo, non ce lo daranno i nostri nemici”.

E la lunghissima mail si concludeva dicendo: “Questo voglio che rimanga scolpito nella pietra: io non credo che siamo tutti insostituibili, ma se vogliamo raggiungere un risultato, dobbiamo capire chi ci può aiutare a farlo nel migliore dei modi. Con onestà, trasparenza, rigore morale e, soprattutto, nello spirito del M5S. E a Roma, sebbene non siano molte, queste persone ci sono”.

“Solidarietà per Virginia”

Intanto, per rompere l’accerchiamento dlela sindaca, ieri, venerdì 17 febbraio, i 5 stelle romani hanno promosso una manifestaizone di solidarietà in Campidoglio. “È bellissima, è quello che serve – ha detto la sindaca, aggiungendo: “Stiamo lavorando tanto ricostruendo le fondamenta. I risultati non ancora si vedono ma piano piano qualcosa si inizia a vedere. Noi siamo qui per cambiare le cose ed è importante sapere che i cittadini sono con noi. Dateci tempo”.
E poi una promessa ai suoi: “Non molliamo, non molliamo!”, così Virginia Raggi ha ringraziato i suoi sostenitori prima di rientrare a Palazzo Senatorio in Campidoglio dopo il bagno di folla. La sindaca M5S di Roma ha portato con sè e innalzato per mostrarlo ai supporter un grande cuore di cartone con scritto ‘Non sei sola’.

 

Lo scontro sul nuovo stadio del 17 febbraio

Nuovo scontro tra i grillini romani e i vertici nazionali. E nuovo attacco alla giunta capitolina e a Virginia Raggi della deputata Roberta Lombardi (nella foto in apertura assieme alla sindaca).

“Questa è Roma e io non ci sto a vederla martoriata per soddisfare la volontà di qualche imprenditore. Bisogna annullare subito la delibera che stabilisce la pubblica utilità. Mi auguro che l’amministrazione capitolina faccia la scelta giusta e chieda al proponente di avanzare dunque un nuovo progetto che rispetti la legge e la Capitale”: è questo il testo della deputata romana del M5s Roberta Lombardi in un post su Facebook, che raccoglie molte “spinte” della base romana dei 5Stelle.
Ma arriva subito la risposta di Grillo dal suo blog: “Sullo stadio della Roma decidono la Giunta e i consiglieri. I parlamentari pensino al loro lavoro”, scrive in un post. Dagospia nei giorni scorsi ha lanciato uno “spiffero” secondo il qualem già tre mesi fa il leader dei 5Stelle si sarebbe incontrato col costruttore Parnasi, promotore del nuovo impianto sportivo (e di tutto il resto). La voce non risulta smentita.

Il post di Roberta Lombardi si intitola invece: “Sì allo stadio dlela Roma, ma non con questo progetto”.

Lo potete leggere integralmente nell’immagine in basso.

 

 

Non due ma tre polizze, le notizie del 16 febbraio

Non due ma tre polizze. Le vicende del Campidoglio, con i protagonisti Virginia Raggi e Romeo sono sempre più un “giallo”, con l’arrivo sulla scena anche di una cassetta di sicurezza, svuotata tre giorni dopo l’arresto di Raffaele Marra. E il contratto assicurativo sottoscritto all’insaputa della prima cittadina della capitale.

“L’ho letto anche io sui giornali”

“La terza polizza? Ho letto anche io i giornali e sono la prima a voler capire una vicenda che mi vede totalmente estranea. Siamo al lavoro con i miei avvocati per capire la vicenda”. Così la sindaca di Roma Virginia Raggi, entrando in Campidoglio, sulla notizia riportata da alcuni quotidiani della terza polizza stipulata in suo favore dall’ex segretario del Campidoglio Salvatore Romeo.

“Comportamento inaccettabile”

Qualche ora dopo ha annunciato che sulla vicenda intende presentare un esposto in procura contro Romeo. “È inaccettabile che il dottor Romeo abbia fatto una cosa del genere”, ha aggiunto Virginia Raggi. “Ne prendo totalmente le distanze. A questo punto con i miei avvocati mi rivolgerò alla procura per tutelare la mia persona”.

Sottoscritta il 26 gennaio

Ma andiamo con ordine. La terza polizza intestata alla sindaca di Roma, di 8.000 euro, è stata accesa da Romeo il 26 gennaio scorso, 48 ore dopo la notifica dell’avviso a comparire alla Raggi.

La cassetta svuotata

Inoltre Salvatore Romeo era titolare di una cassetta di sicurezza che venne completamente svuotata il 19 dicembre 2016, un lunedì. Primo giorno utile dopo l’arresto di Raffaele Marra, entrato a Regina Coeli con l’accusa di corruzione il venerdì precedente, il 16 dicembre.

Che cosa è accaduto fra i “4 amici al bar”?

Ancora non c’è una risposta precisa a questa tela di ragno che ormai copre il Campidoglio, ma la notte dell’8 febbraio scorso, quando Salvatore Romeo rimane dalle 19 alle 2 del mattino negli uffici della Procura di Roma, ci deve essere stata una svolta.

“Ho passato giorni migliori”, dice Romeo

“Ho passato giorni migliori”, dice Romeo. E infatti il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il sostituto Francesco Dall’Olio hanno in mano un atto acquisito dai nuovi accertamenti della squadra mobile di Roma di cui chiedono conto. Si tratta della terza polizza vita di 8.000 euro accesa da Romeo con beneficiaria Virginia Raggi. Stesse modalità delle altre due (risalenti al gennaio 2016, sei mesi prima dell’elezione della Raggi a sindaca di Roma e della nomina di Romeo a suo capo della segreteria) e dunque identica impossibilità della “ignara” beneficiaria (la Raggi) di riscuotere il premio in circostanze diverse da quelle della morte dell’assicurato.

Una polizza alla vigilia dell’interrogatorio della sindaca

I pm chiedono a Romeo per quale diavolo di ragione era stata accesa quella terza polizza in un momento in cui l’indagine della Procura aveva acceso un faro sulle precedenti due e la Raggi si preparava per giunta ad affrontare il suo interrogatorio? Per metterla in difficoltà?

Ancora “affetto verso Virginia”

Romeo mette a verbale la solita risposta sentimentale (ma difficile da credere vista anche la strana tempistica): “Ho acceso la terza polizza per affetto verso Virginia Raggi. E lo volevo fare in un momento per lei particolare”.

E spunta, durante l’interrogatorio di Romeo anche una seconda questione che intriga i Pm.

La cassetta di sicurezza esisteva dal 2011, svuotata all’improvviso

Le indagini patrimoniali della Squadra Mobile hanno infatti scoperto che, dal 2011, collegata a un conto corrente di cui Romeo è titolare, c’è una cassetta di sicurezza di cui lo stesso Romeo ha indicato come “comodataria” (utilizzatrice) una sua amica.

Ma quella cassetta di sicurezza è stata aperta e svuotata del suo contenuto la mattina del 19 dicembre 2016, un lunedì, primo giorno utile di apertura della banca dopo una data che in questa storia conta. Il 16 dicembre, un venerdì, quando Raffaele Marra, l’amico preferito di Romeo, viene arrestato per corruzione per la compravendita di favore di un appartamento del costruttore Scarpellini. Che cosa conteneva per dover essere portato altrove in fretta e furia?

E l’assessore all’Urbanistica se ne va: le notizie del 15 febbraio 2017

L’assessore all’Urbanistica del Comune di Roma – dopo giorni di polemiche e di tira e molla – ha deciso di gettare la spugna e di rendere effettive le sue dimissioni. “Non si può continuare così”, ha dichiarato ieri nel tardo pomeriggio.

Probabile che la notizia, diffusa dal Campidoglio nel pomeriggio, che è imminente il sì al nuovo stadio della Roma abbia contribuito a far precipitare la situazione. L’assessore aveva messo in guardia più volte, infatti, sindaca e giunta capitolina che, intorno alla stadio girava una speculazione edilizia di grandi proporzioni, come del resto sostenevano gli stessi 5Stelle in campagna elettorale e anche prima, quando il sì al nuovo stadio era stato pronunciato dal sindaco Marino.

Il comunicato dell’assessore: “Le periferie sprofondano e si pensa allo stadio”

“Era mia intenzione servire la città mettendo a disposizione competenze e idee. Prendo atto che sono venute a mancare le condizioni per poter proseguire il mio lavoro. Ringrazio coloro che hanno collaborato con me e le tante persone che mi hanno sostenuto in questi mesi di duro impegno. Da questo momento le mie dimissioni sono irrevocabili”: con questo scarno comunicato all’Urbanistica Paolo Berdini, sollecitato nei giorni scorsi da molti suoi amici e intellettuali legati al mondo dell’urbanistica, dice addio a Virginia Raggi, che lo aveva messo sotto tutela e di fatto esautorato nella trattativa con la Roma per lo stadio e le opere connesse.

No all’urbanistica “contrattata”

E – infatti – la polemica torna a tutto tondo nelle parole dell’ex assessore: “Mentre le periferie sprofondano in un degrado senza fine e aumenta l’emergenza abitativa, l’unica preoccupazione sembra essere lo stadio della roma. Dovevamo riportare la città nella piena legalità e trasparenza delle decisioni urbanistiche, invece si continua sulla strada dell’urbanistica contrattata, che come è noto, ha provocato immensi danni a Roma”, si legge nella nota.

 

 

Le notizie dell’11 febbraio: la registrazione dell’intervista

Ormai all’assessore all’urbanistica del comune di Roma, Paolo Berdini, non rsta che un’unica strada: andarsene, lasciando la giunta Raggi e il Campidoglio. Questo dopo la pubblicazione di un nuovo audio in cui l’assessore sostiene che Virginia Raggi e Salvatore Romeo – secondo lui – “erano amanti”.

“Mo’ fa’ conto quello che penso io, che rimane veramente fra noi, poi lo utilizzi: un anonimo che ti ha detto… Cioè questi erano amanti”: è questo il nuovo passaggio del colloquio fra il giornalista della Stampa, Federico Marcello Capurso, e l’assessore capitolino all’Urbanistica Paolo Berdini reso noto con un audio pubblicato prima sul profilo Facebook di Mattia Feltri, cronista del quotidiano torinese, e poi anche sul sito della Stampa. Qui la registrazione.

 

“Non sapevo di essere registrato”

Tuttavia l’assessore all’Urbanistica di Roma (nella foto sopra), intervistato dall’Agenzia Ansa, insiste: “No – sostiene in merito al colloquio da giorni al centro di polemiche – non sapevo di essere registrato. I colloqui con questa persona spiega – sono stati due. Uno appena finito il convegno al quale stavo partecipando. Il secondo colloquio è avvenuto fuori, mi stava aspettando. È lì che si è qualificato anche come giornalista. Ma non mi ha mai detto che stava registrando”. All’inizio del primo colloquio, ha raccontato Berdini,  “si è avvicinato insieme ad alcuni del M5s miei amici”.

 

Le notizie del 9 febbraio

Un altro assessore stava per lasciare il Campidoglio, ma la sindaca Virginia Raggi ha respinto le sue dimissioni “con riserva”. Ricapitoliamo.

Prima di annunciare l’intenzione di lasciare il suo mandato all’urbanistica, Berdini riassume il suo punto di vista: “Una conversazione carpita dolosamente da uno sconosciuto che non si è nemmeno presentato come giornalista e durante la quale avrei persino affermato di essere amico del procuratore Paolo Ielo che non ho mai conosciuto in vita mia”.

Poi Berdini – dopo l’incontro con la sindaca – si lascia andare a un commento indispettito: “Ci stanno massacrando, un vero e proprio linciaggio mediatico che si sta scatenando proprio nel momento in cui l’amministrazione comunale prende importanti decisioni che cambiano il modo di governare questa città. Da mesi il sottoscritto lavora per riportare la materia urbanistica e l’affidamento degli appalti pubblici nella più assoluta trasparenza. È questo il programma della nuova amministrazione: un’azione limpida che evidentemente crea problemi ad alcuni gruppi di potere”.

In realtà sul nuovo stadio della Roma c’è stato un duro scontro tra l’assessore e Virginia Raggi, sostenuta dall’assessore allo sport Frongia. ER Berdini era dalla parte del no a oltranza, sgradito a buona parte dell’amministrazione capitolina che vuole mediare con la Roma calcio.

L’annuncio delle dimissioni

“Ho incontrato Virginia Raggi in Campidoglio: le ho ribadito la stima che merita. Provo profonda amarezza per la situazione che si è venuta a creare. Ne ho preso atto e, pertanto, ho rimesso il mandato conferitomi dalla sindaca lo scorso luglio”: queste le parole dell’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale Paolo Berdini dopo l’incontro con Raggi.

Dimissioni respinte “con riserva”

Ma arrriva una nota della sindaca, a stretto giro: “Ho incontrato l’assessore Berdini chiedendogli chiarimenti. Si è scusato ed ha rimesso nelle mie mani le deleghe che gli avevo assegnato lo scorso luglio. Ho respinto le sue dimissioni con riserva”. Tutto come prima?

 

Le frasi pubblicate da La Stampa

“Impreparata” e accerchiata da “una banda”. A dirlo, secondo il quotidiano La Stampa, è stato l’assessore all’urbanistica di Roma Paolo Berdini parlando di Virginia Raggi. Ma poi, in collegamento telefonico con Rai News 24, smentisce quanto scrive il giornalista Federico Capurso: “Mai rilasciata quell’intervista”. Il giornale di Torino invece insiste: “Se umanamente si può comprendere l’imbarazzo dell’assessore, questo comunque non giustifica in alcun modo gli inaccettabili giudizi che Berdini ha pronunciato sul collega [del quotidiano] per cercare di smentire quanto riferito”.

“Situazione esplosiva”

Vediamo di ricostruire. Secondo quanto scrive La Stampa, per l’assessore a Roma “è stato fatto un errore dopo l’altro” e aggiunge: “Trovo la situazione esplosiva, questa città non tiene”, “non mi aspettavo tutto questo”. E ancora, ha proposito di Virginia Raggi e Salvatore Romeo: “Sono proprio sprovveduti. Questi secondo me erano amanti. L’ho sospettato fin dai primi giorni, ma mi chiedevo: ‘Com’è che c’è questo rapporto?'”

“In mezzo a una corte dei miracoli”

Implacabile il giudizio sulla sindaca di Roma: “Su certe scelte sembra inadeguata al ruolo che ricopre. Ma impreparata strutturalmente, non per gli anni. Si è messa in mezzo a una corte dei miracoli. Anche in quel caso, io glie l’ho detto: sei sindaco, quindi mettiti intorno il meglio del meglio di Roma. E invece s’è messa vicino una banda. Come se ne esce? Non lo so. Io questo non lo so”.

“Il giornalista? Un piccolo mascalzone

Parole durissime che Paolo Berdini smentisce in modo altrettanto duro. “Stavo parlando con due amici e il giornalista, questo piccolo mascalzone, ha carpito alcune frasi. Sindaca impreparata? Tutti noi della Giunta siamo impreparati, anche io mi ci metto, l’avevo già detto. Non ho mai detto queste cose. Non mi fate scendere nello scantinato in cui è sceso questo poveretto”. Ma La Stampa conferma il lavoro di Federico Capurso.

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