Pavullo (Modena): botte e insulti ai bimbi, nuovi indagati all’asilo nido

Nuovi avvisi di garanzia, decisi dal pm di Modena Marco Imperato (nella foto sotto), nell’ambito delle indagini sui presunti maltrattamenti a bimbi fra 3 e 5 anni attribuiti ad una maestra dell’asilo “Mariele Ventre” di Pavullo, nell’Appennino modenese. Per lei, Manuela Giacomozzi, 52 anni, l’1 febbraio erano scattati gli arresti domiciliari, poi revocati ma con l’obbligo di non avvicinarsi alla scuola.

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Ascoltata una dozzina di insegnanti

L’interrogatorio della donna davanti al pm è atteso a breve. Secondo media locali, nel mirino – sulla base delle indagini svolte dai carabinieri, che hanno ascoltato decine di genitori e una dozzina di insegnanti – ci sarebbe personale della “Ventre” e altre insegnanti. La procura vuole chiarire se ci sono altre responsabilità.

Varie forme di violenze sui piccoli

Diversi genitori si sono chiesti, in queste settimane, come sia stato possibile che nessuno all’interno della scuola si fosse accorto dei comportamenti attribuiti all’insegnante: bimbi sollevati di peso e gettati come oggetti, insultati, schiaffeggiati, mandati fuori dalla scuola al freddo.

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Botte, offese, punizioni: i bambini non volevano più andare all’asilo perché avevano paura di lei. È’ il comportamento di M.G., maestra di asilo di 52 anni, ritenuta responsabile di maltrattamento aggravato su bimbi fra i 3 e i 5 ann.

Nei suoi confronti i carabinieri della Compagnia di Pavullo nel Frignano (Modena) hanno eseguito un’ordinanza cautelare di arresti domiciliari, emessa dal Gip di Modena, Eleonora De Marco.

 

Maltrattamenti fisici e psicologici

Secondo le indagini, coordinate dal Pm Marco Imperato, l’insegnante, coordinatrice di una scuola per l’infanzia, abusando delle proprie qualità e violando i doveri di equilibrio e correttezza, con condotte sistematiche e reiterate, ha maltrattato fisicamente e psicologicamente i piccoli durante l’orario scolastico. Con schiaffi, spintoni, strattonamenti. E insulti: “sei brutta”, “stordita”, “li mortacci vostri”, “sei pesante”, “sei una pecora”, “hai finito di ridere”, “ti do una microfonata in faccia”.

È strano, comunque, che questi compportamenti siano emersi in  una maestra avanti con gli anni e verosimilmente con grande esperienza. Le indagini diranno di più.

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