L’amore e il gene mutante di una generazione

Mi hanno chiesto stamattina che cosa penso oggi del rapporto uomo-donna. Lasciamo stare il mondo del lavoro, mettiamo da parte i casi di violenza e sfruttamento e pensiamo a quello che, con una grossolana generalizzazione, si può definire la normalità delle relazioni sentimentali: non ne penso con ottimismo.

Non so come sia tra i ragazzi,  tra i trentenni e i quarantenni. Non lo so perché, anche se li vedo, anche se mi raccontano, non so da dentro come sia. Penso allora alla generazione dai cinquanta in su, a quel cuscinetto, anzi, cuscinone, materasso a due piazze sempre più voluminoso, che separa la giovinezza dalla vecchiaia. Quelli che, come me, sono stati ragazzi sull’onda tardiva dei figli dei fiori e han trovato divertente prendere al volo lo strascico del “sesso droga e rock and roll”.

Dopo un paio di tiri, le canne gli han dato la nausea (meglio un buon bicchiere di vino) e il rock ‘n’ roll nessuno lo sapeva ballare; sesso sì, gran confusione, tormento e divertimento:  ti prendo ma non tanto, ti lascio ma non per sempre e ti amo; ma amo anche la tua amica e tu d’altra parte ami quel tuo compagno di università… abbiamo un cuore grande così e poi sai…la  libertà!

Quelli come noi hanno capito che la coppia così com’era per i loro genitori era una gran noia e fonte di nevrosi e han detto : basta, facciamo la coppia aperta.

Poi però tirava un vento insopportabile, meglio chiuderla un po’, che da ‘sta apertura ci passa la qualsiasi, pure l’Aids c’è passato e presto, correre ai ripari, un bel colpo e chiudiamo tutto! Figli, matrimonio. Spesso prima gli uni e poi l’altro: caspita, che cambiamento.

Sì, facciamo tutto regolare, ma non saremo come i nostri genitori. Non ci rassegneremo ad amori tristi, tenuti insieme dalla paura di stare soli. L’altro giorno ho rivisto un amico che non incontravo da anni che mi ha detto “Sai, aspetto che i figli crescano ancora un po’ per separarmi”.

Ecco, la nostra generazione, attraverso la sua storia, ha selezionato, per il rapporto uomo-donna,  il gene mutante del “non rapporto uomo-donna”. Il gene del “le abbiamo provate tutte, ma non ce la si fa”. Per fortuna c’è ancora un po’ d’amore in giro, facciamone buon uso.

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