Il parroco ai funerali del padre accusato di stupro: “È stato crocifisso anche lui”

È stato celebrato oggi – giovedì 25 gennaio – il rito funebre per la morte dell’agente di custodia penitenziaria accusato di aver stuprato la figlia. A officiarlo è stato il parroco di Santa Maria, don Giandomenico Valente (che vedete in chiesa durante i funerali nella foto di apertura).

“È uno di quei momenti in cui si rinuncia a capire, perché certe vicende si vivono senza mai capirne il senso”, ha detto il parroco nella sua omelia.

“È un momento difficile per tutti”, ha aggiunto il sacerdote, prima di invitare a garantire sostegno alla famiglia dell’agente di custodia.

Un’omelia sull’uomo “crocifisso”

“Dobbiamo consolare tutti coloro che soffrono – ha continuato il parroco – perché l’abito da lutto sia cambiato con la forza della consolazione”.

Il prete nell’omelia ha suggerito che l’uomo sia stato “crocifisso”. Parlando della chiesa di montagna davanti alla quale l’agente si è impiccato don Giandomenico Valente ha detto: “Non posso pensare che in un luogo come quello non ci sia stato un incontro e un dialogo tra due crocifissi”; il secondo sarebbe quello nel luogo di culto.

La moglie – con una certa dose di ipocrisia – ha ribadito che i media lo avrebbero considerato già colpevole.

“Ed è per questo che oggi, insieme a tutti voi, con la mia e con le vostre preghiere – ha proseguito – accompagno questo fratello sulla soglia del Cielo, per consegnarlo per sempre al Dio della Vita. Signore, grande nell’amore, prendilo con te”.

 

Le notizie del 24 gennaio

“L’avevo sentito pochi giorni fa, avevamo parlato della eventuale nomina di un consulente in vista dell’incidente probatorio. C’era tutta la volontà di collaborare con la magistratura e di dimostrare la sua innocenza”. Lo ha detto l’avvocato Domenico Di Tano, che assisteva l’agente della polizia penitenziaria suicidatosi lunedì mattina in un centro del Frusinate dopo le accuse di presunti abusi sessuali nei confronti della figlia di 14 anni.

“Funerali solenni per mio marito”

Intanto la moglie e madre della ragazza, che già aveva parlato di “accuse da dimostrare”, ha annunciato di voler celebrare funerali solenni per l’uomo. “Siamo stati insieme per trent’anni”, ha detto la donna nelle scorse ore. “Qualcosa vorrà pur dire”. Nel frattempo la procura valuta l’apertura di un fascicolo per istigazione al suicidio. In paese, però, c’è chi l’accusa: “Sapeva ciò che accadeva in casa, ma non ha denunciato”.

Violentata dal padre suicida, il preside: “Quel tema non è stato casuale”, le notizie del 23 gennaio 2018

“Quel tema non è stato fatto in maniera casuale”. L’affermazione è del preside a capo della scuola frequentata dalla minorenne che ha scritto dei presunti del padre, poi suicidatosi. Dopo l’intervento della madre secondo cui le accuse “non erano ancora provate”, ora interviene il dirigete scolastico affermando che “la quattordicenne viveva una situazione di disagio e l’insegnante di italiano ha ritenuto opportuno lasciare anche quella traccia”. Di qui la successiva segnalazione alle autorità.

“Mio dovere denunciare”

Il dirigente scolastico, intervistato dal Corriere della Sera, aggiunge: “Quando ho letto il tema, non ho esitato un attimo”. Non si attendeva che la storia uscisse sui giornali e nemmeno un epilogo così tragico. E in proposito afferma: “Il mio è stato l’atto dovuto di un dirigente della pubblica amministrazione che ha il dovere e l’obbligo di avvisare davanti a un reato. Nulla di eccezionale”.

“La vittima sovraesposta sui giornali”

Poi si scaglia contro la vicenda finita sulle prime pagine. Certo, non ci sono nomi o riferimenti diretti, ma – aggiunge il preside – “quella che è una notizia generica infatti a livello nazionale ha riscontri pesantissimi a livello locale. E anche i dettagli insignificanti contribuiscono a identificare subito i protagonisti di una storia. Ad esempio, di scuole come la nostra ce ne sono solo due. La vittima è stata sovraesposta. In casi analoghi il problema si risolve trasferendosi anche di 50 chilometri, ma lei dove può andare? E tutto il paese ne parla”.

“Le abbiamo detto noi del suicidio del padre”

Il dirigente scolastico infine rivelato che il suicidio del padre è stato comunicato alla figlia “in classe. Gliel’abbiamo detto noi. È una brava studentessa con un ottimo profitto. Adesso non sappiamo se e quando tornerà. Nell’ultimo mese eravamo riusciti ad assicurarle normalità, anche perché non è uscita una virgola di questa storia. Ora pensiamo a farla assistere dal nostro servizio di appoggio psicologico”.

La moglie del suicida: “Forse non ha stuprato davvero la quattordicenne”, le notizie precedenti

Dopo il suicidio della guardia penitenziaria che avrebbe stuprato la figlia quattordicenne, sono arrivate le ritrattazioni.

“Sono state dette tante cose non vere: quello che avete detto ieri e l’altro ieri l’hanno portato a questo. Sono tanto, tanto arrabbiata. Lo stupro? Non si sapeva ancora se era vero”, dice la moglie del suicida al Corriere della Sera.
La sua famiglia ha appreso la notizia inattesa della morte dai mezzi di informazione. L’indiscrezione è stata riportata dall’Agenzia Ansa, che ha sentito l’avvocato della famiglia, Emanuele Carbone.

“Una vicenda triste con un epilogo tristissimo”

“La moglie e le cinque figlie sono sotto choc. È una vicenda triste con un epilogo ancora più triste”, ha dichiarato il legale. La notizia del suicidio rappresenta , comunque, “un ulteriore trauma per la famiglia che ora prova rabbia e dolore”. L’avvocato Carbone ha poi spiegato che nella famiglia “da una parte c’è rabbia per quello che ha fatto, forse per qualcuno perfino sollievo per la sua morte, dall’altra le figlie sono sconcertate”, perché era pur sempre il padre.

Un “funerale dignitoso”

Ora – secondo l’avvocato Carbone – i familiari “si stanno adoperando per un funerale dignitoso”. L’avvocato ha poi escluso che in passato vi siano state altre violenze in famiglia, ma riferisce di “un approccio respinto dalla figlia maggiore oltre 20 anni fa”. La coppia ha avuto 5 figlie, tre minorenni che vivono in famiglia, tra cui la quattordicenne diventata suo malgrado protagonista della cronaca dei giorni scorsi dopo il tema in classe e altre due maggiorenni che sono sposate.

 

Le notizie del 22 gennaio: il suicidio

È stato trovato impiccato in una vecchia chiesa del centro storico di Roccasecca. Si tratta dell’uomo di 53 anni accusato di aver violentato la figlia di 14 anni. Il ritrovamento a metà mattinata di oggi, lunedì 22 gennaio, e sul posto ci sono i carabinieri della compagnia di Pontecorvo, oltre ai colleghi della stazione di Roccasecca. Il gip del tribunale di Cassino, aveva allontanato l’uomo dalla casa familiare dopo la rivelazione choc della figlia in un tema scritto a scuola.

Era in attesa di incidente probatorio

L’uomo, una guardia giurata con un passato da ludopata (cosa che gli era costata la sospensione dal servizio, era in attesa dell’incidente probatorio con la figlia fissato per febbraio. Al momento gli era stato applicato il braccialetto elettronico che avrebbe suonato se si fosse avvicinato all’abitazione della ragazza. Era sospettato di aver molestato in passato anche la figlia più grande, che oggi ha 28 anni.

La mamma usciva e lui abusava della figlia quattordicenne, le notizie del 21 gennaio 2017

La mamma aveva messo in guardia la figlia quartodicenne di “non rimanere in casa da sola con il padre”: è quanto si legge nel provvedimento del Gip di Cassino (Frosinone) in riferimento al colloquio avuto dalla donna con la dirigente scolastica dell’istituto frequentato dalla ragazza costretta a subire violenze sessuali da parte del papà, un agente della polizia penitenziaria.

La quattordicenne aveva rivelato di essere stata violentata dal padre in un tema di italiano con la traccia “Scrivi una lettera a tua madre confessandole ciò che non hai il coraggio di dirle”. Le violenze sono durate per mesi, appena la mamma usciva la ragazza era costretta a subire.

La madre aveva anche raccontato di un episodio simile accaduto alla sua seconda figlia, che ora ha 28 anni, precisando che “in quell’occasione il marito le aveva promesso che non si sarebbero più verificati fatti analoghi”.
L’uomo, 54 anni, è indagato perché “con più azioni esecutive di un unico disegno criminoso, compiva atti sessuali con la sua figlia minore”.

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