Libri: “Lui sa perché”, l’arte del ringraziamento

Ma i ringraziamenti alla fine di un libro, qualcuno li legge mai? Intanto il libro bisogna finirlo e magari lo abbandoniamo prima… E se arriviamo a leggerlo tutto, comunque, non è detto che si abbia voglia di andare a vedere a chi l’autore dichiara di dovere qualcosa. Ed è un peccato, perché a giudicare da quello che hanno letto e raccolto Carolina Cutolo e Sergio Garufi in “Lui sa perché. Fenomenologia dei ringraziamenti letterari” (Isbn Edizioni, 204 pagine, 14 euro), c’è da imparare e da divertirsi.

 

I ringraziamenti come genere letterario

Si impara che nel corso del tempo, i “ringraziamenti” sono diventati, poco a poco, un “genere” e un vizio. Libro serio e comicissimo, questo, che suggerisce una catalogazione di tipologie che vanno dal ringraziamento “tolemaico” , che ha senso e perno assoluto nell’autore stesso, a quello “insopportabile”, passando per l’inevitabile “Lui sa perché”.

 

“Grazie a quelli che mi odiano…”

Si scopre un Gramellini che cade nella tentazione del ringraziamento “spiegone”, in cui l’autore illustra il percorso creativo che è alla base del libro oppure una Mazzantini tolemaica che scrive “Grazie, amici, di questo splendore”, a cui si aggiunge una vendicativa Melissa P. che sottolinea “ E poi ringrazio tutti coloro che mi odiano, perché è grazie a loro che io mi amo di più”.
Gli autori, coerentemente con il tono ironico del volume, a un sapido e divertente contributo di Umberto Eco fanno seguire i loro stessi “ringraziamenti”, modulati secondo i diversi stili. Bel leggere, che svela, senza pietà, i vizi degli scrittori e ne rivela carattere e vanità. Per tutti.

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