Asili nido, Zingaretti: “Proporrò anche nel Lazio i vaccini obbligatori”

“Una decisione coraggiosa e indispensabile”: è stato questo il primo commento del presidente dell’Istituto superiore di sanità, Walter Ricciardi, al voto dell’assemblea regionale dell’Emilia-Romagna che, prima Regione in Italia, ha introdotto l’obbligo delle vaccinazioni per i bambini che dal prossimo anno scolastico frequenteranno gli asili nido pubblici e privati. “Una legge che avremmo voluto non fosse necessaria, ma che i numeri rendono invece indispensabile”, ha detto ancora Ricciardi.

Vaccinazioni in calo in tutta Italia

Sì perché sono ancora i numeri a preoccupare. Gli ultimi dati diffusi a ottobre dal ministero della Salute non sono rassicuranti e confermano per il 2015 il calo della coperture vaccinali (già notato negli anni precedenti) in quasi tutte le Regioni. Una diminuzione che riguarda sia le vaccinazioni obbligatorie (anti-difterica, anti-polio, anti-tetanica, anti-epatite B), sia quelle raccomandate (pertosse ed Haemophilus influenzae) tutte scese sotto la soglia fatidica del 95% della popolazione, quella che l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) considera di sicurezza.

Ecco nel dettaglio:
    La copertura media per le vaccinazioni contro poliomielite, tetano, difterite, epatite B, pertosse ed Haemophilus influenzae (riunite nella cosiddetta esavalente) è stata nel 2015 del 93,4%, in calo rispetto agli anni precedenti (94,7% nel 2014, 95,7% nel 2013 e 96,1% nel 2012)

–    Solo 6 Regioni hanno superato la soglia del 95% per la vaccinazione anti-polio, mentre 11 sono addirittura sotto il 94%

–    I dati di copertura vaccinale per morbillo, parotite e rosolia sono passati dal 90,4% nel 2013 all’85,3% del 2015

–    Nel periodo 2014-2015 le uniche coperture che mostrano un lieve incremento sono meningococco C e pneumococco, rispettivamente +3,6% e +1,5%, con un’ampia variabilità territoriale.

I pediatri: la vaccinazione un’opportunità di salute

È di fronte a questa situazione drammatica che l’appello di medici e pediatri è che altre Regioni seguano l’esempio dell’Emilia-Romagna e legiferino per rendere obbligatorie a scuola le vaccinazioni.

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La pensa così, il dottor Giovanni Vitali Rosati, (nella foto sopra), responsabile per la Federazione italiana medici pediatri (Fimp) della rete vaccini della Toscana: “La vaccinazione è la migliore forma di prevenzione per alcune malattie, è un’opportunità di salute non solo per il singolo ma anche per l’intera comunità. Ci saremmo aspettati che con il crescere del livello culturale della popolazione e con il maggiore accesso alle informazioni la copertura vaccinale sarebbe aumentata spontaneamente, tant’è che alcune Regioni come il Veneto alcuni anni fa hanno tolto l’obbligo di legge per l’antipolio, antitetano, antidifterite e antiepatite B”.

L’Emilia-Romagna? Un esempio utile

Eppure i dati degli ultimi anni fotografano una situazione inversa: “Esattamente, si registra un calo continuo, un abbassamento della soglia di copertura che preoccupa e i cui effetti già si vedono, come la ricomparsa di alcune malattie ritenute debellate come la difterite (è di qualche giorno fa un caso a Bologna, ndr)”, continua il dottor Vitali Rosati. “Ecco perché quella dell’Emilia Romagna è una scelta necessaria e indispensabile per garantire la salute pubblica. Anzi sarebbe auspicabile che altre Regioni si muovano in questo senso”.

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“Dovrebbero estenderla a tutte le Regioni”

Un piccolo sondaggio realizzato da Vitali Rosati tra gli altri referenti regionali Fimp della rete vaccini e tra i medici della Società italiana di pediatria ha confermato la sua posizione: “Il 97% degli interpellati è convinto della necessità che tutte le Regioni italiane legiferino per far sì che solo i bambini vaccinati possano avere accesso agli asili”.

Polemiche sul metodo coercitivo
Eppure già all’indomani del voto dell’assemblea regionale emiliano-romagnola si sono scatenate le polemiche. Di chi, come i Cinquestelle (che infatti in aula hanno votato contro), si sono detti contrari al metodo coercitivo scelto dall’Emilia Romagna. Ancora Vitali Rosati: “Anche io sarei perché non ci siano obblighi e perché ognuno sia libero di fare scelte consapevoli, ma in questo caso la scelta individuale mette a repentaglio la salute dell’intera comunità. A cominciare da tutti quei bambini e adolescenti immunodepressi o con malattie croniche che non possono vaccinarsi e che senza copertura adeguata vengono esposti ogni giorno al rischio di malattie che potrebbero essere fatali”.

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Zingaretti: “Voglio fare lo stesso nel Lazio”

Non fa parte del fronte polemico – anzi – Nicola Zingaretti, il governatore della Regione Lazio, che ha pubblicato su Facebook il posto che vedete qui sopra, in cui scrive: “Obbligo di vaccinazione per i bimbi che vanno al nido: è una legge che proporrò in Consiglio regionale per combattere la diffusione di malattie pericolose e tutelare la salute dei più piccoli. Dopo l’Emilia-Romagna facciamo un passo avanti di civiltà anche nel Lazio”.

Contrari i 5Stelle a favore Sel

Ovviamente contrari, anche nel Lazio come in Emilia-Romagna, i 5 Stelle. La capogruppo in Regione, Silvia Blasi, dichiara: “I vaccini sono utili, ma siamo contrari alla coercizione. Spingiamo sull’informazione”.

Sel è, invece, a favore della legge e tiene conto del pericoloso calo delle vaccinazioni. Per Marta Bonafoni: “Nella fascia 0-3 anni in cui è già dimostrato che stanno tornando patologie debellate con i vaccini, ci sia un atto di responsabilità che le istituzioni devo esercitare. Quella legge può essere uno strumento più che utile”. D

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