Massacrò la ex a coltellate: condannato a 16 anni, l’ira del padre di lei

Il tribunale di Busto Arsizio (Varese) ha condannato a 16 anni di reclusione in rito abbreviato Arturo Saraceno, 33 anni, di Magnago (Milano) accusato di aver ucciso a coltellate, nel maggio del 2016, la ex fidanzata Debora Fuso, 25 anni, di Lonate Pozzolo (Varese), al culmine di una lite avvenuta nella casa dell’uomo.

“Sono deluso dalla giustizia”

Per lui la pm Marica Cardellicchio aveva chiesto una condanna all’ergastolo, diminuita a 30 anni per la scelta del rito. Deluso dalla sentenza il padre di Debora, Gigi Fuso: “Mi sono affidato alla giustizia”, ha commentato, “e sono stato ripagato con un verdetto del genere, il rito abbreviato per questo tipo di delitti non dovrebbe esistere. Oggi nella giustizia non credo più, questa è l’Italia e la mia famiglia lo ha toccato con mano, sono davvero deluso e arrabbiato”.

Massacra l’ex e confessa: “Mi è partito l’embolo”, le notizie del 18 maggio 2016

È la seconda volta in pochi giorni: una giovane coppia, la crisi che allontana lei e le coltellate di lui che la uccidono. Dopo il caso dell’omicidio-suicidio di Firenze, a essere uccisa a Magnago, a poca distanza dall’aeroporto di milanese di Malpensa, questa volta è stata Deborah Desiree Fuso (nella foto sotto), 24 anni, dal suo ex, Arturo Saraceno, 33.

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Dopo il delitto ha confessato

“Lei era qui per un chiarimento, abbiamo litigato per l’ennesima volta e mi è partito un embolo”, ha detto l’uomo confessando il delitto. Gli inquirenti hanno disposto test alcolemici e tossicologici su Arturo Saraceno (nell’immagine sotto).

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La lite iniziata nell’appartamento di lui

Sono stati insieme per 6 anni lasciandosi 4 volte e poi, a metà aprile, la ragazza ha detto basta: troppo soffocante quella relazione. Ma ha accettato martedì 17 aprile di andare a casa di Arturo per parlare. Deborah si aspettava di litigare, non di morire nell’appartamento al terzo piano di via Cardinal Ferrari 3, lo stesso in cui la coppia a convissuto fino a poche settimane fa. Non ha nemmeno fatto in tempo a scappare perché Arturo Saraceno, operaio originario di Potenza, l’ha assassinata con una quindicina di coltellate.

Interrogato per 6 ore

Uccisa lei, l’uomo, denunciato in passato per possesso di un coltello, ha puntato la lama da carne contro di sé, all’altezza del torace, ma si è provocato lesioni non mortali. È stato trovato sanguinante nell’androne, tra l’ascensore e le scale. Ricoverato in codice rosso all’ospedale di Legnano, è stato sedato, medicato e poi dimesso perché giudicato non in gravi condizioni. Quindi è stato interrogato per 6 ore dagli inquirenti.

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Gli amici: “Era geloso”

I vicini hanno parlato di frequenti scontri tra i due ragazzi mentre gli amici raccontano: “Se la vedeva parlare con un altro ragazzo in un locale si avvicinava immediatamente. Era geloso”. Sul posto è giunta la pm di Busto Arsizio, Maria Cardellicchio, mentre i carabinieri della compagnia di Legnano, al comando del capitano Francesco Cantarella, e del comando provinciale di Milano, agli ordini del colonnello Canio Giuseppe La Gala, stanno lavorando alla ricostruzione di una storia finita in modo così tragico (sotto un momento in cui i due giovani erano ancora felici).

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