Padova, sparatoria in azienda, ucciso un uomo, ferito un altro: fermato il titolare

Sparatoria in un’azienda di Bagnoli di Sopra, in provincia di Padova. È stato fermato ieri sera per omicidio e tentato omicidio l’imprenditore catanese Benedetto Allia, sospettato di aver sparato a due persone ieri mattina nella sua azienda di Bagnoli (Padova), uccidendone una, un uomo di origini calabresi, il cui nome non è ancora noto, e ferendo gravemente l’altra, un cittadino marocchino di 29 anni, Yassine Lemfaddel.

Le indagini sull’omicidio e tentato omicidio di Bagnoli sono condotte dai carabinieri della compagnia di Abano (Padova). Dopo la scoperta del cadavere, sul posto è giunto il magistrato della Procura Maria D’Arpa, che ha effettuato un primo sopralluogo nel capannone della “LB”, dove c’è stata la sparatoria mortale.

Una discussione per motivi economici
La discussione fra Allia e il marocchino, per motivi economici e lavorativi, sarebbe degenerata quando lo straniero ha estratto un coltello, colpendo l’imprenditore. Allia, hanno ricostruito gli investigatori, avrebbe reagito imbracciando un fucile da caccia e facendo fuoco su entrambi.

Il marocchino era stato dipendente di un’azienda collegata di proprietà di Allia “LB”, una ditta di verniciatura, e a un suo amico calabrese che l’aveva accompagnato per riscuotere il credito. A terra sul pavimento del capannone, in un lago di sangue, è rimasto il calabrese, mentre il marocchino, Yassine Lemfaddel, 29 anni, è rimasto ferito allo stomaco ed è riuscito a fuggire, dando l’allarme dopo essersi fermato a un distributore di benzina. È stato soccorso da un elicottero del Suem 118 e trasportato all’ospedale di Padova. È in condizioni serie, ma non in pericolo di vita.

Precedente in famiglia

Il padre di Allia, Salvatore, imprenditore pure lui, era stato condannato nel 2005 a 20 anni di reclusione, reo confesso dell’omicidio di un ex socio della sua azienda, Paolo Gubrissa, avvenuto il 24 novembre 2003 in Friuli Venezia Giulia.

Il cadavere del socio era stato occultato e sepolto in un bidone di metallo nei pressi di un cantiere edile a Sagrado (Gorizia). Le indagini sull’omicidio e tentato omicidio di Bagnoli sono condotte dai carabinieri della compagnia di Abano (Padova). Dopo la scoperta del cadavere, sul posto è giunto il magistrato della Procura euganea Maria D’Arpa, che ha effettuato un primo sopralluogo nel capannone della «LB».

 

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