Uccisi minorenni e immigrati: il killer di Monaco gli aveva dato appuntamento su Fb

Sono sempre più socncertanti i particolari che emergono il giorno dopo la strage di Monaco. Il killer Ali Sonboly, 18 anni tedesco-iraniano, figlio di un tassista, voleva proprio uccidere i giovani, identificandoli “virtualmente” con i bulli che lo avevano vessato “per 7 anni”, come lui stesso ha gridato durante le fasi concitate dell’attacco.

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Li aveva “convocati” con un annuncio su Fb

Ali Sonboly aveva messo addirittura un annuncio su Facebook per attirare quanti più studenti possibile nel McDonald’s che ha preso d’assalto. E nessuna delle sue vittime era un turista, ma quasi tutti giovani della zona, che avevano come punto di ritrovo proprio quel centro commerciale alla periferia nord della città, popolata in gran parte da immigrati.

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Tra le vittime 3 kosovari, 3 turchi e un greco
Era quindi prevedibile che la maggior parte delle vittime non fossero tedesche: tre kosovari, tre turchi, un greco.

Tra loro c’è il figlio di un ufficiale di polizia, Dijamant Zabergja, 21 anni, due ragazze Armela Segashi e Sabina Sulaj.

I tre cittadini turchi (tra cui la donna) sono Sevda Dag, Can Leyla and Selcuk Kilic. Ma le età delle vittime non sono ancora del tutto chiare (a parte Dijamant). Secondo la polizia di Monaco due vittime avevano 13 anni, tre ne avevano 14, uno 17 e un’altra 19. E giacché l’obiettivo di Ali erano i giovani, ce ne sono anche tra i 27 feriti ricoverati negli ospedali di Monaco, alcuni sono proprio bambini.
Il killer di Monaco voleva ucciderne quanti più possibile e per questo per attirarli aveva utilizzato Facebook.

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