Niente salva-Roma, la spunta Salvini, l’ira di Conte e Di Maio

La mossa del leader della Lega di annunciare lo stralcio del Salva Roma ai cronisti davanti Palazzo Chigi prima del Cdm fa andare su tutte le furie il premier Giuseppe Conte.

“Non siamo tuoi passacarte”, avrebbe detto il capo del governo a Salvini invitandolo ad avere rispetto per l’organo collegiale di governo.

 

In evidenza anche il “caso Siri”

Ad alzare la tensione della riunione è anche il caso Armando Siri. Il M5S pone la questione al centro delle battute iniziali del Cdm, mantenendo il punto sulla necessità che il sottosegretario leghista si dimetta.

I toni si alzano attorno al tavolo di governo dove, alle 20, si presentano i ministri leghisti al gran completo, mentre tra i M5S sono presenti solo Alberto Bonisoli, Elisabetta Trenta e Barbara Lezzi.

Luigi Di Maio arriva alle 21, dopo aver registrato “diMartedì” e aver visto, dagli studi di La7, il suo alleato annunciare vittoria sulla norma Salva Raggi fuori dalla sede di governo.

I debiti di Roma restano alla Raggi

“La Lega è soddisfatta, i debiti della Raggi non saranno pagati da tutti gli italiani ma restano in carico al sindaco”, esulta Salvini a fine serata. “La norma è stata approvata a metà, con i commi 1 e 7. È un punto di partenza, sul resto decideranno le Camere”, replicano fonti di governo M5S.

Dal Campidoglio, la reazione allo stralcio della norma è secca. Se la norma alla fine non passasse, la Lega avrebbe fatto un dispetto a tutti i romani, sarebbe stato lo sfogo della sindaca Virginia Raggi ai suoi.

I rimborsi ai risparmiatori

Passa, apparentemente senza problemi, la norma sui rimborsi ai risparmiatori truffati delle banche. E il tetto dell’indennizzo diretto, tra la soddisfazione del M5S, aumenta da 100mila a 200mila.

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