Riforma Madia: varati i decreti, torna il reintegro

Cambia, ancora una volta, la pubblica amministrazione. Il consiglio dei ministri ha approvato nella riunione del 23 febbraio il Testo unico del pubblico impiego, attuativo della riforma firmata dalla ministra per la Semplificazione e pubblica amministrazione Marianna Madia (nella foto sotto). Testo che ora deve ricevere i pareri delle commissioni parlamentari, del consiglio di Stato e acquisire l’intesa con Regioni e autonomie locali.

Le principali novità

Tra le novità introdotte dai due decreti legislativi, ci sono le nuove regole per il pubblico impiego, la lotta all’assenteismo, il superamento del precariato e della legge Brunetta per l’assegnazione dei premi di produttività. Ma c’è anche un inatteso ritorno del reintegro. Nel nuovo Testo unico del pubblico impiego viene fatta chiarezza, infatti, sulle conseguenze dei licenziamenti illegittimi nella Pubblica amministrazione.

È confermata la reintegra, come nel “vecchio” articolo 18, definendo così la questione dopo le novità delle legge Fornero e del Jobs act. Su un aspetto però ci sia allinea al tetto massimo del privato: il risarcimento non potrà infatti superare le 24 mensilità. Ma vediamo tutte le scelte.

Assunzioni

Viene superata progressivamente la dotazione organica, fermi restando i limiti di spesa, con il piano triennale dei fabbisogni. In questo modo le assunzioni vengono fatte in base agli effettivi bisogni delle amministrazioni, quindi non tenendo più conto delle piante organiche, e rilevando le competenze dei lavoratori pubblici.

Stop al precariato

Il Testo unico stabilisce il divieto per le pubbliche amministrazioni di stipulare contratti di collaborazione e introduce specifiche procedure per l’assunzione a tempo indeterminato di personale in possesso dei requisiti. In questo modo i precari storici della Pa vengono stabilizzati tramite concorso grazie a un piano straordinario di assunzioni per il triennio 2018-2020 purché abbiano maturato almeno tre anni di servizio con contratti a tempo determinato, anche non continuativi negli ultimi otto anni.

Lavoratori con disabilità

Viene istituita una Consulta nazionale per l’integrazione in ambiente di lavoro delle persone con disabilità.

Responsabilità disciplinare

Vengono introdotte nuove norme che accelerano e rendono concreta e certa nei tempi l’azione disciplinare nei confronti dei dipendenti pubblici.

Concorsi

La riforma stabilisce la la possibilità di svolgimento dei concorsi in forma centralizzata o aggregata, estesa alle Regioni, e la definizione di limiti, in relazione al numero dei posti banditi, per gli idonei non vincitori.

Premi ai dipendenti pubblici

Questa parte della riforma supera la legge Brunetta del 2009. Con la riforma Madia, ogni amministrazione pubblica misura e valuta la performance con riferimento all’amministrazione nel suo complesso, alle unità organizzative o aree di responsabilità in cui si articola e ai singoli dipendenti o gruppi di dipendenti. Il rispetto delle disposizioni in materia di valutazione non è solo condizione necessaria per l’erogazione dei premi, ma anche per il riconoscimento delle progressioni economiche, dell’attribuzione di incarichi di responsabilità al personale e del conferimento degli incarichi dirigenziali.

Il giudizio dei cittadini

Per la prima volta viene riconosciuto un ruolo attivo dei cittadini nella valutazione della performance organizzativa grazie a sistemi di rilevamento della soddisfazione degli utenti in merito alla qualità dei servizi erogati.

Efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni sono le parole chiave della riforma, ma sono anche il tema della prima edizione della Settimana dell’amministrazione aperta che si terrà dal 4 all’11 marzo in tutta Italia. Promossa dal Dipartimento funzione pubblica nell’ambito del terzo Piano d’azione Ogp su proposta delle organizzazioni della società civile aderenti all’Open government forum, la manifestazione propone numerose iniziative, sia on line che dal vivo, per sviluppare la cultura e la pratica della trasparenza e della partecipazione nelle amministrazioni pubbliche e nella società.

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