Bruce Springsteen compie 70 anni: festa con un film e il nuovo tour (video)

Bruce Springsteen compie 70 anni oggi, lunedì 23 settembre, e ci arriva in una forma straordinaria: chiusa la sua trionfale avventura a Broadway, che è stata la straordinaria evoluzione della sua autobiografia, nel giugno di quest’anno ha pubblicato “Western Stars”, il suo nuovo album solista. E il 25 ottobre arriverà nei cinema il film (nel video sotto il trailer), che ha lo stesso titolo del disco, diretto insieme al suo amico e fedele collaboratore Tom Zimny, una via di mezzo tra il documentario della performance con cui, in un fienile di casa sua, ha suonato i pezzi di “Western Stars”, e un visual che illustra con immagini la drammatica intensità dell’album.

Ritorno alle origini

Intanto sta lavorando al nuovo progetto con la E Street Band: c’è dunque da sperare (ma è qualcosa di più di una speranza) di rivederlo in tour la prossima estate. Intanto il Boss è tornato a vivere a pochi passi dai luoghi dove è cresciuto, diviso tra la dolcezza di sua madre, Adele Zirilli, donna di origini italiane amatissima dai fan, e il padre Douglas Federick, un uomo affetto da una grave forma di depressione, con problemi di alcolismo, legato al figlio, che comunque lo considerava il suo eroe, da un rapporto molto complesso, basato più sull’assenza e la durezza di un’impenetrabile distanza che sull’affetto.

La via accidentata per il successo

L’arrivo al successo non è stato facile: una gavetta dura, l’esordio discografico nel 1973, dopo un provino con il leggendario John Hammond, l’etichetta di “nuovo Dylan”. Il contratto è per tre album, i primi due non vendono bene. Si arriva al 1975, l’ultima chance. Se l’album va male lo aspetta un futuro da promessa mancata. All’orizzonte c’è un solo concerto. Durante le registrazioni cambia produttore, due membri della band lo abbandonano, nella E Street Band entrano il suo vecchio amico Little Steven Van Zandt, Roy Bittan e Max Weinberg. Bruce vuole un suono che ricordi il Wall of Sound di Phil Spector: sono session interminabili, estenuanti. Ma le sliding doors girano per il verso giusto e il risultato è “Born to Run”, uno dei dischi più importanti della storia del rock.

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