Il caso Casalino scuote il governo, “Avvenire”: ha troppo potere

È diventato il caso del giorno. Blindato dai suoi. Blindato dal premier Conte. Difeso a spada tratta da Luigi Di Maio. Resta al suo posto Rocco Casalino, portavoce del premier, dopo l’audio nel quale insulta e attacca i tecnici del ministero dell’Economia, accusati di fare ostruzionismo e di non riuscire a trovare le coperture per le misure della manovra.

“Megavendetta” annunciata

La “megavendetta” annunciata da Casalino (nella foto qui sopra con Beppe Grillo) nei confronti degli alti dirigenti del Tesoro scuote la giornata di sabato. “Sarà una cosa ai coltelli”, annuncia il portavoce nella registrazione inviata a due giornalisti dell’Huffington Post. E se “dovesse venir fuori che all’ultimo ci dicono ‘i soldi non li abbiamo trovati’ – promette Casalino – nel 2019 ci concentreremo a far fuori tutti questi pezzi di m…. del Mef”.

Il “caso” Rondolino con D’Alema

Frasi inusuali che scuotono i palazzi del potere. C’è chi ricorda che qualche anno fa un giornalista di valore come Fabrizio Rondolino, portavoce dell’allora premier D’Alema, fu costretto alle dimissioni per alcune pagine erotiche di un suo libro.

 

L’Avvenire: “Ha un potere inquietante”

“Un ruolo eccessivo e intoccabile che desta sospetti”, “cambiare non è abolire il primato della politica”: è questo il commento di Avvenire sull’influenza all’interno di M5S di Rocco Casalino, dopo il caso aperto dal suo audio sui tecnici del Mef.

“Il portavoce, uomo di assoluta fiducia di un’azienda privata di comunicazione digitale, la Casaleggio & associati, detta la linea politica in prima persona” e Conte e Di Maio, che non si sono “intestati apertamente la minaccia della ‘megavendetta'”, “non hanno chiesto un passo indietro del portavoce, e ciò basta a dimostrarne l’intangibilità dentro il mondo 5s e dentro l’esecutivo pentaleghista”, afferma il quotidiano in un commento firmato dal giornalista Marco Iasevoli.

E sottolinea che è emerso “il ruolo assolutamente centrale, dirimente e irrinunciabile – più importante del ruolo degli stessi interpreti politici e istituzionali? – degli ‘uomini comunicazione’ dentro il governo gialloverde e in particolare dentro la componente M5s”.

 

Il governo fa quadrato

Ma attorno all’uomo forte della comunicazione Cinquestelle si fa quadrato. A partire dal premier Conte, che gli rinnova la sua “piena fiducia”. Il portavoce, dal canto suo, si difende: “La pubblicazione vìola il principio costituzionale di tutela della riservatezza delle comunicazioni”. Tornato dalla Cina, su Facebook Di Maio leva gli scudi: “Qualcuno in queste ore sta facendo la morale a Rocco Casalino – scrive il vicepremier – . I moralizzatori di oggi vorrebbero per caso asserire che non hanno mai ricevuto messaggi privati dai portavoce delle altre forze politiche? Vogliono per caso dire che non hanno mai rilanciato un retroscena sulla base degli spin degli uffici stampa?”.

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