Borotalco cancerogeno: nuova pesante condanna per la Johnson&Johnson

Nuova condanna per il borotalco cancerogeno.

Una giuria di Los Angeles ha condannato la Johnson&Johnson a pagare 417 milioni di dollari a una donna che ha usato per anni il talco prodotto dalla società e ora malata di cancro alle ovaie.

La società ha annunciato – come sempre ha fatto negli anni scorsi – che presenterà ricorso.

Numerosi i precdenti contro una sostanza molto familiare, come il borotalco, che si è sempre presentata come “innocua”: Nel 2016 Johnson & Johson è stata condannata da una giuria di St. Louis a un risarcimento da 70 milioni di dollari a una donna che ha sviluppato il cancro alle ovaie dopo aver usato per anni il talco dell’azienda. Nel maggio 2017 una giuria del Missouri ha condannato l’azienda a pagare 110 milioni di dollari per lo stesso motivo.

La notizia del 26 febbraio 2016

Se ne parlava da anni, ma ora non sono soltanto articoli o servizi sui media. Ora c’è una prima sentenza Usa. Che costa alla multinazioale J6J la bellezza di 62 milioni di dollari.

Il rapporto tra l’utilizzo della polvere di talco e il cancro ovarico non è ad oggi stato scientificamente provato, ma una sentenza ha ordinato alla multinazionale americana Johnson&Johnson di pagare 72 milioni di dollari (oltre 65 milioni di euro) alla famiglia di una donna morta di tumore all’ovaio.

 

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Il borotalco “Baby Powder”

I familiari sostenevano che la morte della donna era stata provocata dall’uso prolungato del borotalco “Baby Powder”. La vicenda legale non è ancora conclusa, perché gli avvocati della donna hanno sostenuto che il gruppo sapeva dei rischi di cancro del prodotto e ha omesso di informare i consumatori, mentre dal canto suo la multinazionale ha respinto le accuse e sta valutando un possibile appello.

 

La sentenza americana

Quindi siamo solo a un punto di partenza. Ma molto importante: un tribunale di St. Louis, nel Missouri, infatti, ha dato ragione alla famiglia di Jackie Fox, che ha intentato una causa civile contro la Johnson&Johnson sostenendo che a causare il tumore della donna (deceduta nell’ottobre del 2015 a 62 anni, due anni dopo aver ricevuto la diagnosi di carcinoma ovarico) fosse l’uso costante per oltre 35 anni di due prodotti a base di talco della società (“Baby Powder” e “Shower to Shower”).

Un processo di tre settimane

Il processo è durato soltanto tre settimane e secondo la giuria l’azienda non avrebbe comunicato in modo adeguato i potenziali pericoli per gli utilizzatori, per questo ha condannato la multinazionale a pagare alla famiglia della donna 10 milioni di dollari come risarcimento e 62 milioni a titolo punitivo.

 

La difesa della Johnson&Johnson

Carol Goodrich, portavoce di J&J, ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma che la compagnia sta valutando le prossime mosse legali e specifica che “la sentenza va contro decenni di evidenze scientifiche che dimostrano la sicurezza del talco come ingrediente cosmetico in moltissimi prodotti”, citando a dimostrazione diverse ricerche pubblicate dalla Food and Drug Administration. E ribadisce: “”Non abbiamo responsabilità più grande che la salute e la sicurezza dei consumatori e siamo delusi dall’esito del processo. Siamo vicini alla famiglia Fox, ma crediamo fermamente che decenni di prove scientifiche supportano il fatto che il talco è sicuro”.

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