5 porti turistici in vendita da Capri alla Costa Smeralda, la decisione a settembre

Arriverà tra fine mese e i primi di settembre, secondo quanto ha diffuso oggi l’Agenzia Ansa, la decisione della commissione aggiudicatrice sulle offerte per la cessione delle partecipazioni di Invitalia in 5 porti turistici (il 100% della Marina di Portisco in Costa Smeralda, il 100% di Trieste Navigando, il 51% del Porto delle Grazie di Roccella Ionica, il 49% del Porto turistico di Capri, il 32% della Marina d’Arechi a Salerno).

 

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L’amministrtaore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri, comunque, rassicura: “Nulla verrà svenduto”.

Una decisione autonoma dell’Italia

Non c’è stato neanche bisogno di attendere qualche diktat della Troika, come avvenuto per la Grecia di Alexis Tsipras. L’Italia gioca d’anticipo e tramite una controllata del ministero dell’Economia, Invitalia, mette all’asta 5 porti turistici tra Capri (nella foto di apertura), la marina di Portisco in Costa Smeralda (nella prima immagine sotto), quella d’Arechi nel golfo di Salerno (la seconda fotografia sotto, qui c’è in ballo la creazione di 1.000 posti barca all’interno di una struttura progettata dall’archistar Santiago Calatrava), il porto delle Grazie a Roccella Jonica e l’area di Porto Lido a Trieste.

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Naufraga la creazione di 50.000 posti barca

Nel complesso, racconta il Corriere della Sera, si tratta di 5 gioielli delle coste italiane che valgono la bellezza di 50 milioni di euro e che, a differenza di intenzioni espresse da almeno 10 anni attraverso una controllata di Invitalia, Italia Navigando, e mai concretizzate, avrebbero dovuto diventare poli per investimenti e sviluppo. Investimenti e sviluppo che avrebbero dovuto tramutarsi in 50 porti turistici e 50.000 posti barca con particolare attenzione alla crescita del Mezzogiorno.

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Inchieste giudiziarie hanno bloccato diverse vendite

Niente di fatto, invece, se non dal punto di vista di interrogazioni parlamentari e inchieste giudiziarie perché diversi progetti, soprattutto nel Lazio, sono diventati motivi d’indagine per le procure della Repubblica. Solo a Civitavecchia, le ipotesi di reato sono di abuso d’ufficio, frode e appropriazione indebita e gli incartamenti della magistratura sono stati motivo sufficiente per escludere alcuni porti turistici dalla maxi vendita ai privati. Per i restanti 5 porti, invece, il timore è di una svendita a prezzi di ultrasaldo.

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