La Procura militare indaga sui carabinieri arrestati

La Procura Militare di Verona ha aperto un fascicolo d’indagine sugli abusi contestati al gruppo di sei Carabinieri in servizio presso la Caserma Levante di Piacenza.

Dalle 75.000 conversazioni telefoniche, ambientali, messaggi che i carabinieri coinvolti nell’indagine della Guardia di Finanza di Piacenza e coordinata dalla Procura, finiti agli atti, emergono particolari che raccontano il loro modo di operare: come “un’associazione a delinquere”, per usare una delle loro auto-definizioni.

Uno dei carabinieri arrestati, in una conversazione captata in auto, ha parlato del concetto di “piramide”, utilizzata per i loro affari: “In poche parole abbiamo fatto una piramide: sopra ci stiamo io, tu e lui… ok? Noi non ci possono… noi siamo irraggiungibili”.

Le parole del Procuratore militare

“Al momento si tratta di atti relativi al fatto”, ha riferito il procuratore Militare, Stanislao Saeli, che ha aggiunto di aver “proceduto sulla base dei provvedimenti cautelari emessi dalla Procura della Repubblica di Piacenza, da cui sembrano già emergere estremi di reati militari. Agiamo in perfetta sintonia con i colleghi della Magistratura ordinaria per ottimizzare le attività di indagine”.

La Procura militare di Verona ha competenza sui reati militari commessi nelle regioni Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Trentino Alto-Adige, Veneto, Friuli Venezia-Giulia, Emilia-Romagna.

 

La caserma mobile in funzione al posto di quella sequestrata

 

Una stazione mobile, formata da due mezzi, con otto carabinieri e un nuovo comandante, è operativa da questa mattina a Piacenza. Il furgone dei carabinieri è in via Caccialupo, proprio davanti alla stazione che ieri è stata sequestrata, su richiesta della procura della città, dopo l’arresto dei sei carabinieri che ne facevano parte.

L’obiettivo del Comando generale dell’Arma è continuare a garantire la funzionalità del presidio al servizio della collettività e per la tutela della legalità.

Le incredibili intercettazioni

“Ho fatto un’associazione a delinquere ragazzi (…) in poche parole abbiamo fatto una piramide (…) noi siamo irraggiungibili”. Sono alcune frasi, agli atti dell’ordinanza che ha portato all’arresto di 7 carabinieri e al sequestro di una caserma a Piacenza, raccolte  da un’intercettazione ambientale. “Abbiamo trovato un’altra persona – prosegue quanto è stato registrato – che sta sotto di noi. Questa persona qua va tutti da questi gli spacciatori e gli dice: ‘Guarda, da oggi in poi, se vuoi vendere la roba vendi questa qua, altrimenti non lavori!’ e la roba gliela diamo noi!”.

 

Il capo della Procura: “Difficile chiamarli carabinieri”

“Faccio a fatica a definire questi soggetti come carabinieri, perché i loro sono stati comportamenti criminali. Non c’è stato nulla in quella caserma di lecito”: sono le parole che il capo della Procura di Piacenza, Grazia Pradella, ha utilizzato nell’introdurre la lunga conferenza stampa circa l’indagine per droga, torture ed estorsione che ieri mattina ha portato all’arresto di sette carabinieri e alla chiusura e sequestro di una caserma dell’Arma in centro a Piacenza.

“Tutti gli illeciti più gravi sono stati commessi in piena epoca Covid e del lockdown, con disprezzo delle più elementari regole di cautela imposte dai decreti del Presidente del Consiglio. Mentre la città di Piacenza contava i tanti morti del coronavirus, questi carabinieri – afferma Pradella – approvvigionavano di droga gli spacciatori rimasti senza stupefacente a casa delle norme anti Covid”.

 

La conferenza stampa del 22 luglio

 

Una caserma dei Carabinieri posta sotto sequestro e sette militari arrestati, alcuni già in carcere altri agli arresti domiciliari. È un’inchiesta a tratti senza precedenti quella condotta dalla Procura della Repubblica di Piacenza e che ha portato all’emissione di diverse ordinanze di custodia cautelare per i militari di una caserma della Compagnia di Piacenza. I reati contestati andrebbero dallo spaccio, all’estorsione fino alla tortura. I dettagli sono stati resi noti in una conferenza stampa convocata alle 12 di oggi.

Sono state emesse ordinanze di custodia cautelare personale e reale per 22 persone tra cui 10 carabinieri.

 

 

 

Il sostegno dell’Arma alla magistratura

“Totale sostegno all’autorità giudiziaria”. Lo assicura il comando generale dei Carabinieri in relazione all’indagine della procura di Piacenza che ha portato all’arresto di alcuni carabinieri e al sequestro di una caserma. “I gravissimi episodi oggetto di indagine – aggiunge il comando generale – sono ulteriormente aggravati dall’incommensurabile discredito che gettano sull’impegno quotidianamente assicurato dai carabinieri al servizio dei cittadini e a tutela della legalità”.

Il comando generale dell’Arma dei Carabinieri ha disposto “l’immediata sospensione dall’impiego” per i militari coinvolti nell’inchiesta. Il comando generale, sottolinea una nota dell’Arma, ha contestualmente disposto la “valutazione amministrativa dei fatti per adottare, con urgenza, rigorosi provvedimenti disciplinari a loro carico”.

“Faccio a fatica a definire questi soggetti come carabinieri, perché i loro sono stati comportamenti criminali. Non c’è stato nulla in quella caserma di lecito”: sono le parole che il capo della Procura di Piacenza, Grazia Pradella (nella foto in alto), ha utilizzato nell’introdurre la lunga conferenza stampa circa l’indagine per droga, torture ed estorsione che questa mattina ha portato all’arresto di sette carabinieri e alla chiusura e sequestro di una caserma dell’Arma in centro a Piacenza.

 

Reati in piena epoca Covid

“Tutti gli illeciti più gravi sono stati commessi in piena epoca Covid e del lockdown, con disprezzo delle più elementari regole di cautela imposte dai decreti del Presidente del Consiglio. Mentre la città di Piacenza contava i tanti morti del coronavirus, questi carabinieri – afferma Pradella – approvvigionavano di droga gli spacciatori rimasti senza stupefacenti.

Una caserma dei Carabinieri posta sotto sequestro e sette militari arrestati, alcuni già in carcere altri agli arresti domiciliari. E’ un’inchiesta a tratti senza precedenti quella condotta dalla Procura della Repubblica di Piacenza e che ha portato all’emissione di diverse ordinanze di custodia cautelare per i militari di una caserma della Compagnia di Piacenza. I reati contestati andrebbero dallo spaccio, all’estorsione fino alla tortura. I dettagli saranno resi noti in una conferenza stampa convocata alle 12 di oggi.

“Totale sostegno all’autorità giudiziaria”. Lo assicura il comando generale dei Carabinieri in relazione all’indagine della procura di Piacenza che ha portato all’arresto di alcuni carabinieri e al sequestro di una caserma. “I gravissimi episodi oggetto di indagine – aggiunge il comando generale – sono ulteriormente aggravati dall’incommensurabile discredito che gettano sull’impegno quotidianamente assicurato dai carabinieri al servizio dei cittadini e a tutela della legalità”.

Il comando generale dell’Arma dei Carabinieri ha disposto “l’immediata sospensione dall’impiego” per i militari coinvolti nell’inchiesta. Il comando generale, sottolinea una nota dell’Arma, ha contestualmente disposto la “valutazione amministrativa dei fatti per adottare, con urgenza, rigorosi provvedimenti disciplinari a loro carico”.

“Faccio a fatica a definire questi soggetti come carabinieri, perché i loro sono stati comportamenti criminali. Non c’è stato nulla in quella caserma di lecito”. Sono le parole che il capo della Procura di Piacenza, Grazia Pradella, ha utilizzato nell’introdurre la lunga conferenza stampa circa l’indagine per droga, torture ed estorsione che questa mattina ha portato all’arresto di sette carabinieri e alla chiusura e sequestro di una caserma dell’Arma in centro a Piacenza.

“Tutti gli illeciti più gravi sono stati commessi in piena epoca Covid e del lockdown, con disprezzo delle più elementari regole di cautela imposte dai decreti del Presidente del Consiglio. Mentre la città di Piacenza contava i tanti morti del coronavirus, questi carabinieri – afferma Pradella – approvvigionavano di droga gli spacciatori rimasti senza stupefacente a casa delle norme anti Covid”.

“Siamo di fronte a reati impressionanti se si pensa che sono stati commessi da militari dell’Arma dei carabinieri. Si tratta di aspetti molto gravi e incomprensibili agli stessi inquirenti che hanno indagato. Una serie tale di atteggiamenti criminali che ci ha convinto a procedere anche al sequestro della caserma dei carabinieri per futuri accertamenti” ha aggiunto Pradella. Le accuse sono di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, ricettazione, estorsione, arresto illegale, tortura, lesioni personali, peculato, abuso d’ufficio e falsità ideologica.

Il commento del ministro della Difesa

“Accuse gravissime rispetto a degli episodi inauditi e inqualificabili. Fatti inaccettabili, che rischiano di infangare l’immagine dell’Arma, che invece è composta da 110.000 uomini e donne che ogni giorno lavorano con altissimo senso delle Istituzioni al fianco dei cittadini. Sono loro il volto della legalità, a ciascuno di loro oggi esprimo la più profonda riconoscenza e vicinanza”. Lo afferma il ministro della Difesa Lorenzo Guerini.

“Da subito sia l’Arma dei Carabinieri che il Ministero della Difesa hanno dato la massima disponibilità a collaborare con la magistratura affinché si faccia completa luce sulla vicenda – aggiunge Guerini – Il Comandante Nistri mi ha confermato di aver immediatamente assunto tutti i provvedimenti possibili e consentiti dalla normativa vigente nei confronti del personale coinvolto”.

Una caserma sotto sequestro: le notizie precedenti

Una caserma dei carabinieri posta sotto sequestro e almeno sei militari arrestati, alcuni già in carcere, altri agli arresti domiciliari. È un’inchiesta straordinaria quella condotta dalla Procura della Repubblica di Piacenza e che ha portato all’emissione di diverse ordinanze di custodia cautelare per i militari di una caserma della Compagnia di Piacenza.
I reati contestati andrebbero dallo spaccio, all’estorsione fino alla tortura.

Si tratta della caserma di via Caccialupo: per la prima volta in Italia una caserma viene messa sotto sequestro.  L’indagine avrebbe rivelato anni di illegalità.

A guidare l’inchiesta il neo procuratore della Repubblica Grazia Pradella che ha convocato una conferenza stampa negli uffici della Procura a Piacenza. Sotto la lente reati commessi a partire dal 2017.

Aiuti agli spacciatori

Tra le ipotesi d’accusa – secondo quanto riportato dal giornale piacentino Libertà – ci sarebbero anche certificazioni fornite da un carabiniere in modo da consentire a spacciatori piacentini di raggiungere Milano per rifornirsi di droga durante il lockdown.

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