Bolla di calore e siccità: mucche stressate, cala del 20% la produzione di latte

Il caldo a picco che affligge la pianura padana da mesi ormai ha provocato uno stato di pericolosa siccità. Manca l’acqua a Parma e Piacenza: il Consiglio dei ministri ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza nel territorio delle due Province. La crisi idrica è dovuta a un lungo periodo di siccità a partire dall’autunno 2016, aggravato dalle elevate temperature estive e dai rilevanti afflussi turistici che hanno determinato un considerevole aumento delle esigenze idropotabili.
Ancora non si conoscono le misure concrete che verranno adottate.

Stressate anche le mucche

Apatire la siccità non ci sono solo i raccolti, ma anche gli animali. Le mucche, stressate dal caldo, stanno producendo meno latte.

A lanciare l’allarme è Coldiretti, che stima una produzione inferiore di almeno il 20% rispetto alle normali quote stagionali. Dal monitoraggio delle stalle emerge come i problemi vengano dalla siccità che sta attanagliando la penisola. Le stalle più colpite, segnala l’associazione, sono quelle della pianura padana.

Perdite per un miliardo

Secondo la Coldiretti, le perdite stimate si aggirano sul miliardo di euro. La primavera appena conclusa è stata la seconda più calda dal 1800 ad oggi e la terza più asciutta di sempre, con un incremento medio di 1,9 gradi.

Precipitazioni in calo del 52%

Inoltre, le precipitazioni sono in calo del 52% rispetto al 2016. È proprio questo dato il simbolo di una crisi idrica che rischia di essere la peggiore degli ultimi dieci anni.

Sul fronte siccità i danni sembrano aver colpito sia il Nord che il Sud dell’Italia: dall’Emilia Romagna alla Calabria si lotta contro caldo e mancanza di acqua per proteggere la filiera food made in Italy.

 

A rischio anche frutta e ortaggi

Inoltre, per tentare di salvare la produzione di frutta e ortaggi, le aziende agricole stanno ricorrendo all’irrigazione di soccorso, sperando in un rapido cambiamento della situazione.

La Sardegna chiede al ministro martina la proclamazione dell’emergenza

Emergenza anche in Sardegna. La Regione ha consegnato oggi al ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina (nella foto sopra) la richiesta di dichiarazione dello stato di calamità naturale dovuto al perdurare della siccità in tutta l’Isola.

Il documento è stato presentato dall’assessore dell’Agricoltura, Pier Luigi Caria, durante un incontro sulla riorganizzazione delle attività di Agea, l’Agenzia nazionale per le erogazioni in agricoltura.

Anche la Toscana chiede un intervento

Sulla scia dell’atto presentato dalla Sardegna si è posizionata la Regione Toscana, anch’essa duramente colpita dal fenomeno siccitoso, mentre l’Emilia Romagna ha già deliberato sulla crisi idrica.

“Affrontare questo percorso al fianco di altre Regioni non può che rafforzare la richiesta di stato di calamità che abbiamo licenziato martedì in Giunta – ha sottolineatoo Caria – Una richiesta che dal confronto con gli altri assessori regionali dell’Agricoltura sembra sarà avviata anche da altri territori”.

In occasione della sua relazione, l’esponente della Giunta Pigliaru ha ricordato la condizione di estrema gravità in cui versa tutto il comparto agro-zootecnico isolano.

Le criticità in successione della Sardegna

“Ho spiegato al ministro – ha detto l’assessore – che, prima della siccità, il nostro mondo delle campagne è stato vittima di altri pesanti eventi calamitosi: dalle nevicate e dalla tromba d’aria di gennaio alle gelate di aprile. Un mix di criticità che, per quanto riguarda il settore ovicaprino, si somma al basso prezzo del latte pagato alle nostre 11.000 aziende pastorali. Adesso è chiaro a tutti in che condizioni versa uno dei comparti più importanti della nostra Isola”.

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