L’amarissimo destino del Parma: dai trionfi europei ai dilettanti (la storia)

Il Parma non c’è più nel calcio professionistico. In serie B arriva, invece, il Brescia. La squadra “ducale” che era arrivata a schierare una serie incredibile di campioni, soprattutto all’epoca di Tanzi, è fallita. Alle ore 14 di lunedì 22 giugno si sono chiusi i termini per le offerte di acquisto e sulle sorti del Parma Fc non è rimasto altro che decretare il fallimento societario. Tra ieri sera e stamani le uniche due cordate ammesse alla trattativa si erano ritirate.

 

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In agenda l’incontro con i creditori

Il giudice delegato Pietro Rogato ha messo in agenda l’incontro con i curatori fallimentari, Angelo Anedda e Alberto Guiotto, e il comitato dei creditori per la messa in liquidazione della società. I possibili acquirenti si sono ritirati perché non è stato possibile accertare il debito effettivo e quindi hanno temuto di sprofondare in una voragine, ben più profonda del previsto.

Sul piano calcistico, il club non riprenderà dalla Serie B, ma dai Dilettanti o – al massimo – dalla serie D . Ci vorranno, quindi, almeno 4 o 5 anni – se tutto va bene – prima che la squadra torni in serie A (nella foto Roberto Donadoni, che sarà ricordato come l’ultimo allenatore del Parma nella massima serie).

 

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La vittoria della Coppa Uefa

La foto mostra la vittoria della Coppa Uefa del 1999, quando – il 12 maggio, a Mosca – il Parma sconfisse per 3-0 l’Olimpyque Marsiglia. Fabio Cannavaro, poi capitano della nazionale italiana campione del mondo, alza la Coppa europea, al suo fianco l’ottimo attaccante Chiesa e tutti gli altri protagonisti dell’impresa.

 

Lucarelli sconsolato

”È finita, c’è poco da commentare. Non c’è più futuro per il Parma calcio”: è stato questo il commento sconsolato di Alessandro Lucarelli, capitano della squadra crociata e membro del comitato dei creditori. Pochi minuti dopo la conclusione dell’udienza di fronte al Giudice delegato che ha decretato la fine del club, ha aggiunto ai giornalisti – ”nonostante ce l’abbiamo messa tutta non ce l’abbiamo fatta. Anche Piazza e Corrado hanno provato in tutti i modi a salvarci ma in due mesi e mezzo non sono riusciti a capire fino in fondo l’entità del debito futuro. Questo fa capire l’entità dei danni che hanno fatto quei due (Ghirardi e Leonardi) nei loro anni di permanenza a Parma”.

 

“Non dimenticheremo chi ha provocato questo danno”

”Non dimentichiamo mai chi ha causato tutto questo – ha ribadito Lucarelli – Sicuramente abbiamo fatto anche noi degli errori in queste settimane, ma erano a fin di bene, c’è invece chi ha causato tutto questo con la propria cattiva gestione e deve pagare. Adesso stiamo pagando tutti noi per colpa di altri. Leonardi collabora con il Latina? È una cosa che mi fa schifo. La Federazione non dovrebbe permetterlo”. Nella foto in basso, il “mitico” Sebastian Veron fa il giro del campo di Mosca con la Coppa Uefa del 1999.

 

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Dal 18 marzo tre mesi di passione (purtroppo inutile)

di Piergiorgio de Grazia per Consumatrici.it

C’era una volta un grande club: le notizie di mercoledì 18 marzo

C’era una volta il Parma. Di solito sono le favole a lieto fine che iniziano in questo modo, ma quella della società emiliana, al momento è molto lontana dall’essere considerata una storia dal finale positivo. È fresca infatti la notizia dell’arresto dell’attuale primo dirigente ducale, Giampietro Manenti, ultimo personaggio ambiguo di una farsa che ormai sta durando da più di 6 mesi e che sta portando la società ducale al fallimento.
Ancora una volta la squadra emiliana si trova di fronte al baratro dopo il terribile crac Parmalat avvenuto meno di 15 anni fa.
Per aspera ad astra diceva Seneca (attraverso le ostilità si arriva alle stelle). Lo sperano tutti i tifosi gialloblu, e tutti gli sportivi italiani. Anche se oggi, a Parma, le stelle sembrano davvero lontane…

 

 

La vicenda in tribunale

E stamattina la vicenda del club è arrivata in tribunale per un’udienza lampo durata pochi minuti. All’ordine del giorno il fallimento, da alcuni addirittura auspicato, perché segnerebbe una – seppure dolorosa – demarcazione tra un passato a tratti anche glorioso e un presente che definire precario è poco. Di fatto, il giudice Pietro Rogato ha deciso di riservarsi sulla decisione avvertendo comunque le parti presenti in aula, compresi il capo procuratore Rustico e il pm Dal Monte, che si pronuncerà in breve tempo, forse già nel pomeriggio o domani. Presentando una memoria, l’avvocato Osvaldo Riccobene, del collegio sindacale del Parma calcio, ha dichiarato dal canto suo di non opporsi al fallimento. “Questo spettro lo do per certo”, ha detto, aggiungendo che “secondo me domenica si gioca con il Torino. Oggi incontreremo la squadra e risponderò alle domande dei giocatori”. Assente in aula invece Manenti, che dal carcere ha comunicato al giudice Rogato la sua volontà.

 

L’era Tanzi
La storia sportiva del Parma, nel calcio che conta, è decisamente breve ma ricca. La prima promozione in serie A è avvenuta nel 1990, con Pedraneschi presidente. Dal 1996 gli succede la famiglia Tanzi che subito cerca di spedire il Parma nell’elite europeo: grandi acquisti, sogni di scudetto, vittorie in competizioni internazionali. Coppa Uefa, Coppa delle Coppe, Supercoppa Europea, Coppa Italia, Supercoppa italiana sono i trofei nella bacheca gialloblu. Manca lo Scudetto, obiettivo sempre dichiarato ma mai raggiunto.
I giocatori che però passano per Parma fanno brillare gli occhi a mezzo mondo: Buffon, Cannavaro, Thuram, Veron, Crespo, Chiesa… Stelle che segneranno la storia (e segnano ancora oggi) calcistica mondiale.

 

Il crac Parmalat
Proprio quando i tifosi del Parma si erano abituati a stare a tavola con i colossi europei, ecco la doccia fredda: la Parmalat viene accusata di bancarotta fraudolenta e aggiotaggio. La doccia più che fredda è ghiacciata, infatti il Parma dal 2004, dopo l’arresto di Tanzi, entra in amministrazione straordinaria gestita da Enrico Bondi. Nello stesso anno il Parma A.C. cambia nome trasformandosi in Parma Football Club. Le due stagioni che ne derivano sono all’insegna della vendita dei giocatori di maggior risalto, e lotta per non retrocedere. Dalle stelle alle stalle insomma.

 

Ghirardi dal 2006
Dopo alcune trattative non andate a buon fine, la società emiliana però viene venduta a un giovane di belle speranze di Brescia: Tommaso Ghirardi. Il neo patron porta nuova linfa ai tifosi che tornano a sognare un futuro degno della città. Nonostante un anno di purgatorio (la Serie B), il Parma ricomincia prepotentemente a far parlare di sé: buoni piazzamenti, squadra di livello. Finchè la scorsa stagione torna finalmente in Europa…

 

Da maggio il crollo
Ecco, la tragicomica situazione attuale del club emiliano ha inizio lo scorso maggio. Il Parma Calcio centra il sesto posto in campionato, cioè l’accesso diretto all’Europa League. L’accesso alla competizione europea però viene negato, a favore del Torino, pochi giorni dopo dalla Lega per un mancato pagamento Irpef di 300 mila euro.

Il 30 maggio l’Alta Corte di Giustizia respinge il ricorso della società emiliana, con una delibera enigmatica, e conferma quanto disposto dalla Lega. Torino in Europa, Parma all’inferno.
Ghirardi il 30 maggio 2014 rassegna le sue “irrevocabili” dimissioni da presidente dei gialloblu e mette la società in vendita.

 

Da Taçi a Manenti…
La stagione in corso ha del paradossale. Ghirardi rimane in carica fino a gennaio per mancanza di compratori. Nel frattempo però non paga gli stipendi a nessuno… Il 21 gennaio cede la società a Rezart Taçi che a sua volta la cede meno di un mese più tardi a Giampietro Manenti, imprenditore bergamasco. Ah, l’acquisto di Manenti avviene alla smodata cifra  di… un euro.
Sembra uno scherzo, ma non lo è…

 

Cosa accadrà?
La notizia dell’arresto di Manenti sembra essere solo la ciliegina sulla torta in questa grottesca vicenda. Tutti ormai si pongono una domanda: “Che ne sarà del Parma?”. Una città e una squadra che hanno vissuto meno di 15 anni fa lo scandalo Parmalat, che si sono rialzate e hanno rimesso in piedi una credibilità andata perduta, si ritrovano di nuovo a dover affrontare lo spettro del fallimento.

Oggi il tribunale si pronuncerà e sapremo quale destino sarà riservato al club emiliano. C’è chi ipotizza il fallimento pilotato, chi pensa che si dovrà riprendere dai campionati dilettantistici. Chissà…

 

*** L’articolo di Piergiorgio de Grazia, pubblicato il 18 marzo 2015, ricostruisce le ultime vicende del club e, in un momento come questo, ci è sembrato utile ripubblicarlo.

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